LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Sottrazione Di Cose Sottoposte A Sequestro

31 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il reato, previsto dall'art. 334 c.p., commesso da chi toglie, sopprime, distrugge, disperde o deteriora una cosa che è stata sottoposta a sequestro penale o amministrativo dall'autorità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sottrazione di cose sottoposte a sequestro: ricorso respinto
La Corte d'Appello confermava la condanna nei confronti dell'imputata per il reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro. L'interessata presentava ricorso per Cassazione contestando il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici di legittimità hanno evidenziato che la difesa ha sollevato censure di merito, chiedendo una nuova valutazione dei fatti preclusa in sede di legittimità. La motivazione della corte territoriale era priva di vizi logici o violazioni di legge. L'imputata perde il giudizio e deve pagare le spese processuali oltre a tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Sottrazione di cose sottoposte a sequestro: condanna definitiva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale nei confronti di una persona imputata per il reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro. La vicenda trae origine dall'illecita gestione e disposizione di un veicolo affidato in custodia a seguito di un provvedimento cautelare. L'imputata ha contestato la regolarità del sequestro preventivo, l'effettiva sussistenza della volontà colpevole, il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto e la misura della pena inflitta. I giudici di legittimità hanno respinto le doglianze, evidenziando che i motivi presentati ripetevano argomentazioni già valutate dai giudici dei gradi precedenti senza contrastare la motivazione della sentenza impugnata. La Suprema Corte ha dunque dichiarato inammissibile il ricorso, condannando la ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e a una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Sottrazione di cose sottoposte a sequestro: prescrizione e vincoli
Il Tribunale dichiarava estinto per prescrizione il reato a carico di un cittadino affidatario del proprio veicolo. Il giudice di primo grado calcolava il termine iniziale dalla data del vincolo originario. La Procura Generale impugnava la decisione per erronea decorrenza del termine. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso statuendo che il delitto di sottrazione di cose sottoposte a sequestro ha natura istantanea. Il momento consumativo coincide presuntivamente con l'accertamento dell'illecito, avvenuto tramite notifica della confisca, salvo rigorosa prova contraria della difesa. I giudici hanno quindi annullato la sentenza con rinvio per un nuovo giudizio sul merito.
Continua »
Sottrazione di cose sottoposte a sequestro e tenuità del fatto
Un uomo subisce la condanna per il reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro per aver fatto sparire un motocarro carico di rottami ferrosi, affidato alla sua custodia durante un procedimento penale. La Corte di Cassazione conferma la sussistenza degli elementi del reato, rigettando l'applicazione delle sanzioni del codice della strada poiché il vincolo scaturiva da un'indagine penale. I giudici di legittimità accolgono tuttavia il ricorso sulla particolare tenuità del fatto: la Corte di appello ha omesso di considerare il valore economico irrisorio del mezzo e il successivo proscioglimento dell'imputato nel processo principale. La Suprema Corte annulla la sentenza con rinvio per rivalutare la non punibilità.
Continua »
Sottrazione di cose sottoposte a sequestro: ricorso inammissibile
La Corte d'Appello aveva dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione nei confronti di un imputato accusato del reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro. L'interessato ha tuttavia presentato ricorso per Cassazione, lamentando vizi di motivazione sull'elemento soggettivo, questioni relative alle violazioni amministrative del Codice della Strada e domandando nuovamente la prescrizione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: il ricorrente ha chiesto di fatto un beneficio già interamente accordato dai giudici di merito. Tale condotta processuale ha determinato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Sottrazione di cose sottoposte a sequestro: ricorso inammissibile
Un cittadino ha impugnato la condanna per il reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro (art. 334 c.p.). L'imputato contestava l'esistenza del dolo, chiedeva il riconoscimento della particolare tenuità del fatto ed eccepiva la prescrizione, sostenendo l'incertezza sul momento della consumazione dell'illecito. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso interamente inammissibile. Le motivazioni difensive si limitavano a riproporre censure generiche già respinte dalla Corte di appello. I giudici hanno confermato che il reato si presume commesso a ridosso dell'accertamento in assenza di prove contrarie della difesa. L'imputato perde la causa e subisce la condanna al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Sottrazione di cose sottoposte a sequestro: ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a carico di un imputato per il reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro. La difesa contestava la configurabilità del reato e l'applicazione della recidiva. I giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso. Da un lato, la questione sulla recidiva era stata introdotta per la prima volta solo davanti alla Cassazione, violando le regole procedurali che vietano temi nuovi in sede di legittimità. Dall'altro, le contestazioni sull'effettiva commissione del reato costituivano una mera replica di argomenti già esaminati e respinti dai giudici di merito. L'imputato perde definitivamente la causa ed è condannato al pagamento delle spese di giudizio e a tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Sottrazione di cose sottoposte a sequestro: la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna della proprietaria di un ciclomotore per il reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro. La donna sosteneva di non essere punibile a causa della mancata firma sul verbale di affidamento in custodia del veicolo. I giudici hanno chiarito che il reato scatta anche a carico del proprietario non nominato custode, purché egli sia pienamente a conoscenza del vincolo gravante sul bene. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Sottrazione di cose sottoposte a sequestro e doveri del custode
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un automobilista per il reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro. L'uomo, custode del proprio veicolo privo di assicurazione, sosteneva che la mancata regolarizzazione entro sessanta giorni avesse prodotto la confisca automatica del mezzo, estinguendo i suoi obblighi di vigilanza, e aveva denunciato il furto del veicolo. I giudici hanno chiarito che i doveri di custodia rimangono pienamente attivi fino all'effettiva consegna materiale del bene all'autorità pubblica. La denuncia di furto è risultata non credibile, poiché il veicolo è stato ritrovato a soli seicento metri dal luogo stabilito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per la piena sussistenza della responsabilità penale e della recidiva, condannando il ricorrente alle spese e a una sanzione pecuniaria.
Continua »
Sottrazione di cose sottoposte a sequestro: ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a carico di un cittadino per il reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro. L'imputato ha presentato ricorso contestando la decisione della Corte di Appello che aveva accertato la violazione del vincolo di custodia e negato i benefici di legge. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso totalmente inammissibile perché l'atto riproponeva censure generiche già respinte nel merito. La Suprema Corte ha inoltre convalidato il diniego della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche a causa dei numerosi precedenti penali a carico dell'uomo. L'imputato perde definitivamente la causa, subisce la conferma della condanna penale e deve pagare le spese del giudizio insieme a tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Sottrazione di cose sottoposte a sequestro: condanna confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale a sei mesi di reclusione e duecento euro di multa a carico di un imputato per il delitto di sottrazione di cose sottoposte a sequestro. Il ricorrente ha contestato la decisione dei giudici di merito, chiedendo il riconoscimento della particolare tenuità del fatto. I Supremi Giudici hanno tuttavia giudicato il ricorso del tutto generico, rilevando che l'atto si limitava a riproporre censure già respinte con argomentazioni corrette nei precedenti gradi di giudizio. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando l'imputato al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla cassa delle ammende.
Continua »
Sottrazione di cose sottoposte a sequestro: custode condannato
Il Custode di un veicolo sottoposto a blocco amministrativo ha fatto sparire il mezzo affidatogli per agevolare il proprietario. I giudici di merito hanno condannato l'uomo per il reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'assenza di prove sul fine di favorire il proprietario e contestando il calcolo della recidiva oltre alla severità della pena. La Suprema Corte ha rigettato integralmente l'impugnazione. I giudici hanno chiarito che la mancata rivendicazione del mezzo da parte dell'effettivo proprietario dimostra l'intento di favorirlo. Inoltre, la determinazione della pena rientra nella piena discrezionalità del giudice quando è adeguatamente motivata. L'imputato perde il ricorso e deve pagare le spese processuali.
Continua »
Sottrazione di cose sottoposte a sequestro: il silenzio condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un uomo per il reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro. L'uomo, nominato custode di un'autovettura sequestrata, non aveva segnalato la sparizione del veicolo, le cui chiavi erano rimaste al proprietario. I giudici hanno stabilito che il silenzio serbato dal custode sulla scomparsa del mezzo dimostra la sua intenzionalità nel permettere la sottrazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del custode, che contestava la ricostruzione dei fatti e chiedeva l'applicazione della particolare tenuità del fatto senza adeguate motivazioni, condannandolo anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Sottrazione di cose sottoposte a sequestro: confermata la condanna
Il Ricorrente è stato condannato per il reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro (art. 334 c.p.). Egli ha proposto ricorso in Cassazione contestando la ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso poiché le censure riguardavano esclusivamente valutazioni di fatto, non consentite in sede di legittimità, e riproducevano argomenti già ampiamente esaminati e respinti nei precedenti gradi di giudizio. Di conseguenza, il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Sottrazione di cose sottoposte a sequestro: arresti non scusano
Il Custode, nominato custode di un'autovettura confiscata, è stato condannato per il reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro (Art. 334 c.p.) a seguito della sparizione del veicolo. L'imputato si è giustificato sostenendo che, trovandosi agli arresti domiciliari, aveva affidato informalmente l'auto alla compagna, perdendone poi il controllo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna a 8 mesi di reclusione e 100 euro di multa. I giudici hanno chiarito che la misura degli arresti domiciliari non impedisce la corretta vigilanza del bene sequestrato. Qualora il custode si trovi nell'impossibilità di adempiere ai propri doveri, ha l'obbligo di chiedere formale sostituzione all'autorità competente, non potendo delegare autonomamente la custodia a terzi.
Continua »
Sottrazione di cose sottoposte a sequestro: il ricorso inutile
Il custode di un bene subisce una condanna per il reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro. L'uomo propone ricorso davanti alla Corte di Cassazione, contestando la ricostruzione dei fatti operata nei precedenti gradi di giudizio. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile poiché il ricorrente si limita a sollevare critiche generiche e di puro fatto, senza confrontarsi realmente con le motivazioni della sentenza d'appello. I giudici chiariscono inoltre che l'inammissibilità del ricorso impedisce di dichiarare la prescrizione del reato, anche se maturata dopo la sentenza di secondo grado. Di conseguenza, il ricorrente perde la causa e subisce la condanna al pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Sottrazione di cose sottoposte a sequestro: il ricorso costa caro
Il caso riguarda un uomo condannato per il reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro. I Carabinieri avevano sequestrato un suo bene, ma l'uomo lo aveva successivamente sottratto, violando i sigilli e la custodia giudiziaria. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione, contestando la presenza del dolo (la volontà cosciente di commettere il reato) e chiedendo l'applicazione della particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato che la sottrazione del bene sequestrato dimostra chiaramente l'intenzione di violare la legge. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Custode complice: condanna per sottrazione di cose sotto sequestro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo, nominato custode di beni sequestrati, confermando la sua responsabilità penale. Il Custode risponde del reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro in concorso con il fratello proprietario dei beni. Anche se il fratello ha sottratto materialmente i beni, il Custode gli ha fornito le chiavi del locale di custodia. La Suprema Corte ha chiarito che la consegna delle chiavi dimostra una partecipazione attiva e consapevole al reato. I motivi di ricorso, tra cui la richiesta tardiva di particolare tenuità del fatto e di attenuanti generiche, sono stati ritenuti generici e ripetitivi. Di conseguenza, il Custode perde la causa e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
Continua »
Sottrazione di cose sottoposte a sequestro: punito il complice
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro a carico di un soggetto che, pur non essendo proprietario né custode del bene, ha aiutato i proprietari a recuperare una rete da pesca sequestrata dalla Guardia Costiera, gettandola in mare. La difesa sosteneva che il reato non fosse configurabile sia per la mancanza della qualifica soggettiva in capo all'imputato, sia perché il verbale di sequestro non era stato ancora redatto al momento del fatto. I giudici hanno chiarito che il terzo estraneo risponde in concorso con i proprietari e che il sequestro si perfeziona con l'apprensione materiale del bene da parte della polizia giudiziaria.
Continua »
Sottrazione di cose sottoposte a sequestro: no alla tenuità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro (art. 335 c.p.), nello specifico per la dispersione di animali sequestrati. L'imputato contestava la condanna a un mese di reclusione, lamentando il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e della particolare tenuità del fatto. I giudici di legittimità hanno confermato la decisione precedente, rilevando che i precedenti penali del soggetto dimostrano una propensione a delinquere e che il valore economico degli animali dispersi, unito alla non occasionalità della condotta, impedisce l'applicazione della causa di non punibilità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »