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Spaccio Di Lieve Entità — Anno 2025

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43 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Spaccio Di Lieve Entità

Provvedimenti

Spaccio di lieve entità: Cassazione lo esclude per 10kg
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di 10 kg di marijuana. La difesa chiedeva il riconoscimento dello spaccio di lieve entità, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che l'enorme quantità di droga, il suo valore, il possesso di altre sostanze e di ingenti somme di denaro sono elementi incompatibili con una fattispecie di minore gravità.
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Spaccio di lieve entità: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. Si conferma la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso l'ipotesi di spaccio di lieve entità a causa del carattere ripetitivo delle cessioni e dell'organizzazione di un punto vendita stabile.
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Spaccio di lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di cocaina, escludendo la qualificazione del reato come spaccio di lieve entità. La decisione si fonda sulla notevole quantità di droga (circa 140 dosi), le modalità organizzate dell'attività e i precedenti penali del soggetto, confermando la necessità di una valutazione globale di tutti gli elementi del caso.
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Spaccio di lieve entità: quando non si applica?
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La Corte ha confermato che per escludere lo spaccio di lieve entità non basta il solo peso della droga, ma si deve valutare l'offensività complessiva della condotta, inclusa l'organizzazione, i mezzi usati e i precedenti specifici, che indicavano un'attività stabile e non occasionale.
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Spaccio di lieve entità: i criteri della Cassazione
Due soggetti condannati per traffico di stupefacenti ricorrono in Cassazione chiedendo la riqualificazione del reato in spaccio di lieve entità. La Suprema Corte dichiara i ricorsi inammissibili, confermando che l'ingente quantitativo di droga (1 kg di eroina) e l'inserimento in una rete criminale organizzata sono elementi decisivi che escludono la possibilità di applicare l'ipotesi meno grave, a prescindere dal ruolo specifico del singolo concorrente.
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Spaccio di lieve entità: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La decisione si fonda sulla carente motivazione della Corte d'appello, che non ha effettuato una valutazione complessiva e unitaria per escludere l'ipotesi di 'spaccio di lieve entità'. Secondo la Suprema Corte, il giudice deve considerare tutti gli indici (mezzi, modalità, quantità) e non può basare la sua decisione su singoli elementi isolati. Anche la valutazione sulla recidiva è stata ritenuta insufficiente, poiché basata su precedenti troppo datati senza una reale analisi della pericolosità attuale. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Spaccio di lieve entità: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per spaccio continuato di cocaina, escludendo la configurabilità dello spaccio di lieve entità. La Corte ha sottolineato che un'attività sistematica e organizzata, con numerosi episodi di cessione, è incompatibile con la fattispecie di minor gravità, anche in assenza di dati precisi sul quantitativo totale di sostanza.
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Spaccio di lieve entità: quando è escluso dalla Corte
La Cassazione conferma la condanna per spaccio, escludendo l'ipotesi di spaccio di lieve entità. La decisione si basa non solo sulla quantità di droga, ma anche sul possesso di denaro e lo stato di disoccupazione, indizi di professionalità.
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Spaccio di lieve entità: i criteri di esclusione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due soggetti condannati per spaccio. I ricorrenti chiedevano il riconoscimento dell'ipotesi di spaccio di lieve entità, sostenendo che le singole cessioni fossero di modica quantità. La Corte ha respinto la tesi, confermando che la natura organizzata, continuativa e professionale dell'attività, con un parco clienti e mezzi dedicati, è incompatibile con la qualificazione di fatto lieve, a prescindere dalla quantità di droga ceduta in ogni singola occasione.
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Spaccio di lieve entità: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6785/2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due individui condannati per spaccio. La Corte ha negato la qualifica di spaccio di lieve entità, sottolineando che la sistematicità delle cessioni, la presenza di una base logistica e una rudimentale organizzazione sono elementi che escludono tale ipotesi, anche in assenza di ingenti quantitativi di droga.
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Spaccio lieve entità: quantità e precedenti contano
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha stabilito che non è possibile qualificare il fatto come spaccio lieve entità a causa dell'ingente quantitativo detenuto (500 grammi di marijuana), dei precedenti penali specifici e dell'assenza di segnali di pentimento. Anche le attenuanti generiche sono state negate sulla base di una valutazione complessiva della condotta e della personalità dell'imputato.
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Spaccio di lieve entità: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per traffico di droga, che chiedeva la riqualificazione del reato in spaccio di lieve entità. La Corte ha ritenuto che l'ingente quantitativo di cocaina (pari a 961 dosi) e le modalità professionali del trasporto (auto a noleggio e droga occultata nel cruscotto) siano incompatibili con l'ipotesi di reato minore, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Spaccio lieve entità: Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per spaccio di stupefacenti. La richiesta di qualificare il reato come spaccio di lieve entità è stata respinta a causa dell'ingente quantitativo di cocaina (472 dosi), della suddivisione in oltre 100 confezioni e della presenza di strumenti indicativi di professionalità. La Corte ha ritenuto le censure dell'appellante mere doglianze di fatto, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Spaccio di lieve entità: quando è inapplicabile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La difesa chiedeva la riqualificazione del reato come spaccio di lieve entità, ma la Corte ha confermato la decisione di merito, sottolineando che il ruolo centrale dell'imputato, la continuità dell'attività, la varietà di sostanze e i contatti nel narcotraffico sono elementi incompatibili con l'ipotesi di lieve entità. Anche la contestazione sulla recidiva è stata respinta.
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Spaccio di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento dello spaccio di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo che il possesso di 397 grammi di stupefacenti, sufficienti per 199 dosi, e di strumenti professionali per il confezionamento, dimostrasse un'attività destinata a un inserimento significativo nel mercato, escludendo così l'ipotesi del reato minore.
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Spaccio di lieve entità: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4214/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento dell'ipotesi di spaccio di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che elementi come l'arco temporale dell'attività, il numero di clienti, la professionalità e la presenza di canali stabili di fornitura escludono la possibilità di qualificare il fatto come di minima offensività, rendendo il ricorso una mera reiterazione dei motivi d'appello.
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Spaccio di lieve entità: quando è escluso?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio, che chiedeva il riconoscimento dello spaccio di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, escludendo la lieve entità a causa della notevole quantità, della diversa tipologia di stupefacenti detenuti (cocaina, crack, marijuana) e del rinvenimento di una cospicua somma di denaro, elementi ritenuti incompatibili con un'attività di 'piccolo spaccio'.
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Spaccio di lieve entità: no con criptovalute e chat
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la riqualificazione del reato di spaccio in 'fatto di lieve entità'. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che l'acquisto di droga di elevata purezza tramite canali informatici, con pagamento in criptovaluta e comunicazioni criptate, rappresenta una modalità operativa talmente insidiosa e complessa da essere incompatibile con l'ipotesi dello spaccio di lieve entità.
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Spaccio di lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. Esclusa l'ipotesi di spaccio di lieve entità a causa della pluralità di sostanze, dello svolgimento dell'attività durante gli arresti domiciliari e della ripetitività delle condotte.
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Spaccio di lieve entità: quando non è concesso?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del reato di spaccio di lieve entità. La decisione si fonda sulla valutazione di elementi concreti come la notevole quantità di cocaina, sufficiente per 229 dosi, il ritrovamento di una cospicua somma di denaro e di un registro contabile dell'attività illecita. Tali fattori, secondo i giudici, dimostrano un'attività di spaccio professionale e non occasionale, escludendo così la possibilità di applicare l'attenuante della lieve entità.
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