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Sospensione Ordine Di Demolizione

10 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sospensione ordine di demolizione: condono non vale per opera diversa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Cittadino che chiedeva la sospensione dell'ordine di demolizione di un manufatto abusivo. Il Cittadino era stato condannato per aver realizzato una costruzione senza permessi. Ha tentato di bloccare la demolizione richiamando una vecchia istanza di condono edilizio presentata dalla madre. La Corte ha chiarito che l'istanza di condono riguardava un immobile diverso e preesistente rispetto a quello oggetto della condanna. Non è possibile ottenere la sospensione dell'ordine di demolizione basandosi su un condono che non si riferisce all'opera abusiva attuale.
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Sospensione ordine di demolizione: quando il vincolo paesaggistico blocca la sanatoria
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un'Imputata che chiedeva la sospensione dell'ordine di demolizione di un manufatto abusivo. L'Imputata sosteneva la pendenza di giudizi amministrativi per ottenere la sanatoria edilizia e contestava il silenzio-rifiuto del Comune e il diniego di nulla osta da parte di un ente parco. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che la pendenza di tali giudizi non giustifica la sospensione, specialmente se l'abuso ricade in zona con vincolo paesaggistico, rendendo la sanatoria impossibile. L'istanza di sospensione ordine di demolizione è stata dichiarata inammissibile.
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Sospensione ordine di demolizione: non basta la sanatoria
Il Proprietario di un immobile ha richiesto la sospensione ordine di demolizione di opere abusivamente realizzate, sostenendo di aver avviato le pratiche comunali di sanatoria edilizia e accertamento di conformità. La Corte di Appello ha respinto l'istanza e il cittadino ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la semplice pendenza di una pratica burocratica non basta per fermare l'abbattimento. Per bloccare le ruspe occorre dimostrare che il rilascio del permesso in sanatoria sia imminente e altamente probabile. Il cittadino è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Sospensione Ordine di Demolizione: No se l’abuso edilizio prosegue
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una proprietaria contro il rigetto della sua richiesta di sospensione ordine di demolizione. La richiesta era stata avanzata per un immobile abusivo oggetto di una condanna definitiva. I giudici hanno ribadito un principio fondamentale: la demolizione può essere fermata solo in presenza di un provvedimento amministrativo, come un condono, che renda l'opera legale. In questo caso, non solo mancava tale provvedimento, ma la proprietaria aveva addirittura proseguito gli abusi sull'immobile. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Sospensione Ordine di Demolizione: Sanatoria Lenta, Ruspe Veloci
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave sulla sospensione ordine di demolizione. Una cittadina, condannata per abuso edilizio, aveva chiesto di bloccare la demolizione del suo immobile presentando un'istanza di sanatoria al Comune. I giudici hanno respinto la sua richiesta. La semplice presentazione della domanda di sanatoria non è sufficiente a fermare le ruspe. Il giudice deve valutare la concreta e plausibile possibilità che la sanatoria venga concessa. Se la procedura amministrativa è ferma da tempo e l'interessato non agisce contro l'inerzia del Comune, l'ordine di demolizione penale resta valido e deve essere eseguito. La ricorrente ha quindi perso la causa e la demolizione andrà avanti.
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Sospensione Ordine di Demolizione: Condono vince sul Giudice
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di un giudice che aveva negato la sospensione di un ordine di demolizione. Il proprietario di un immobile parzialmente abusivo aveva chiesto un condono e si era impegnato a demolire la parte non sanabile. Secondo la Cassazione, il giudice non può respingere la richiesta di sospensione in modo passivo, ma ha il dovere di indagare attivamente sulla probabilità di accoglimento del condono e sui tempi della pratica amministrativa. La mancata valutazione di questi elementi rende la decisione illegittima. Il caso, quindi, dovrà essere riesaminato per una verifica concreta sulla possibilità di concedere la sospensione ordine di demolizione.
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Casa abusiva all’ex: no alla sospensione ordine di demolizione
La Cassazione ha negato la richiesta di sospensione ordine di demolizione per un immobile abusivo. Il proprietario aveva motivato la richiesta sulla base di un ricorso pendente al T.A.R. da oltre dieci anni e sul fatto che l'immobile fosse stato assegnato alla sua ex moglie. I giudici hanno stabilito che la sola pendenza di un ricorso amministrativo, senza una concreta e imminente possibilità di sanatoria, non è sufficiente a fermare la demolizione. Inoltre, l'ex moglie, titolare di un semplice diritto personale di godimento, non doveva necessariamente partecipare a questo specifico procedimento, essendo la sua tutela già garantita dalla notifica dell'ordine di demolizione originario. L'uomo ha perso il ricorso.
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Sospensione Ordine di Demolizione: l’attesa del TAR non basta
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che concedeva la sospensione di un ordine di demolizione per un abuso edilizio. Il Tribunale aveva bloccato la demolizione in attesa della fine di un processo amministrativo, senza però fare alcuna valutazione. La Cassazione ha stabilito un principio chiaro: il giudice dell'esecuzione non può limitarsi ad attendere. Deve verificare attivamente se la richiesta di sanatoria o fiscalizzazione presentata dal condannato ha concrete possibilità di essere accolta e se il procedimento amministrativo si concluderà in tempi brevi. Una sospensione ordine di demolizione basata sulla semplice attesa è illegittima perché priva di una motivazione adeguata.
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Sospensione ordine di demolizione: no stop con il solo condono
La Corte di Cassazione ha negato la sospensione ordine di demolizione ai proprietari di un immobile abusivo. Nonostante avessero presentato una domanda di condono, i giudici hanno stabilito che la semplice richiesta non è sufficiente a bloccare le ruspe. La Corte ha chiarito che chi chiede la sospensione deve fornire prove concrete e inequivocabili: la piena corrispondenza tra l'immobile da demolire e quello da sanare, e la prova del completo pagamento di tutte le somme dovute per il condono. In assenza di queste prove, l'ordine di demolizione resta valido ed esecutivo. I proprietari sono stati condannati a pagare le spese processuali e una multa.
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Sospensione ordine di demolizione: quando è possibile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice presentazione di una domanda di sanatoria edilizia, avvenuta molti anni dopo la condanna definitiva, non è sufficiente per ottenere la sospensione dell'ordine di demolizione. Il giudice deve valutare la concreta e rapida possibilità di accoglimento dell'istanza. Nel caso di specie, la richiesta tardiva è stata ritenuta un mero tentativo di ritardare l'esecuzione, portando al rigetto del ricorso.
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