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Spese Compensate

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154 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: estinzione per rottamazione-quater
Una società di trasporti, sanzionata per indebita compensazione, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il processo, ha aderito alla "rottamazione-quater", presentando una formale rinuncia al ricorso. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti in virtù dell'avvenuta definizione agevolata della controversia.
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Estinzione del giudizio per rottamazione quater
Una società estera, dopo aver impugnato un avviso di accertamento fiscale, ha aderito alla "rottamazione quater". Di conseguenza, ha rinunciato al ricorso pendente in Cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali e chiarendo che in questi casi non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso riguardante un contratto d'opera professionale. Il ricorrente, un avvocato, aveva impugnato una decisione della Corte d'Appello. Tuttavia, prima della decisione finale, ha presentato un atto di rinuncia al ricorso. Le controparti hanno accettato la rinuncia, concordando anche sulla compensazione delle spese legali. Di conseguenza, la Suprema Corte ha formalizzato la fine del processo, senza pronunciarsi nel merito e senza disporre sul pagamento delle spese.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
Una società, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro un decreto della Corte d'Appello, ha successivamente dichiarato di rinunciare al ricorso stesso. La controparte ha accettato la rinuncia e ha acconsentito alla compensazione delle spese legali. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine al contenzioso.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Una lavoratrice aveva citato in giudizio una società di radiotelevisione per ottenere il riconoscimento di mansioni superiori e il risarcimento del danno. Dopo aver perso in primo e secondo grado, ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, ha rinunciato al ricorso e la società ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo tra le parti che prevedeva anche la compensazione delle spese, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, ha stabilito che non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione dichiara estinto un processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte di una Cassa di previdenza. La Cassa ha riconosciuto l'ormai consolidato orientamento giurisprudenziale che ritiene illegittimo il contributo di solidarietà imposto unilateralmente sui trattamenti pensionistici già in corso, a tutela dell'affidamento del pensionato.
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Contributo di solidarietà illegittimo: la Cassa rinuncia
Una Cassa di previdenza aveva imposto un contributo di solidarietà su una pensione già maturata. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno dichiarato illegittimo tale prelievo. In Cassazione, la Cassa ha ritirato il ricorso, riconoscendo l'orientamento giurisprudenziale consolidato contro questa pratica. Il processo è stato dichiarato estinto.
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Estinzione giudizio tributario: la definizione agevolata
Una società in contenzioso con l'Agenzia Fiscale per violazioni IVA ha aderito alla definizione agevolata. A seguito del completo pagamento, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. La Corte ha inoltre stabilito la compensazione integrale delle spese legali, ritenendo che un addebito al contribuente sarebbe contrario alla finalità della sanatoria stessa.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e carenza
Una società e i suoi soci, dopo aver impugnato una cartella di pagamento, hanno presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, hanno depositato una rinuncia al ricorso, avendo aderito a una definizione agevolata della lite. La Corte di Cassazione, pur rilevando che la rinuncia non era stata notificata o accettata dalla controparte, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione si fonda sul principio della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, che rende inutile la prosecuzione del giudizio.
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Estinzione del processo: quando serve una sentenza?
Il Tribunale di Monza dichiara l'estinzione del processo per rinuncia agli atti accettata dalla controparte. La sentenza chiarisce che, in un tribunale monocratico, il provvedimento che dichiara l'estinzione deve avere la forma di sentenza per garantire il diritto di appello delle parti, conformemente a un consolidato orientamento della Corte di Cassazione. Le spese legali sono state integralmente compensate tra le parti costituite.
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Cessata materia del contendere: costi compensati
Un lavoratore ha citato in giudizio un ente previdenziale per ottenere l'assegno di inabilità. Sebbene l'ente abbia pagato durante la causa, il Tribunale ha dichiarato la cessata materia del contendere ma ha compensato le spese legali. La motivazione risiede nel fatto che il lavoratore non aveva inviato la documentazione necessaria al pagamento, contribuendo così al ritardo.
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Estinzione del giudizio: rinuncia in Cassazione
Un complesso contenzioso bancario, giunto fino alla Corte di Cassazione, si è concluso con una declaratoria di estinzione del giudizio. I ricorrenti hanno presentato un atto di rinuncia al ricorso, che è stato accettato dalla banca controricorrente. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato il processo estinto, compensando le spese legali tra le parti e rendendo definitiva la sentenza della Corte d'Appello.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
Un lavoratore ricorre in Cassazione contro un fondo pensione per differenze pensionistiche. Le parti raggiungono un accordo transattivo, portando la Corte a dichiarare la cessazione materia del contendere. L'ordinanza chiarisce anche l'estinzione del giudizio per altre parti a seguito di rinuncia al ricorso.
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Cessazione materia del contendere: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere in un ricorso tra una società e diverse Amministrazioni dello Stato. La decisione segue un'istanza congiunta delle parti, ponendo fine alla controversia prima di una pronuncia nel merito e compensando integralmente le spese legali. La causa verteva sulla presunta omessa pronuncia di una Corte d'Appello riguardo eccezioni di compensazione e rideterminazione di un debito.
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Cessazione materia del contendere: appello inammissibile
L'Agenzia delle Entrate presenta ricorso in Cassazione contro una società per una cartella di pagamento. Successivamente, l'Agenzia stessa chiede la cessazione della materia del contendere, avendo soddisfatto il proprio credito tramite un'altra cartella non impugnata. La Corte di Cassazione, rilevando il sopravvenuto difetto di interesse dell'Agenzia a proseguire il giudizio, dichiara il ricorso inammissibile e compensa le spese legali.
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Rinuncia al ricorso e rottamazione-quater: caso chiuso
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio relativo alla revoca dell'agevolazione 'prima casa'. Il contribuente, dopo aver presentato appello, ha aderito alla definizione agevolata ('rottamazione-quater') e ha effettuato una formale rinuncia al ricorso. La Corte, prendendo atto della volontà del ricorrente, ha estinto il procedimento e compensato le spese legali, escludendo l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Accordo conciliativo: estinzione del processo tributario
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario a seguito di un accordo conciliativo raggiunto tra l'Amministrazione Finanziaria e una società contribuente. Il caso, originato da una cartella di pagamento, si è concluso prima di una decisione di merito in Cassazione, dimostrando l'efficacia della conciliazione per risolvere le controversie fiscali. La Corte ha formalizzato la cessazione della materia del contendere, compensando integralmente le spese legali tra le parti come da loro pattuito.
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Compensi avvocati PA: la Cassazione rinvia la decisione
Un gruppo di avvocati dipendenti di un'azienda ospedaliera pubblica ha citato in giudizio l'ente per il mancato pagamento di onorari professionali, previsti da un regolamento interno in caso di sentenze favorevoli con spese compensate. Dopo la soccombenza nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa a nuovo ruolo. La decisione è stata motivata dalla pendenza di un altro ricorso sulla stessa tematica, al fine di garantire una trattazione congiunta e una decisione coerente sulla questione dei compensi avvocati PA.
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Inammissibilità ricorso: accordo e spese compensate
Un Comune proponeva ricorso in Cassazione contro una sentenza tributaria sfavorevole. Durante il procedimento, le parti raggiungevano un accordo transattivo. La Corte, prendendo atto dell'accordo, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse. La decisione chiave riguarda la non applicabilità del raddoppio del contributo unificato, poiché l'inammissibilità è sopravvenuta alla proposizione del ricorso. Le spese del giudizio sono state compensate tra le parti.
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Estinzione del debito: il caso si chiude in Cassazione
Un'Agenzia di Riscossione ricorre in Cassazione per una questione sulla prescrizione di crediti previdenziali. Durante il giudizio, il contribuente salda il dovuto. La Corte Suprema, preso atto del pagamento e della rinuncia al ricorso, dichiara l'estinzione del debito e la conseguente cessazione della materia del contendere, chiudendo il caso.
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