LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Sostituito D'Imposta

19 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il soggetto che subisce la ritenuta fiscale (ad esempio, il lavoratore dipendente) e che è il vero titolare del diritto al rimborso, a differenza di chi effettua il versamento (sostituto).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rimborso IRPEF sisma 1990: legittimato anche il dipendente
Un lavoratore dipendente ha richiesto il rimborso IRPEF sisma 1990 per le trattenute subite in busta paga tra il 1990 e il 1992, prestate presso una società avente sede nell'area colpita dal terremoto in Sicilia. Di fronte al rifiuto del Fisco, il dipendente ha adito i giudici tributari. L'Amministrazione finanziaria contestava il diritto del singolo dipendente ad agire per la restituzione, ritenendo legittimato solo il datore di lavoro o i residenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente erariale, chiarendo che il lavoratore subordinato subisce l'onere economico effettivo del tributo ed è pienamente legittimato a richiedere la restituzione delle somme versate in eccesso dal sostituto d'imposta.
Continua »
Rimborso imposte sisma Sicilia 1990: vittoria per i contribuenti
Una contribuente delle province colpite dal terremoto del 1990 ha chiesto la restituzione del 90% delle imposte versate per il triennio 1990-1992. L'Agenzia delle Entrate ha negato il beneficio, sostenendo che l'agevolazione spettasse solo a chi non aveva ancora pagato i tributi o ai datori di lavoro che avevano effettuato i versamenti. Gli eredi della donna hanno difeso il credito in giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato il pieno diritto al rimborso imposte sisma Sicilia 1990 per i lavoratori dipendenti, qualificando la norma come indennizzo speciale e dichiarando tempestiva l'istanza presentata.
Continua »
Rimborso imposte sisma 1990: spetta anche ai dipendenti
Un lavoratore dipendente residente nelle aree colpite dal terremoto del 1990 in Sicilia richiede all'amministrazione finanziaria la restituzione del 90% dei tributi IRPEF e ILOR versati per il triennio 1990-1992. L'ente impositore nega la restituzione sostenendo la decadenza dei termini e la legittimazione esclusiva del datore di lavoro. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell'amministrazione e tutela il lavoratore, stabilendo che il rimborso imposte sisma 1990 spetta direttamente anche ai dipendenti che hanno subito le trattenute alla fonte, con decorrenza del termine biennale fissata dal primo marzo 2008.
Continua »
Accertamento con adesione: il rimborso negato finisce in Cassazione
Una società estera ha chiesto il rimborso delle ritenute d'acconto subite su royalties e interessi pagati dalla sua controllante italiana, che ha agito come sostituto d'imposta. I giudici di merito hanno negato il rimborso, sostenendo che l'accertamento con adesione firmato dalla controllante italiana rendesse definitivo il prelievo fiscale. La società estera ha fatto ricorso in Cassazione, rivendicando la propria autonomia e il diritto al rimborso. La Suprema Corte, rilevando la presenza di altri ricorsi identici e connessi tra le stesse parti, ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo per una trattazione congiunta, rimandando la decisione finale sul merito della questione.
Continua »
Accertamento con adesione: l’accordo non cancella il rimborso
Una società estera ha chiesto il rimborso delle ritenute d'acconto subite sulle royalties pagate dalla sua controllata italiana. I giudici di merito hanno negato il rimborso, ritenendo che l'accertamento con adesione firmato dalla controllata (sostituto d'imposta) rendesse definitivo il prelievo anche per la controllante estera. La Corte di Cassazione, rilevando la presenza di numerosi ricorsi connessi tra le stesse parti, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo per una trattazione congiunta delle cause, sospendendo temporaneamente la decisione finale.
Continua »
Scomputo delle ritenute d’acconto: perché la fattura non basta
Un libero professionista ha impugnato una cartella di pagamento dell'Agenzia delle Entrate che richiedeva il pagamento di imposte non versate. Il contribuente sosteneva di avere diritto allo scomputo delle ritenute d'acconto sulla base delle sole fatture emesse, ritenendo il cliente, in qualità di sostituto d'imposta, l'unico responsabile del mancato versamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la sola fattura non prova l'effettiva trattenuta del tributo. Per ottenere lo scomputo delle ritenute d'acconto non certificate, il professionista deve dimostrare, tramite estratti conto bancari o dichiarazioni sostitutive, di aver ricevuto il compenso già decurtato della ritenuta. Il professionista perde la causa e deve pagare le imposte, le sanzioni e le spese legali.
Continua »
Rimborso imposte sisma 1990: la Cassazione tutela i dipendenti
Un cittadino residente in un'area colpita dal terremoto del 1990 ha chiesto il rimborso del 90% dell'IRPEF versata negli anni 1990-1992. Di fronte al silenzio-rifiuto dell'amministrazione finanziaria, il contribuente ha fatto ricorso. L'Agenzia delle Entrate ha contestato il diritto, sostenendo che il rimborso spettasse solo al datore di lavoro (sostituto d'imposta) e non al lavoratore dipendente (sostituito). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, confermando che il lavoratore dipendente è il diretto beneficiario dell'agevolazione fiscale. Di conseguenza, egli ha pieno diritto a richiedere il rimborso imposte sisma 1990 e a impugnare l'eventuale rifiuto. Vince il contribuente.
Continua »
Rimborso imposte sisma 1990: vince il lavoratore contro il fisco
I Lavoratori hanno richiesto il rimborso delle imposte versate in eccesso per il triennio 1990-1992, in seguito al terremoto del 1990 in Sicilia. L'Amministrazione Finanziaria ha opposto il silenzio rifiuto. La CTR ha negato il diritto ritenendo che i contribuenti non avessero provato l'effettivo versamento delle ritenute da parte del datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei Lavoratori, stabilendo che il diritto al rimborso imposte sisma 1990 spetta al lavoratore (sostituito) che ha subito le trattenute, a prescindere dall'effettivo versamento da parte del datore di lavoro. La Cassazione ha cassato la sentenza per difetto di motivazione, rinviando la causa alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado.
Continua »
Sostituto d’imposta: il condono non arricchisce l’azienda
Un lavoratore ha chiesto la restituzione delle trattenute IRPEF operate sulla sua busta paga dal datore di lavoro, che agiva come sostituto d'imposta. L'azienda, a causa di una sospensione per un terremoto, non aveva versato le somme e aveva poi aderito a un condono fiscale, pagando solo il dieci per cento del debito. La Corte di Cassazione ha confermato che il datore di lavoro non può trattenere il restante novanta per cento delle somme. Essendo il lavoratore il vero debitore del fisco, il beneficio del condono spetta a lui. Di conseguenza, il sostituto d'imposta deve restituire al dipendente le somme trattenute e non versate, maggiorate di interessi e rivalutazione monetaria calcolati dal momento della trattenuta.
Continua »
Fisco e banche: la Cassazione punisce la motivazione apparente
Una banca riceveva una cartella di pagamento per ritenute d'acconto non versate. La banca eccepiva che i contribuenti sostituiti avevano già pagato l'imposta, configurando una doppia imposizione. L'Amministrazione Finanziaria concedeva uno sgravio parziale del novantadue per cento. I giudici di merito confermavano comunque la pretesa residua e condannavano la banca alle spese, con una motivazione sbrigativa basata solo sul ruolo del sostituto d'imposta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della banca, rilevando il vizio di motivazione apparente. La sentenza d'appello è stata cassata perché non ha spiegato il percorso logico-giuridico sulla debenza del sostituto in presenza del pagamento del sostituito, rinviando la causa per un nuovo esame.
Continua »
Onere della prova rimborso fiscale: senza prove, nessun rimborso
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'onere della prova nel rimborso fiscale. Un erede chiedeva il rimborso di imposte versate dal defunto, vittima di un sisma. L'Agenzia delle Entrate negava il diritto. La Corte ha stabilito un principio chiaro: chi chiede un rimborso agisce come un attore in giudizio e deve provare tutti i fatti a fondamento della sua pretesa, in particolare l'avvenuto versamento delle somme. La semplice richiesta non basta. Poiché il giudice precedente aveva omesso di valutare le prove dei pagamenti, la sua sentenza è stata annullata. La sola affermazione del diritto non è sufficiente se non supportata da adeguata documentazione.
Continua »
Fisco nega rimborso ritenute fiscali: la Cassazione lo concede
Un lavoratore chiede il rimborso del 90% dell'IRPEF versata tramite ritenuta, in base ai benefici per le vittime del sisma siciliano del 1990. L'Agenzia delle Entrate nega il rimborso per mancanza di prove. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo un principio chiave sul rimborso ritenute fiscali: il diritto spetta al lavoratore che ha subito il prelievo, non solo al datore di lavoro che ha effettuato il versamento. Inoltre, i documenti provenienti dalla stessa anagrafe tributaria dell'Agenzia e le attestazioni del datore di lavoro costituiscono prova sufficiente. Il ricorso del contribuente viene quindi accolto.
Continua »
Rimborso IRPEF sisma 1990: Lavoratore vince contro il Fisco
Un contribuente, vittima del sisma siciliano del 1990, chiede la restituzione del 90% dell'IRPEF versata per intero dal suo datore di lavoro. L'Agenzia delle Entrate nega il rimborso, sostenendo che solo il datore di lavoro (sostituto d'imposta) potesse richiederlo. La Corte di Cassazione ha dato ragione al lavoratore, stabilendo un principio fondamentale: anche il dipendente (sostituito) ha pieno diritto a chiedere direttamente il rimborso IRPEF sisma 1990, perché è lui il soggetto su cui grava effettivamente l'imposta. La richiesta dell'Agenzia delle Entrate è stata quindi respinta.
Continua »
Rimborso IRPEF Sisma: Fisco nega, Cassazione dà ragione al lavoratore
Un contribuente, vittima del sisma del 1990 in Sicilia, chiede il rimborso del 90% dell'IRPEF versata, come previsto da una legge speciale. L'Agenzia delle Entrate nega il rimborso, sostenendo che solo il datore di lavoro (sostituto d'imposta) potesse richiederlo, non il lavoratore. La Corte di Cassazione ha dato ragione al contribuente. Ha stabilito che il diritto al rimborso IRPEF sisma spetta direttamente al lavoratore, in quanto è lui il soggetto che ha effettivamente subito il prelievo fiscale e che la legge intende indennizzare. L'Agenzia delle Entrate ha perso la causa e deve pagare le spese legali.
Continua »
Responsabilità solidale sostituito: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27744/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia di ritenute d'acconto. Viene esclusa la responsabilità solidale del sostituito (il professionista) quando il sostituto d'imposta (il cliente) opera la ritenuta ma non la versa all'Erario, compensandola con crediti inesistenti. La Corte ha chiarito che la responsabilità del professionista sorge solo se la ritenuta non viene affatto operata, non quando, una volta operata, non viene versata.
Continua »
Rimborso sisma: anche il dipendente può chiederlo
Il caso analizza la richiesta di un contribuente per un rimborso sisma relativo alle imposte IRPEF degli anni '90. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che solo il datore di lavoro potesse richiederlo. La Corte di Cassazione, dichiarando il ricorso dell'Agenzia inammissibile, ha confermato il principio secondo cui anche il lavoratore dipendente, quale beneficiario diretto dell'agevolazione, è pienamente legittimato a chiedere e ottenere il rimborso.
Continua »
Rimborso TFR sisma: la Cassazione chiarisce il diritto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2227/2024, ha stabilito che un contribuente ha diritto al rimborso TFR sisma per l'intero importo percepito nel periodo agevolato (1990-1992), anche se le quote sono state maturate in anni precedenti. La Corte ha chiarito che il presupposto impositivo sorge al momento del pagamento del TFR, non durante la sua maturazione. Inoltre, le normative successive che limitano i rimborsi in base alle risorse disponibili non incidono sul diritto accertato in giudizio, ma solo sulla fase esecutiva del pagamento.
Continua »
Rimborso Sisma Sicilia: la Cassazione e gli aiuti di Stato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 518/2024, si è pronunciata sul caso del rimborso sisma Sicilia, un'agevolazione fiscale per i contribuenti colpiti dal terremoto del 1990. La Corte ha stabilito che, sebbene il diritto al rimborso spetti al contribuente finale, per le imprese tale beneficio è considerato un aiuto di Stato. Pertanto, la sua concessione è subordinata alla verifica del rispetto dei limiti 'de minimis' previsti dalla normativa europea, rimettendo la causa al giudice di merito per tale accertamento.
Continua »
Rimborso sisma: legittimo anche per i dipendenti
Un lavoratore dipendente, vittima del sisma che ha colpito la Sicilia nel 1990, ha richiesto un rimborso per le imposte IRPEF versate dal suo datore di lavoro. L'Agenzia delle Entrate si è opposta, ma la Corte di Cassazione ha confermato il diritto del lavoratore a ricevere il rimborso sisma. La sentenza chiarisce che il beneficio spetta anche a chi ha già pagato le imposte e che il legittimo richiedente è il dipendente (soggetto passivo sostanziale dell'imposta), non il datore di lavoro. Inoltre, la Corte ha validato la tempestività della domanda, calcolando il termine di decadenza a partire dalle proroghe legislative successive.
Continua »