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Spese Compensate

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154 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Discarico automatico dei ruoli: l’ente rinuncia al credito
L'Ente Previdenziale chiedeva la condanna dell'Agente della Riscossione al versamento di quote residue non riscosse relative a vecchi ruoli esecutivi. I giudici di merito respingevano la domanda applicando le norme sulla cancellazione dei debiti pregressi. La Suprema Corte richiama l'orientamento consolidato e la pronuncia delle Sezioni Unite: il discarico automatico dei ruoli anteriori al 2000 opera per legge e coinvolge anche gli enti privatizzati senza violare il diritto europeo. Constatata la solidità dei principi giurisprudenziali, l'Ente Previdenziale ha formalizzato la rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il procedimento compensando le spese di lite.
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Definizione agevolata: stop alla causa fiscale con l’Erario
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società contribuente l'indeducibilità di costi del personale per l'anno 2007. I giudici di merito hanno annullato l'avviso di accertamento fiscale. Il Fisco ha quindi impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione per ottenere il recupero delle imposte. Nelle more del processo, l'impresa ha presentato domanda di definizione agevolata pagando regolarmente le somme dovute. L'Ufficio tributario ha confermato il corretto adempimento degli obblighi e l'assenza di dinieghi. Nessuna parte ha depositato istanza per proseguire la causa. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta definizione agevolata, ponendo fine alla controversia tributaria e disponendo che le spese legali restino a carico di chi le ha anticipate.
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Lite sulla servitù: la rinuncia al ricorso per cassazione chiude la causa
Una disputa immobiliare in materia di servitù era approdata davanti alla Corte di Cassazione a seguito dell'impugnazione proposta dal ricorrente e del conseguente controricorso con impugnazione incidentale della controparte. Poco prima della discussione in udienza pubblica, entrambe le parti hanno depositato un atto di reciproca rinuncia alle rispettive impugnazioni, debitamente sottoscritto dai litiganti e dai rispettivi avvocati, chiedendo la compensazione integrale delle spese. I giudici hanno chiarito che la rinuncia al ricorso per cassazione ha efficacia immediata ed estingue il processo senza bisogno di accettazione altrui. La Suprema Corte ha quindi dichiarato estinto il procedimento senza addebitare spese legali aggiuntive.
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Equa riparazione Legge Pinto: processo lungo senza risarcimento
Un gruppo di cittadini ha richiesto l'equa riparazione Legge Pinto per l'eccessiva durata di un processo amministrativo dinanzi al Tribunale Regionale. La Corte d'Appello ha respinto la domanda di risarcimento, rilevando l'assenza di patema d'animo: la controversia iniziale si era infatti risolta sul piano normativo appena tre mesi dopo l'avvio della causa. I cittadini hanno proposto ricorso per Cassazione contestando il mancato riconoscimento del disagio morale e differenze di posizioni processuali. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, poiché i ricorrenti hanno introdotto questioni nuove non sollevate nei gradi precedenti e hanno formulato censure generiche senza rispettare il principio di autosufficienza. I cittadini non ottengono alcun indennizzo.
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Tassazione risarcimento del danno: vince il medico contro il Fisco
L'Amministrazione finanziaria contestava a un dirigente medico la mancata imposizione Irpef su somme erogate dall'ente sanitario a titolo di risarcimento del danno, a seguito di un accordo transattivo scaturito da una lite di lavoro. Il contribuente impugnava l'atto impositivo e la Commissione tributaria regionale accoglieva le sue ragioni, annullando la pretesa fiscale. Il Fisco proponeva inizialmente ricorso in Cassazione. Successivamente, preso atto del consolidato orientamento giurisprudenziale favorevole all'esclusione della tassazione risarcimento del danno per somme prive di natura retributiva, l'Avvocatura dello Stato ha formalizzato la rinuncia all'impugnazione. La Suprema Corte ha quindi dichiarato estinto il processo, rendendo definitiva la sentenza di secondo grado e compensando integralmente le spese di lite tra le parti.
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Definizione agevolata della lite tributaria: estinto il ricorso
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a un ente associativo il mancato versamento delle ritenute fiscali relative a somme erogate ai propri membri, irrogando sanzioni pecuniarie. I giudici di merito hanno inizialmente escluso l'obbligo fiscale ritenendo i rapporti di natura associativa e non subordinata. L'ente impositore ha quindi proposto ricorso per cassazione per ribaltare l'esito del giudizio. Nelle more del processo di legittimità, l'ente contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata della lite tributaria ai sensi della normativa speciale, versando integralmente gli importi previsti e depositando la relativa attestazione. La Corte di Cassazione ha formalmente preso atto dell'intervenuta sanatoria fiscale e della concorde richiesta delle parti, dichiarando la definitiva estinzione del processo tributario con totale compensazione delle spese di lite.
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Rinuncia agli atti del giudizio: guida legale
Una società ha impugnato una sentenza di primo grado relativa a vizi in un appalto. In corso di causa, le parti hanno optato per la rinuncia agli atti del giudizio e la relativa accettazione. La Corte d'Appello ha quindi dichiarato l'estinzione del processo civile, disponendo la compensazione integrale delle spese di lite.
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Lite sul credito: l’estinzione del processo per rinuncia
Un professionista ha proposto opposizione allo stato passivo per ottenere il riconoscimento di un credito derivante da prestazioni professionali svolte a favore di una società prima del suo fallimento. Il Tribunale ha rigettato l'opposizione, spingendo il professionista a ricorrere in Cassazione. Tuttavia, durante il giudizio di legittimità, il ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia, disponendo la compensazione delle spese di giudizio tra le parti.
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Definizione agevolata: il Fisco si ferma e la lite si estingue
Una società di persone e i suoi soci hanno impugnato gli avvisi di accertamento emessi dall'Agenzia delle Entrate per maggiori ricavi non dichiarati ai fini IVA, IRAP e IRPEF. Durante il giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione, i contribuenti hanno presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge 193 del 2016, allegando la prova dei pagamenti effettuati. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il perfezionamento della sanatoria e ha aderito alla richiesta di chiusura della lite. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per rinunzia, compensando le spese di giudizio tra le parti.
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Dallo scontro all’accordo: la rinuncia al ricorso per cassazione
Un gruppo di comproprietari e una società immobiliare erano coinvolti in una controversia contro il fallimento di un imprenditore. Dopo aver proposto ricorso principale e ricorso incidentale davanti alla Corte di Cassazione, entrambe le parti hanno deciso di depositare formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. Essendo le rinunce reciprocamente accettate, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese tra le parti, ponendo fine alla vicenda senza entrare nel merito della disputa.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alla lite col fallimento
Il ricorrente ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza del Tribunale di Roma relativa al fallimento di una società. Successivamente, lo stesso ricorrente ha presentato formale atto di rinuncia al ricorso in Cassazione ai sensi dell'articolo 390 del codice di procedura civile. La curatela del fallimento ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: la banca chiude la lite senza spese
Un Istituto Bancario ha proposto ricorso in Cassazione contro l'Amministrazione Finanziaria per una controversia sui rimborsi IVA degli anni dal 1985 al 1994. Successivamente, l'istituto ha presentato una formale rinuncia al ricorso, espressamente accettata dall'ente impositore. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che non si fa luogo alla condanna alle spese in base al codice di procedura civile.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite sulla TIA
Un'azienda di gestione dei servizi ambientali ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che esonerava un'impresa dal pagamento della quota variabile della Tariffa di Igiene Ambientale (TIA) per le aree produttive di rifiuti speciali e dall'IVA. Prima dell'udienza di discussione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, il gestore ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla società contribuente. La Corte di Cassazione, rilevata la regolarità della documentazione depositata, ha dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi degli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Definizione agevolata: lite chiusa ma spese a carico proprio
Il Contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per imposte dirette. Durante il processo in Cassazione, ha richiesto la sospensione del giudizio per aderire alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018. Successivamente, ha dimostrato il regolare pagamento di tutte le rate tramite i modelli F24, perfezionando così il condono. La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere e l'estinzione del giudizio. Riguardo alle spese processuali, la Corte ha applicato la regola per cui le spese del processo estinto restano a carico di chi le ha anticipate, disponendo la compensazione delle spese tra le parti.
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Agevolazioni tariffarie dipendenti: scontro e rinuncia finale
Un gruppo di ex dipendenti ha contestato la cancellazione delle agevolazioni tariffarie dipendenti sull'energia elettrica, decisa unilateralmente dall'Azienda tramite disdetta di accordi collettivi a tempo indeterminato. La Corte d'Appello ha ritenuto legittimo il recesso dell'Azienda, escludendo l'esistenza di diritti quesiti poiché il beneficio non costituiva un corrispettivo diretto del lavoro svolto. Nel corso del giudizio di Cassazione, i ricorrenti hanno presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dall'Azienda. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, compensando le spese di giudizio.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma e cancella le spese
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento emesso dall'Amministrazione Finanziaria per un maggior reddito IRPEF. Durante il giudizio di Cassazione, il Contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando il dovuto e chiedendo la fine della causa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'accordo fiscale ha estinto il motivo del contendere. Le spese di giudizio sono state compensate e non è dovuto il doppio contributo unificato, dato che l'inammissibilità è sorta dopo la presentazione del ricorso.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: Ente e privati chiudono la lite
Nel giudizio che vedeva contrapposti un Ente Pubblico, una Compagnia Assicurativa e diversi Cittadini privati, l'Ente Pubblico ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione chiedendo la compensazione delle spese. Le controparti hanno accettato formalmente tale rinuncia. La Corte di Cassazione, applicando gli articoli 390 e 391 del Codice di procedura civile, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La Suprema Corte ha chiarito che l'accordo tra le parti esclude la necessità di una pronuncia sulle spese, poiché la legge attribuisce al giudice una semplice facoltà, e non un obbligo, di condanna alle spese in caso di estinzione. Vince l'accordo transattivo che estingue la lite senza ulteriori costi per le parti.
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Definizione agevolata: si estingue la lite tra fisco e azienda
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso contro una sentenza favorevole a una società contribuente in merito a un accertamento IRES. Nel corso del giudizio di Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, effettuando il pagamento integrale delle somme dovute e depositando la relativa documentazione. Poiché nessuna delle parti ha presentato una nuova istanza di trattazione entro il termine di legge del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Estinzione del giudizio: la pace tra eredi e costruttori
Una complessa controversia per vizi di costruzione edilizia si è conclusa pacificamente fuori dalle aule di giustizia. Dopo che la Corte d'Appello aveva ribaltato la prima sentenza favorevole ai proprietari, la vicenda è giunta in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio, uno dei ricorrenti è deceduto. L'erede, avendo raggiunto un accordo transattivo con le società costruttrici, ha deciso di non proseguire la causa. I difensori del defunto hanno formalizzato la rinuncia al ricorso avvalendosi dell'ultrattività del mandato. Le società resistenti hanno accettato la rinuncia concordando sulla compensazione delle spese. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla lite senza alcuna condanna alle spese o al pagamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata in solido: la sanatoria di uno salva tutti
L'Agenzia delle Entrate revocava le agevolazioni prima casa a un venditore e a un acquirente, ritenendo l'immobile un bene di lusso. Il venditore impugnava l'atto. Nel frattempo, l'acquirente, coobbligato in solido, estingueva il proprio debito aderendo alla sanatoria fiscale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che la definizione agevolata in solido perfezionata da uno dei coobbligati estende i suoi effetti benefici anche all'altro, liberandolo definitivamente dalla pretesa del fisco.
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