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Sorveglianza Speciale

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1097 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Violazione sorveglianza speciale: Cassazione rigetta
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per la ripetuta violazione sorveglianza speciale. L'imputato era stato trovato fuori casa in orario notturno in tre occasioni. La Corte ha rigettato il ricorso, specificando che il principio del 'ne bis in idem' non si applica a fatti commessi in date diverse. Inoltre, ha stabilito che la reiterazione della condotta e i gravi precedenti penali impediscono sia il riconoscimento della particolare tenuità del fatto sia la concessione delle attenuanti generiche.
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Sorveglianza speciale: dimenticanza non scusa
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto in sorveglianza speciale. La dimenticanza di presentarsi ai Carabinieri e l'omesso versamento della cauzione, non giustificato da una prova tempestiva di impossibilità economica, integrano il reato. La 'smemoratezza' non esclude il dolo.
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Ricorso inammissibile: quando è resistenza a P.U.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorso è stato respinto perché basato su doglianze di fatto, non consentite in sede di legittimità. La Corte ha confermato che la fuga a piedi, successiva a un inseguimento in auto, per sottrarsi al controllo di polizia, integra il reato. Inoltre, è stata ritenuta corretta la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), a causa dei numerosi precedenti penali dell'imputato, indicativi di una sua propensione criminale.
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Sorveglianza speciale: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale con divieto di soggiorno. La Corte ribadisce che, in materia di misure di prevenzione, il ricorso è consentito solo per violazione di legge e non per contestare il merito della decisione, come l'opportunità del divieto. Viene inoltre chiarito che non vi è conflitto tra la sorveglianza speciale e gli arresti domiciliari, poiché l'esecuzione della prima è sospesa durante la vigenza della seconda.
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Motivazione apparente: annullata misura di prevenzione
La Corte di Cassazione ha annullato una misura di prevenzione per motivazione apparente. La Corte d'Appello non aveva adeguatamente provato che il soggetto vivesse con i proventi di reati né aveva autonomamente valutato la sua attuale pericolosità, limitandosi a citare un procedimento penale in corso. L'annullamento con rinvio impone una nuova e più approfondita valutazione.
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Violazione sorveglianza speciale: delitto o no?
Un individuo condannato per la violazione sorveglianza speciale, a causa del mancato rispetto dell'orario di rientro, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che si trattasse di un reato minore (contravvenzione). La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che qualsiasi violazione degli obblighi della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno costituisce un delitto. La sentenza ha inoltre chiarito che le nuove pene sostitutive devono essere richieste al giudice dell'esecuzione dopo la condanna definitiva, non in sede di Cassazione.
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Pericolosità sociale: valutazione anche in carcere
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto detenuto, confermando la legittimità dell'applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale. La sentenza stabilisce che la valutazione della pericolosità sociale deve essere attuale e concreta anche per chi si trova in stato di detenzione, considerando il ruolo ricoperto nell'organizzazione criminale e l'assenza di segnali di cambiamento.
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Sorveglianza speciale: la Cassazione conferma condanna
Un soggetto sottoposto alla misura della sorveglianza speciale con obbligo di rientro serale è stato condannato per essersi trattenuto fuori casa oltre l'orario consentito. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, ritenendo sufficiente la testimonianza di un maresciallo che lo aveva riconosciuto. L'analisi si è concentrata sulla prova della violazione della sorveglianza speciale e sui criteri per la determinazione della pena, escludendo le attenuanti generiche a causa dei precedenti penali dell'imputato.
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Sorveglianza speciale: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro la misura della sorveglianza speciale. Il ricorrente sosteneva che la sua pericolosità sociale fosse stata valutata erroneamente, basandosi su reati minori e passati, e ignorando un percorso di riabilitazione. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione avverso le misure di prevenzione è consentito solo per violazione di legge e non per una nuova valutazione dei fatti. Poiché la motivazione della Corte d'Appello era logica e completa, la sorveglianza speciale è stata confermata.
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Sorveglianza speciale: rivalutazione pericolosità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8432/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione della sorveglianza speciale. La Corte ha chiarito che la rivalutazione della pericolosità sociale, a causa del tempo trascorso tra la delibera e l'esecuzione della misura, è obbligatoria solo se il ritardo è dovuto a una detenzione per pena superiore a due anni, e non per altre ragioni.
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Sorveglianza speciale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per aver violato gli obblighi della sorveglianza speciale, non trovandosi presso il proprio domicilio durante un controllo notturno. L'imputato sosteneva che la polizia avesse suonato al campanello sbagliato, ma la Corte ha stabilito che tale argomento costituisce una rivalutazione dei fatti, non consentita nel giudizio di legittimità. Anche il motivo sulla mancata concessione delle attenuanti generiche è stato respinto in quanto decisione discrezionale del giudice di merito.
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Sorveglianza speciale: quando è legittima la violazione?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per violazione della sorveglianza speciale. La Corte ha confermato che la notifica via PEC al difensore è valida e che la detenzione cautelare non interrompe la misura di prevenzione, non richiedendo una nuova valutazione della pericolosità sociale alla scarcerazione.
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Inammissibilità ricorso: recidiva e lockdown
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un individuo con numerosi precedenti penali, condannato per un reato commesso durante il lockdown mentre era sottoposto a sorveglianza speciale. La decisione si fonda sulla natura meramente riproduttiva dei motivi di ricorso e conferma la valutazione dei giudici di merito sull'accresciuta pericolosità del soggetto e sulla congruità della pena inflitta.
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Spaccio di droga e ricorso inammissibile: il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per spaccio di droga di lieve entità. L'uomo, già sottoposto a sorveglianza speciale, era stato trovato in possesso di hashish. La Corte ha ritenuto logica la ricostruzione dei giudici di merito e adeguatamente motivata sia la condanna che la pena inflitta, confermando la decisione e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Pericolosità sociale: valutazione e sorveglianza
La Corte di Cassazione ha confermato un decreto che applicava la sorveglianza speciale, chiarendo come si valuta la pericolosità sociale. La Corte ha stabilito che anche fatti archiviati per tenuità o assoluzioni parziali possono essere considerati nell'analisi complessiva della condotta di un individuo, insieme a elementi attuali come le frequentazioni con pregiudicati. La decisione sottolinea la differenza tra il processo penale, che giudica reati specifici, e il procedimento di prevenzione, che valuta la propensione a delinquere.
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Tentativo punibile: quando scatta il reato? Analisi
Un uomo, identificato tramite video di sorveglianza, è stato condannato per tentato furto. Ha presentato ricorso sostenendo che le sue azioni fossero solo atti preparatori. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che forzare una finestra o entrare in un'abitazione costituisce un tentativo punibile, superando la soglia della mera preparazione.
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Minaccia implicita: quando è estorsione? La Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto in custodia cautelare per tentata estorsione. L'imputato aveva cercato di imporre i propri servizi di sorveglianza a un festival. La Corte chiarisce che una minaccia implicita, desunta dal contesto e dalla fama criminale del soggetto, è sufficiente a configurare il reato, anche in assenza di parole esplicitamente minatorie, se idonea a coartare la volontà della vittima.
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Violazione sorveglianza: scusa medica non basta
Un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale viola l'obbligo di permanenza domiciliare adducendo un'emergenza sanitaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo la giustificazione medica manifestamente infondata e inverosimile, in quanto basata solo sulle dichiarazioni dell'imputato e contraddetta dalla tempistica degli eventi. La decisione conferma che la violazione sorveglianza speciale non può essere giustificata da pretesti non provati.
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Sorveglianza speciale: attualità della pericolosità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6259/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una misura di sorveglianza speciale. La Corte ha stabilito che la valutazione sull'attualità della pericolosità sociale può basarsi anche su reati non recenti, come un'estorsione aggravata dal metodo mafioso, se questi rivelano una contiguità stabile con la criminalità organizzata, confermata anche da frequentazioni successive con soggetti pregiudicati.
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Revoca sorveglianza speciale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per la revoca della sorveglianza speciale. La decisione si fonda sulla mancanza di nuovi elementi di valutazione rispetto a precedenti istanze già rigettate, confermando che per ottenere la revoca è necessario dimostrare una decisiva evoluzione della personalità del soggetto e un superamento della sua pericolosità sociale.
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