La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un conducente condannato per il reato di immigrazione clandestina, avendo favorito l'ingresso illegale in Italia di 56 migranti. La difesa contestava l'utilizzabilità delle dichiarazioni dei migranti, raccolte senza l'assistenza di un difensore, e l'entità della multa inflitta, superiore ai limiti ordinari. I giudici hanno chiarito che le dichiarazioni dei migranti soccorsi in mare hanno natura testimoniale e sono pienamente utilizzabili. Inoltre, la Suprema Corte ha confermato che le pene pecuniarie proporzionali, come quella applicata nel caso di specie per ciascun passeggero trasportato, non sono soggette al limite massimo di cinquantamila euro previsto dal codice penale. Di conseguenza, la condanna a oltre quattro anni di reclusione e a una multa di oltre novecentomila euro è stata confermata in via definitiva.
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