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Speciale Tenuità

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77 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Circostanza attenuante del lucro: niente sconto con 450 euro
L'Imputato, condannato per spaccio di lieve entità, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione della circostanza attenuante del lucro di speciale tenuità e l'eccessività della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la circostanza attenuante del lucro richiede che sia il guadagno sia l'evento pericoloso siano minimi. Nel caso specifico, il sequestro di 450 euro esclude la speciale tenuità del profitto. Inoltre, la determinazione della pena è stata ritenuta corretta e adeguatamente motivata. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Furto aggravato: la Cassazione annulla la condanna per prescrizione
L'Imputata era stata condannata per il reato di furto aggravato. Contro la sentenza d'appello, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento dell'attenuante della speciale tenuità del danno, dato lo scarso valore della merce sottratta, e l'errata valutazione della sua responsabilità. La Suprema Corte ha ritenuto ammissibile il ricorso, evidenziando la fondatezza delle doglianze sul mancato accertamento del valore reale dei beni. Di conseguenza, l'ammissibilità del ricorso ha consentito ai giudici di rilevare l'avvenuto decorso del termine di prescrizione. La Corte di Cassazione ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando il reato estinto per prescrizione.
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Bancarotta fraudolenta: quando il silenzio sui beni costa la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale a carico dell'Amministratore di una società fallita. I giudici hanno accertato la distrazione di merci per oltre 23.000 euro, desunta non solo dai dati contabili ma anche dal mancato pagamento di una fornitura a un creditore. L'occultamento delle scritture contabili successive al 2010 ha impedito al Curatore di rintracciare i beni, dimostrando il dolo specifico del reato documentale. La Suprema Corte ha inoltre negato l'attenuante della speciale tenuità del danno, poiché il valore dei beni sottratti supera la soglia di particolare tenuità economica. Il ricorso dell'Amministratore è stato rigettato, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali.
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Tentato furto: forzare un’auto esclude il danno lieve
L'Imputato è stato condannato per tentato furto aggravato dopo aver cercato di forzare la portiera di un'auto chiusa a chiave usando una spranga di ferro. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, nel caso di tentato furto, la valutazione del danno deve essere effettuata tramite una prognosi postuma "ex ante", calcolando il danno economico che la vittima avrebbe subito se il reato fosse stato consumato. Nel caso specifico, l'uso della spranga sulla portiera avrebbe causato un danno economico significativo al veicolo, escludendo così la speciale tenuità. L'Imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese e di tremila euro alla cassa delle ammende.
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Attenuante del danno di speciale tenuità: no per auto vecchia
Un uomo, condannato per la ricettazione di un'auto funzionante, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo l'applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La difesa sosteneva che il veicolo fosse ormai vecchio e usurato, dunque di scarso valore economico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il valore di un'auto funzionante non può mai essere considerato insignificante, indipendentemente dalla sua anzianità. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna dell'imputato e lo ha condannato a pagare le spese del processo e una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Droga: 112 grammi escludono l’attenuante della speciale tenuità
La Corte di Cassazione ha stabilito che il possesso di oltre 112 grammi di sostanza stupefacente non permette di applicare l'attenuante della speciale tenuità. Un imputato aveva richiesto questo sconto di pena, sostenendo la scarsa gravità del fatto. I giudici hanno respinto la richiesta, dichiarando il ricorso inammissibile. La motivazione si basa sul fatto che una tale quantità di droga non può essere considerata di lieve entità, poiché avrebbe generato un profitto economico rilevante. Di conseguenza, la condanna è stata confermata e l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Calcolo pena ricettazione lieve: l’attenuante vince, no recidiva
Un uomo viene condannato per la ricettazione di un ciclomotore. I giudici riconoscono l'attenuante della speciale tenuità del fatto, ritenendola prevalente sulla sua recidiva. Nonostante ciò, la pena viene erroneamente aumentata proprio a causa della recidiva. La Corte di Cassazione interviene, chiarendo un principio fondamentale sul calcolo pena ricettazione lieve: se l'attenuante prevale, l'aggravante viene 'neutralizzata' e non può comportare alcun aumento. La Corte ha quindi annullato l'aumento illegale, riducendo la condanna finale dell'imputato. La sentenza sottolinea che una pena calcolata in modo errato è illegale e deve essere sempre corretta.
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Danno di speciale tenuità: furto da 100€ non basta, condanna ok
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un uomo condannato per un tentato furto di merce del valore di 100 euro. L'imputato chiedeva il riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità, sostenendo che il valore fosse irrisorio. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio importante: la valutazione sulla 'speciale tenuità' del danno è una decisione che spetta esclusivamente al giudice di merito (Tribunale e Appello). Poiché la loro decisione non era illogica, la Cassazione non poteva intervenire. La condanna è quindi diventata definitiva e all'uomo non è stato concesso lo sconto di pena.
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Diniego Attenuanti Generiche: 16g di eroina, niente sconto
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego attenuanti generiche a un imputato trovato in possesso di 16 grammi di eroina. La Corte ha stabilito che la decisione di non concedere sconti di pena rientra nel potere discrezionale del giudice di merito. Se la motivazione è logica e coerente, come in questo caso dove si è tenuto conto dei precedenti penali dell'imputato e della quantità non minima di droga, essa non può essere contestata in sede di legittimità. L'imputato ha quindi perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento di una sanzione pecuniaria e delle spese processuali.
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Truffa autostradale: condanna per mancato pagamento
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di truffa autostradale a carico di un utente che utilizzava sistematicamente i varchi riservati ai pagamenti elettronici senza possedere il titolo di pagamento. La condotta è stata qualificata come fraudolenta poiché induceva in errore il sistema di controllo automatizzato. La Corte ha inoltre negato l'attenuante del danno di speciale tenuità, dato che il debito complessivo accumulato verso la società concessionaria superava i 19.000 euro, cifra ritenuta non irrisoria.
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Furto in abitazione: il box auto è privata dimora
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto in abitazione nei confronti di un soggetto che aveva sottratto beni all'interno di un box auto. La difesa sosteneva che il box non potesse essere considerato privata dimora a causa della distanza dall'abitazione principale e richiedeva l'attenuante del danno di speciale tenuità. Gli Ermellini hanno rigettato il ricorso, stabilendo che il box costituisce pertinenza dell'abitazione e che il danno non era irrisorio, rendendo inapplicabile l'attenuante.
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Furto in abitazione: ufficio ospedaliero è dimora
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto in abitazione nei confronti di un uomo che si era introdotto nell'ufficio di una caposala ospedaliera per rubare 50 euro da una borsa. La difesa sosteneva che l'ufficio non potesse considerarsi privata dimora e che l'esiguità della somma dovesse comportare l'attenuante della speciale tenuità. Gli Ermellini hanno rigettato il ricorso, stabilendo che i locali lavorativi non aperti al pubblico godono della tutela rafforzata dell'art. 624-bis c.p. e che il disvalore della condotta, avvenuta in un contesto sanitario, impedisce il riconoscimento della tenuità del danno.
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Speciale tenuità e droga: quando spetta lo sconto
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. Il fulcro della controversia riguardava il mancato riconoscimento dell'attenuante della **speciale tenuità** del danno. Sebbene tale attenuante sia astrattamente compatibile con i reati di droga, la Corte ha stabilito che un lucro di 60 euro, unito al possesso di ulteriore sostanza stupefacente, superi la soglia della minima redditività necessaria per lo sconto di pena.
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Lieve entità e spaccio: guida alla sentenza 1929/2023
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imputato condannato per detenzione di 0,9 grammi di cocaina, reato qualificato come spaccio di lieve entità. Il ricorso si è concentrato sul diniego dell'attenuante della speciale tenuità del danno patrimoniale. La Suprema Corte ha stabilito che la lieve entità del fatto non assorbe automaticamente l'attenuante del lucro minimo. I due istituti valutano profili diversi: la condotta nel primo caso e il profitto o l'evento dannoso nel secondo. La sentenza è stata annullata limitatamente alla valutazione di tale attenuante.
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Capacità drogante: come si prova lo spaccio di droga
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di marijuana, stabilendo che la capacità drogante della sostanza può essere provata anche senza perizia chimica, basandosi sul narcotest e sulle modalità di cessione. Tuttavia, la Suprema Corte ha annullato la sentenza limitatamente al diniego dell'attenuante della speciale tenuità patrimoniale. I giudici di merito non avevano adeguatamente valutato l'entità del lucro perseguito e il danno causato, criteri necessari per l'applicazione dell'art. 62 n. 4 del codice penale.
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Tentato furto: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tentato furto a carico di un individuo che aveva cercato di sottrarre un profumo del valore di circa 60 euro. Il ricorrente contestava il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano una mera ripetizione di quanto già analizzato e respinto nei precedenti gradi di giudizio, condannando il ricorrente anche al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Lieve entità nello spaccio: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di stupefacenti, escludendo la configurabilità della lieve entità. Nonostante le doglianze della difesa, i giudici hanno rilevato che il possesso di oltre 1000 dosi complessive di hashish e cocaina, con un elevato principio attivo, impedisce di considerare il fatto come di minima offensività. La Corte ha inoltre negato l'attenuante del lucro di speciale tenuità, sottolineando che il disvalore sociale e la potenziale diffusione sul mercato prevalgono sul valore venale della sostanza.
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Danno patrimoniale di speciale tenuità: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava il mancato riconoscimento dell'attenuante del **danno patrimoniale di speciale tenuità**. I giudici di legittimità hanno confermato che la motivazione fornita dalla Corte d'Appello per negare tale beneficio era logica e coerente. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Furto aggravato: quando il danno non è tenue
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto aggravato, rigettando la richiesta di applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità. I giudici hanno stabilito che la sottrazione di una carta di pagamento non può essere considerata un danno irrisorio, poiché comporta per la vittima oneri e disagi che superano il semplice valore materiale dell'oggetto. La decisione ha inoltre validato il calcolo della pena basato sulla recidiva e sulle modalità organizzate del reato, escludendo la concessione delle attenuanti generiche.
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Usura e stato di bisogno: limiti alla pena
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di usura aggravata dallo stato di bisogno della vittima, originato da un prestito di mille euro con interessi settimanali di trecento euro. La Suprema Corte ha confermato la responsabilità penale dell'imputato, ma ha annullato la sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio. I giudici hanno rilevato un difetto di motivazione nell'applicazione del massimo aumento di pena per l'aggravante, poiché il giudice di merito non ha giustificato logicamente lo scostamento dai minimi edittali in presenza di una pena base fissata al minimo.
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