L'Imputata è stata condannata per il reato di spendita di banconote false per aver pagato cinque consumazioni in una discoteca utilizzando ogni volta una banconota contraffatta da 50 euro. La difesa ha sostenuto che la scarsa illuminazione e lo stato di euforia escludessero la consapevolezza della falsità, richiedendo inoltre le attenuanti generiche e della speciale tenuità del danno. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la ripetitività del comportamento smentisce l'inconsapevolezza. Inoltre, un danno complessivo di 250 euro non può considerarsi di speciale tenuità, poiché richiede un pregiudizio economico quasi nullo. Di conseguenza, la condanna a un anno di reclusione e 400 euro di multa è stata confermata, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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