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Sospensione Del Giudizio

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183 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Accertamento induttivo e Fisco: la causa viene sospesa
La Guardia di Finanza ha svolto un controllo fiscale presso un'azienda terza, rilevando compensi corrisposti a un lavoratore che non aveva presentato la dichiarazione dei redditi. L'Agenzia delle Entrate ha quindi notificato un accertamento induttivo presumendo un'attività continuativa. Dopo alterne vicende giudiziarie, la Commissione Tributaria Regionale ha annullato l'atto impositivo per mancanza di prove solide. Il Fisco ha impugnato la sentenza davanti alla Corte di Cassazione. Il cittadino ha richiesto la sospensione del processo per usufruire della definizione agevolata delle liti tributarie pendenti introdotta dalla legge. La Corte di Cassazione ha verificato i requisiti di legge e ha disposto la sospensione del giudizio, congelando la causa per consentire la chiusura della lite fiscale.
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Detrazioni ristrutturazione edilizia: lite sospesa in Cassazione
Un contribuente ha eseguito opere di recupero del proprio immobile e ha richiesto le detrazioni ristrutturazione edilizia nei modelli di dichiarazione dei redditi. L'Agenzia delle Entrate ha revocato i benefici fiscali perché la comunicazione di avvio lavori è giunta al Centro Operativo quando le opere erano già iniziate. I giudici di merito hanno annullato la pretesa fiscale, rilevando l'assenza di un termine a pena di decadenza. Il Fisco ha presentato ricorso in Corte di Cassazione per ottenere l'integrale recupero delle imposte. Nelle more dell'udienza, il contribuente ha depositato una formale istanza per accedere alla chiusura agevolata della lite tributaria. I Supremi Giudici hanno disposto la temporanea sospensione del procedimento, rinviando la trattazione della causa.
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Sospensione del giudizio tributario: stop al ricorso del Fisco
L'Agenzia delle Entrate contestava a un cittadino un maggior reddito ai fini IRPEF per via di incrementi patrimoniali e spese non compatibili con i guadagni dichiarati. La Commissione Tributaria Regionale dava ragione al contribuente per difetto di prova dell'incongruità dei redditi. Il Fisco proponeva quindi ricorso in Cassazione. Il cittadino presentava tempestiva istanza per ottenere la sospensione del giudizio tributario, invocando le opportunità di definizione agevolata previste dalla riforma della giustizia tributaria. La Suprema Corte ha verificato la correttezza formale dell'istanza e ha congelato il processo, rinviando la causa a nuovo ruolo davanti alla sezione tributaria ordinaria.
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Definizione agevolata della controversia: stop alla lite fiscale
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso contro la sentenza d'appello che aveva dato ragione al contribuente. I giudici di merito avevano annullato l'avviso di accertamento fiscale emesso tramite ricostruzione induttiva del reddito. Il motivo dell'annullamento risiedeva nell'illegittimità della delega di firma del funzionario, priva del nominativo, della durata e con riferimenti generici. Giunta la causa davanti ai giudici di legittimità, il contribuente ha formalmente presentato istanza per accedere alla definizione agevolata della controversia. La Suprema Corte ha accolto la richiesta e ha disposto la sospensione del processo tributario, rinviando la trattazione a una nuova udienza per consentire il completamento della sanatoria della lite pendente.
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Definizione agevolata della lite tributaria: lite sospesa
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente un maggior reddito per l'anno 2007 mediante accertamento sintetico induttivo. L'Ufficio ha rilevato una forte incongruenza tra le spese sostenute, i beni posseduti e le somme dichiarate. I giudici di secondo grado hanno confermato la pretesa fiscale, ritenendo le prove del cittadino insufficienti a superare la presunzione dell'Ufficio. Il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more dell'udienza, il difensore ha depositato formale richiesta di definizione agevolata della lite tributaria introdotta dalla riforma fiscale. La Suprema Corte ha accolto l'istanza e ha sospeso il giudizio, congelando la causa per consentire il perfezionamento della pace fiscale.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite sospesa
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la sentenza con cui i giudici regionali avevano annullato un avviso di accertamento per mancati ricavi nel commercio ortofrutticolo. I giudici avevano ritenuto invalido l'atto notificato su carta con firma digitale prima delle modifiche normative del 2018. Davanti alla Suprema Corte, il contribuente ha depositato un'istanza formale per accedere alla tregua fiscale prevista dalla legge. La Corte di Cassazione ha verificato la sussistenza dei presupposti di legge e ha congelato la vertenza, concedendo la sospensione del processo per consentire la definizione agevolata delle controversie tributarie. Di conseguenza, il giudizio resta bloccato in attesa del perfezionamento della chiusura agevolata del debito.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite sospesa
L'Agenzia delle Dogane ha impugnato la decisione che escludeva dal valore in dogana delle merci importate il valore dei servizi resi dalla casa madre tedesca alla filiale italiana. Durante il giudizio in Cassazione, la società contribuente ha richiesto la definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, riscontrata la regolarità dell'istanza, ha disposto la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Estinzione del giudizio tributario: il silenzio chiude la lite
Un socio di una s.r.l. ha impugnato un avviso di accertamento per imposte sui redditi di capitale. In Cassazione, il contribuente ha ottenuto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata. Tuttavia, alla scadenza del periodo di sospensione, nessuna delle parti ha riassunto la causa nei termini di legge. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione del giudizio tributario: l’inattività salva l’atto
La Contribuente, socia di una società a responsabilità limitata, impugnava un avviso di accertamento per imposte dirette relativo a un maggior reddito da capitale non dichiarato. Dopo aver ottenuto la sospensione del processo per la definizione agevolata della controversia, nessuna delle parti ha provveduto alla riassunzione nei termini stabiliti dalla legge. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario per le rate
Il Contribuente ha impugnato gli avvisi di accertamento per Irpef, Irap e Iva relativi agli anni 2006 e 2007. Nonostante la mancata presentazione della dichiarazione dei redditi, il cittadino aveva subito ritenute d'acconto sulle provvigioni percepite. Nel corso del giudizio di Cassazione, il ricorrente ha chiesto l'adesione alla definizione agevolata per estinguere il debito. L'Amministrazione Finanziaria ha approvato un piano di pagamento rateale con scadenza a fine 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta e ha disposto la sospensione del giudizio in attesa del regolare pagamento di tutte le rate, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata: la Cassazione sospende il debito col fisco
Una contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento basata su quattro cartelle esattoriali per imposte non pagate. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, la contribuente ha proposto ricorso in Cassazione contestando la validità delle notifiche via PEC. Nelle more del giudizio di legittimità, la ricorrente ha dimostrato di aver aderito alla definizione agevolata per i debiti oggetto della causa. La Corte di Cassazione ha quindi disposto la sospensione del giudizio in attesa del pagamento della prima o unica rata, previsto per il 31 luglio 2026. Se il pagamento verrà eseguito, il processo si estinguerà definitivamente, rendendo inefficaci le precedenti sentenze sfavorevoli alla contribuente.
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Fisco contro impresa: la definizione agevolata ferma il processo
Una società riceve un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate per maggiori ricavi basati su studi di settore. Dopo alterne vicende nei precedenti gradi di giudizio, la causa pende davanti alla Corte di Cassazione. La società chiede la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione accoglie la richiesta e sospende il giudizio, confermando che il contribuente può richiedere la sospensione anche prima di aver presentato formalmente la domanda di sanatoria, purché manifesti la chiara volontà di aderirvi.
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Definizione agevolata delle controversie: stop alla lite
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole alla Società Contribuente riguardante accertamenti IRAP e IVA per presunte operazioni inesistenti. Durante il giudizio di Cassazione, la Società Contribuente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, ai sensi della Legge di Bilancio 2023. Verificata la sussistenza dei presupposti di legge, in particolare la soccombenza dell'Amministrazione finanziaria nei precedenti gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto l'istanza. Di conseguenza, i giudici hanno disposto la sospensione del processo e il rinvio a nuovo ruolo, in attesa del completamento della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata: stop alle cartelle in Cassazione
Una contribuente impugna due intimazioni di pagamento contestando la regolare notifica delle cartelle esattoriali. La Commissione Tributaria Regionale le dà ragione, ritenendo insufficienti le prove fornite dall'agente della riscossione. Quest'ultimo ricorre in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente chiede la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, introdotta dalla legge n. 130 del 2022. La Suprema Corte, rilevata la regolarità della richiesta, dispone la sospensione del giudizio e il rinvio a nuovo ruolo della causa, consentendo così il perfezionamento della pace fiscale.
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Definizione agevolata: la Cassazione sospende la causa del professionista
Il contribuente, un avvocato, riceveva un avviso di accertamento basato su indagini bancarie per l'anno 1999. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, il caso giungeva in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente richiedeva l'applicazione della definizione agevolata prevista dalla legge n. 130 del 2022 per chiudere la lite fiscale. La Corte di Cassazione, rilevata la regolarità della richiesta e l'assenza di cause di inammissibilità, ha disposto la sospensione del giudizio e il rinvio a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura.
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Sospensione del processo tributario: sì alla sanatoria sanzioni
L'Agenzia delle Dogane ha rettificato la classificazione doganale di una partita di aglio importata da una società, qualificandola come aglio comune anziché aglio monobulbo e applicando dazi maggiori e sanzioni. La società ha impugnato l'atto di contestazione delle sanzioni. Giunta in Cassazione, la contribuente ha chiesto la sospensione del giudizio per aderire alla definizione agevolata (tregua fiscale). La Suprema Corte ha accolto la richiesta di sospensione del processo tributario. Sebbene la legge escluda dalla definizione agevolata i dazi doganali, in questo caso la controversia riguarda esclusivamente le sanzioni collegate ai dazi, rendendo applicabile la tregua fiscale.
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Sospensione del processo tributario: salve le sanzioni doganali
L'Agenzia delle Dogane ha rettificato la classificazione di una partita di aglio importata da una società, applicando dazi maggiori e sanzioni. La società ha impugnato l'atto, sostenendo che si trattasse di aglio monobulbo, differente dall'aglio comune. Giunta in Cassazione, la società ha chiesto la sospensione del giudizio per accedere alla definizione agevolata delle sanzioni. La Suprema Corte ha accolto la richiesta. Sebbene la legge escluda i dazi doganali dalla sanatoria, la controversia in esame riguardava esclusivamente le sanzioni collegate ai dazi. Di conseguenza, la Corte ha disposto la sospensione del processo tributario ai sensi della legge di bilancio 2023, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire la definizione della lite.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite sull’IVA
Una società ha impugnato un avviso di accertamento con cui l'Amministrazione Finanziaria contestava l'indebita detrazione IVA per operazioni ritenute inesistenti relative all'anno 2009. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società contribuente ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti, prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, preso atto della richiesta formulata ai sensi della normativa vigente, ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop al processo
Un'associazione di produttori ha richiesto il rimborso di un credito IVA, ricevendo un diniego dall'Agenzia delle Entrate. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio, l'associazione ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, prevista dalla legge di bilancio. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza e ha disposto la sospensione del giudizio.
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Fisco e sanzioni: la definizione agevolata blocca la Cassazione
L'Azienda e il Socio di maggioranza hanno impugnato gli avvisi di accertamento con cui l'Amministrazione Finanziaria disconosceva alcuni costi deducibili e recuperava a tassazione maggiori imposte (Ires, Irap, Iva e Irpef per utili occulti da ristretta base sociale). Durante il giudizio di Cassazione, l'Azienda ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti, prevista dalla tregua fiscale. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio fino al 10 ottobre 2023 e rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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