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Spendita

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Messa in circolazione di monete o banconote contraffatte, punita dal codice penale per tutelare la fede pubblica.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Monete falsificate: inammissibile il ricorso di fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un soggetto condannato per il reato di monete falsificate ai sensi dell'art. 455 c.p. Il ricorrente contestava la ricostruzione dei fatti operata dalla Corte d'Appello, in particolare riguardo alla proprietà di un giubbotto contenente il materiale illecito. La Suprema Corte ha stabilito che le doglianze relative a profili di fatto non possono essere oggetto di scrutinio in sede di legittimità, confermando la responsabilità penale e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: guida alla sentenza 1036/2023
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imputato condannato in appello per i reati di truffa e spendita di monete falsificate. Il ricorrente ha impugnato la sentenza lamentando vizi di motivazione, ma la Suprema Corte ha rilevato che le doglianze erano marcatamente generiche. La decisione sottolinea come il ricorso inammissibile derivi dalla mancanza di un confronto critico e specifico con le motivazioni espresse dai giudici di secondo grado. Di conseguenza, il ricorso è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
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Spaccio di stupefacenti: guida al consumo di gruppo
La Corte di Cassazione ha affrontato un complesso caso riguardante lo spaccio di stupefacenti, estorsione e spendita di monete false. I giudici hanno chiarito che per configurare il consumo di gruppo, escludendo la responsabilità penale, occorre la prova che l'acquisto sia avvenuto sin dall'inizio per conto di tutti i partecipanti. La sentenza ha inoltre annullato con rinvio le condanne per le quali non era stata adeguatamente valutata la particolare tenuità del fatto e l'effettiva consapevolezza della falsità del denaro messo in circolazione. Infine, è stata censurata la qualificazione di estorsione in assenza di prova che la minaccia avesse effettivamente raggiunto il soggetto decisionale.
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Monete falsificate: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate senza concerto. Il ricorrente lamentava il rigetto di un rinvio per motivi di salute, la qualificazione giuridica del fatto e il mancato riconoscimento delle attenuanti. La Suprema Corte ha rilevato che i motivi erano manifestamente infondati o generici, sottolineando che un rinvio per salute era già stato concesso e che le altre doglianze non si confrontavano criticamente con la sentenza d'appello.
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Monete falsificate: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un soggetto accusato di introduzione e spendita di monete falsificate senza concerto. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché i motivi presentati dalla difesa erano generici e non si confrontavano con le argomentazioni della Corte d'Appello. Oltre alla conferma della pena, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Spendita di monete false: come si prova il dolo?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di spendita di monete false a carico di un uomo che aveva tentato di utilizzare banconote contraffatte presso distributori di carburante. Nonostante la difesa sostenesse la buona fede dell'imputato, i giudici hanno ritenuto provato il dolo specifico basandosi sulla ripetitività della condotta e sull'assenza di stupore al momento della contestazione della falsità. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché i motivi presentati erano generici e non scalfivano la solida motivazione della sentenza d'appello.
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Trattamento sanzionatorio: la motivazione della pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso relativo al trattamento sanzionatorio per il reato di spendita di monete falsificate. Gli Ermellini hanno stabilito che non occorre una motivazione rafforzata se la pena è vicina al minimo edittale, essendo sufficiente il richiamo ai criteri di adeguatezza previsti dal codice penale.
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Falso grossolano e banconote: la guida legale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un imputato accusato di introduzione e spendita di banconote contraffatte. La difesa invocava l'esimente del Falso grossolano, sostenendo che la contraffazione fosse talmente evidente da non poter ingannare nessuno. Tuttavia, i giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che l'analisi tecnica dei titoli ha escluso ogni grossolanità, confermando l'idoneità delle banconote a trarre in inganno la pubblica fede.
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