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Sospensione Dei Termini Di Custodia Cautelare

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Provvedimento con cui il giudice, in casi di particolare complessità del processo, può sospendere il conteggio della durata massima della custodia cautelare per evitare scarcerazioni automatiche.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sospensione termini custodia cautelare: ricorso inammissibile in Cassazione
Un Lavoratore ha impugnato la decisione che negava l'inefficacia di una misura cautelare custodiale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il Lavoratore lamentava violazioni procedurali nella sospensione dei termini di custodia cautelare, sostenendo la mancata garanzia del contraddittorio. La Corte ha chiarito che la richiesta di rimessione del processo comporta automaticamente la sospensione di tutti i termini processuali, inclusi quelli di custodia. Ha inoltre evidenziato che l'ordinanza di sospensione non era stata impugnata tempestivamente. Di conseguenza, il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
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Sospensione dei termini di custodia cautelare: sì alla scadenza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato per reati di associazione mafiosa e traffico di stupefacenti contro l'ordinanza che disponeva la sospensione dei termini di custodia cautelare. L'imputato contestava la legittimità del provvedimento, emesso il giorno stesso della scadenza dei termini, e la reale complessità del processo. La Suprema Corte ha chiarito che la sospensione dei termini di custodia cautelare può essere disposta fino all'ultimo giorno utile. Inoltre, la particolare complessità del giudizio abbreviato deve essere valutata con un giudizio prognostico sulle attività ancora da compiere. Nel caso specifico, la presenza di venti coimputati, la gravità delle accuse e la mole di intercettazioni e atti da esaminare giustificano ampiamente la misura, confermando la correttezza della decisione del giudice di merito.
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Sospensione dei termini di custodia cautelare: carcere confermato
Un indagato, arrestato all'estero per gravi reati tra cui rapina e spaccio, ha richiesto la scarcerazione eccependo la scadenza dei termini massimi di detenzione. La difesa sosteneva l'inapplicabilità della sospensione dei termini legata all'emergenza Covid-19. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la sospensione dei termini di custodia cautelare prevista dalla normativa emergenziale opera in modo automatico per legge. Tale blocco si estende anche ai termini delle indagini preliminari, prolungando legittimamente la durata della misura cautelare, salvo espressa richiesta contraria dell'indagato. Di conseguenza, l'indagato rimane in carcere.
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Sospensione dei termini di custodia cautelare: la guida
L'Imputato ha proposto ricorso per Cassazione contro il rigetto della richiesta di scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare. La difesa sosteneva che la sospensione dei termini per la complessità del processo dovesse limitarsi ai soli giorni di effettiva udienza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la condanna principale è diventata definitiva, facendo cessare la misura cautelare. La Corte ha comunque ribadito che la sospensione dei termini di custodia cautelare per complessità del dibattimento si applica all'intero periodo del giudizio e non solo ai giorni di udienza.
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Sospensione dei termini di custodia cautelare: ricorso inutile
L'Imputato ha proposto ricorso contro la decisione del Tribunale del Riesame che confermava la sospensione dei termini di custodia cautelare per la complessità del processo di primo grado. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse. Infatti, il processo di primo grado si è concluso con rito abbreviato entro i termini ordinari di nove mesi. Di conseguenza, la sospensione non ha prodotto alcun effetto pratico negativo sulla libertà dell'imputato, rendendo inutile qualsiasi pronuncia di annullamento. La Corte ha inoltre confermato che, anche nel merito, la sospensione era giustificata dalla complessità delle indagini per reati associativi e omicidio aggravato. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Sospensione dei termini di custodia cautelare: calcolo e limiti
Il Ricorrente, sottoposto a custodia in carcere, ha impugnato l'ordinanza che disponeva la sospensione dei termini di custodia cautelare. La difesa sosteneva che il provvedimento fosse tardivo, poiché emesso il giorno stesso della scadenza dei termini, e illegittimo, in quanto adottato nella fase degli atti preliminari al giudizio d'appello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che il giorno di scadenza termina alle ore 24:00, rendendo tempestivo il provvedimento adottato alle 17:05. Inoltre, la sospensione dei termini di custodia cautelare può essere legittimamente disposta anche durante la fase degli atti preliminari, non appena il giudice d'appello riceve gli atti e rileva la particolare complessità del processo.
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Sospensione dei termini di custodia cautelare: l’assente perde
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso de L'Imputato contro l'ordinanza che confermava la sospensione dei termini di custodia cautelare. L'Imputato sosteneva che il termine per impugnare la sospensione decorresse dalla notifica personale del provvedimento, essendo egli assente all'udienza. La Suprema Corte ha chiarito che, avendo L'Imputato rinunciato a comparire ed essendo rappresentato dal difensore di fiducia presente in udienza, nessuna notifica personale era dovuta. Di conseguenza, il termine per l'impugnazione decorreva dalla lettura del provvedimento in aula. La decisione ribadisce che per la sospensione dei termini è necessario solo garantire il contraddittorio con la difesa, senza richiedere la presenza fisica dell'imputato. L'Imputato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Sospensione termini custodia: non vale per l’imputato libero
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46380/2023, ha stabilito un principio cruciale in materia di sospensione termini custodia cautelare. La Corte ha annullato un'ordinanza che ripristinava la detenzione di un imputato, il quale era stato scarcerato per decorrenza dei termini. La decisione si fonda sul fatto che l'ordinanza di sospensione dei termini, emessa per la complessità del processo, non poteva applicarsi all'imputato in quanto egli si trovava in stato di libertà al momento della sua adozione. Estenderne l'efficacia avrebbe leso il suo diritto di difesa, poiché non aveva un interesse attuale a impugnare un provvedimento che, al tempo, non produceva effetti nei suoi confronti.
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