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Falso per induzione: commercialista condannato, prove valide

Un Professionista è stato condannato per tentato falso per induzione, avendo falsamente attestato attività lavorative per cittadini stranieri al fine di ottenere permessi di soggiorno. La difesa ha contestato l’utilizzabilità delle dichiarazioni rese dai cittadini stranieri, sostenendo che avrebbero dovuto essere sentiti come indagati fin da subito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che una segnalazione iniziale dell’INPS, indicante solo ‘anomalie’, non costituiva ‘gravi indizi di reità’ (gravi sospetti di colpevolezza) al momento delle prime dichiarazioni. Pertanto, le parti ‘precedenti’ delle loro deposizioni sono state ritenute pienamente utilizzabili. La condanna per falso per induzione è stata confermata.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 21477 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il Falso per induzione e l’utilizzabilità delle dichiarazioni

Il caso in esame affronta un tema cruciale nel diritto penale: il falso per induzione e la corretta acquisizione delle prove. La Corte di Cassazione ha esaminato la condanna di un Professionista accusato di aver falsificato documenti per il rinnovo di permessi di soggiorno. Questo articolo esplora i dettagli della vicenda e il principio di diritto stabilito dalla Suprema Corte, fondamentale per comprendere i limiti e le condizioni di utilizzabilità delle dichiarazioni rese durante le indagini preliminari.

La vicenda: false attestazioni per i permessi di soggiorno

Un Professionista, nella sua veste di commercialista, ha predisposto documentazione falsa per alcuni Lavoratori Stranieri. Questi documenti attestavano attività lavorative inesistenti nel settore della pubblicità e del marketing. L’obiettivo era ingannare la questura per ottenere il rinnovo dei permessi di soggiorno. Il Professionista è stato condannato per tentato falso per induzione. La sua difesa ha però sollevato un punto importante: l’utilizzabilità delle dichiarazioni rese dai Lavoratori Stranieri alla polizia giudiziaria.

La contestazione sull’utilizzabilità delle prove nel caso di falso per induzione

La difesa del Professionista ha sostenuto che le dichiarazioni dei Lavoratori Stranieri non avrebbero dovuto essere utilizzate come prova. Secondo la tesi difensiva, questi individui avrebbero dovuto essere considerati indagati fin dal primo momento in cui hanno rilasciato le loro sommarie informazioni. Questo perché, a loro carico, sarebbero emersi indizi di reità (elementi che facevano pensare a un loro coinvolgimento nel reato) già prima che venissero sentiti. Se fossero stati indagati, avrebbero avuto diritto a garanzie difensive specifiche, e la loro mancanza avrebbe reso le dichiarazioni inutilizzabili.

Il principio di diritto: quando le dichiarazioni sono utilizzabili?

La Corte di Cassazione ha richiamato importanti precedenti delle Sezioni Unite (le sentenze Fruci e Mills) per chiarire il concetto di inutilizzabilità. La sanzione di inutilizzabilità si applica quando le dichiarazioni sono assunte senza garanzie difensive da un soggetto che avrebbe dovuto essere sentito come indagato fin dall’inizio. Tuttavia, questo presuppone che a carico dell’interessato esistano già, prima dell’escussione (dell’interrogatorio), indizi non equivoci di reità. Questi indizi devono essere conosciuti dall’autorità procedente. Semplici sospetti o intuizioni personali dell’interrogante non bastano a far scattare l’inutilizzabilità.

L’applicazione al caso specifico di falso per induzione

Nel caso del Professionista, la Corte ha analizzato l’informativa dell’INPS che aveva dato il via alle indagini. Questa segnalazione indicava solo

Che cos’è il falso per induzione?
Il falso per induzione è un reato che si verifica quando una persona, con un comportamento ingannevole, porta un pubblico ufficiale a commettere un errore nella formazione di un atto pubblico, ad esempio fornendo documenti falsi per ottenere un permesso o un’autorizzazione.

Quando le dichiarazioni di un testimone possono essere considerate inutilizzabili in un processo penale?
Le dichiarazioni di un testimone possono essere inutilizzabili se, al momento in cui sono state rese alla polizia giudiziaria, esistevano già indizi chiari e non equivoci della sua colpevolezza e le autorità ne erano a conoscenza, ma il testimone non è stato sentito con le garanzie previste per un indagato.

Un professionista può essere ritenuto responsabile per documenti falsi preparati per i propri clienti?
Sì, un professionista può essere ritenuto responsabile se predispone o attesta consapevolmente fatti non veri in documenti destinati a fini pubblici, specialmente se tali azioni sono volte a indurre in errore le autorità. La buona fede del professionista è un elemento cruciale nella valutazione della sua responsabilità.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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