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Soggettività Passiva

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103 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Soggettività passiva IMU: decide il deposito, non la trascrizione
La Corte di Cassazione ha chiarito i tempi della soggettività passiva IMU per gli immobili acquistati tramite asta giudiziaria. L'obbligo di pagare l'imposta sorge al momento del deposito in cancelleria del decreto di trasferimento emesso dal giudice, e non con la successiva trascrizione nei registri immobiliari. Inoltre, la Corte ha accolto il ricorso del Comune contro la condanna al pagamento delle spese legali in favore della società contribuente che non si era costituita nel giudizio di secondo grado, stabilendo che non si possono liquidare le spese a favore di una parte non costituita.
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Autonoma organizzazione IRAP: il trio comico perde il rimborso
Un noto artista ha chiesto il rimborso dell'IRAP versata negli anni dal 2011 al 2013, sostenendo di non avere una propria struttura organizzativa. L'Amministrazione Finanziaria ha rifiutato il rimborso. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, stabilendo che l'attività svolta stabilmente all'interno di un famoso trio comico da oltre venticinque anni, unita alla gestione esclusiva da parte di un'agenzia di spettacolo e alla comproprietà dei diritti d'immagine, configura il presupposto dell'autonoma organizzazione IRAP. L'artista, pertanto, è soggetto all'imposta poiché la sua attività non si basa solo sulle sue capacità personali, ma è inserita in una complessa struttura associativa e promozionale esterna. Il ricorso è stato rigettato e il contribuente è stato condannato a pagare le spese processuali.
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Rimborso IVA negato: esportazione reale contro errore in fattura
Una Società Estera ha chiesto il Rimborso IVA per acquisti effettuati in Italia da un Fornitore Italiano. I beni sono stati consegnati in Italia e poi trasportati in Svizzera. L'Amministrazione Finanziaria ha rifiutato il rimborso, ritenendo l'operazione una cessione all'esportazione non imponibile, su cui l'IVA non era dovuta all'origine. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, stabilendo che per qualificare l'operazione come esportazione non imponibile rileva la comune volontà originaria delle parti di destinare i beni all'estero, a prescindere da chi curi fisicamente il trasporto. Di conseguenza, se l'IVA non era dovuta, la Società Estera non può ottenerne il rimborso diretto dal Fisco, ma deve richiederla al fornitore. La sentenza è stata annullata con rinvio.
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Imposta comunale sugli immobili: paga chi vende non chi compra
La Corte di Cassazione ha rigettato sia il ricorso principale della Società Contribuente sia quello incidentale del Comune in merito alla rideterminazione dell'Imposta comunale sugli immobili. La Società contestava l'addebito del tributo per immobili promessi in vendita, sostenendo che l'obbligo spettasse ai futuri acquirenti. I giudici hanno chiarito che la soggettività passiva dell'imposta rimane in capo al proprietario fino al trasferimento definitivo, a meno che non venga provata l'effettiva immissione in possesso dei promissari acquirenti. Inoltre, la Corte ha confermato la legittimità della decisione del giudice tributario di invitare l'ente a ricalcolare l'importo dovuto escludendo i beni già venduti, esercitando i propri poteri di rettifica senza violare l'onere della prova. Infine, è stata ritenuta corretta la compensazione delle spese di lite per via della complessità della causa.
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Imposta unica sui giochi: fisco contro bookmaker, tutto rinviato
L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha impugnato la decisione che annullava l'avviso di accertamento per l'Imposta unica sui giochi del 2009 emesso contro un bookmaker estero e un centro trasmissione dati. La decisione originaria si basava sulla sentenza della Corte Costituzionale che escludeva la tassa per i centri trasmissione dati prima del 2011. La Corte di Cassazione, rilevando la mancanza dei fascicoli dei precedenti gradi di giudizio, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa a nuovo ruolo per acquisire i documenti necessari. Nessuna delle parti ha ancora vinto in via definitiva.
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Esenzione ICI negata allo stabilimento balneare della Difesa
Un'associazione ricreativa gestiva uno stabilimento balneare demaniale, concesso dal Ministero della Difesa per la protezione sociale dei dipendenti. Il Comune di Gaeta ha emesso un accertamento per il pagamento dell'ICI. L'associazione ha richiesto l'esenzione, sostenendo che l'attività rientrasse nei compiti istituzionali del Ministero. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'esenzione ICI non si applica se l'immobile non è utilizzato direttamente dall'ente pubblico proprietario e se l'attività ha natura economica, come dimostrato dal pagamento di tariffe e dalla generazione di utili. Di conseguenza, l'associazione deve pagare l'imposta.
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Definizione agevolata contro rendita presunta: stop alla lite
Una cooperativa balneare ha impugnato un avviso di accertamento ICI emesso dal Comune di Venezia, che aveva calcolato l'imposta basandosi su una rendita presunta di 25.000 euro per uno stabilimento non ancora accatastato. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la cooperativa ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata prevista dalla legge di bilancio. Poiché il Comune ha deliberato l'adesione a tale sanatoria fiscale, la Suprema Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa per verificare l'effettivo perfezionamento della sanatoria stessa, sospendendo temporaneamente la decisione sul merito.
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Imposta unica sulle scommesse: no al triplo forfettario nel 2015
Un bookmaker estero e il gestore di un centro scommesse locale hanno impugnato un avviso di accertamento per l'anno 2015 relativo all'imposta unica sulle scommesse. L'Agenzia delle Dogane aveva calcolato la tassa triplicando la raccolta media provinciale, applicando una norma del 2014. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei contribuenti. I giudici hanno chiarito che la legge del 2015 ha rinviato l'applicazione di questo metodo di calcolo penalizzante al primo gennaio 2016. Di conseguenza, per l'anno 2015, l'ufficio tributario deve calcolare l'imposta basandosi sulle giocate effettive documentate o, in mancanza, sulla media provinciale semplice, senza triplicarla. La sentenza di secondo grado è stata annullata con rinvio per ricalcolare la somma dovuta.
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Soggettività passiva IMU: paga la banca senza possesso
Una società di leasing ha concesso in locazione finanziaria alcuni immobili. A causa dell'inadempimento degli utilizzatori, la società ha risolto i contratti, ma gli utilizzatori non hanno restituito i beni. La società ha chiesto il rimborso dell'imposta versata, sostenendo di non essere il soggetto passivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la soggettività passiva IMU torna in capo alla società di leasing subito dopo la risoluzione del contratto. Non rileva il fatto che l'utilizzatore trattenga ancora materialmente l'immobile senza titolo. La banca perde la causa e deve pagare le spese.
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Soggettività passiva IMU: paga il leasing anche senza riconsegna
Un'azienda utilizzatrice di un immobile in leasing è decaduta dal contratto per mancato pagamento dei canoni. Nonostante la risoluzione del contratto, l'azienda ha trattenuto l'immobile senza restituirlo. Il Comune ha quindi preteso il pagamento delle imposte locali dall'utilizzatore fino alla riconsegna effettiva. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'utilizzatore, stabilendo che la soggettività passiva IMU (e ICI) torna in capo alla società di leasing (locatore) dal momento della risoluzione del contratto. Non rileva il fatto che l'utilizzatore trattenga materialmente il bene senza titolo. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, rinviando il caso per un nuovo giudizio.
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Imposta unica sulle scommesse: il bookmaker estero deve pagare
Un bookmaker estero ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'anno 2009 per il pagamento dell'imposta unica sulle scommesse. La società sosteneva che la tassa italiana fosse contraria al diritto dell'Unione Europea, considerandola un duplicato dell'IVA sul volume d'affari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che, per gli anni precedenti al 2011, l'imposta ricade esclusivamente sul bookmaker e non sulle ricevitorie intermediarie. Inoltre, la Corte ha stabilito che l'imposta unica sulle scommesse non viola le norme europee sulla libera prestazione di servizi né si sovrappone all'IVA, poiché colpisce la prestazione del servizio di gioco e non il valore aggiunto, rendendo legittimo il cumulo tra i due tributi.
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Imposta unica sulle scommesse: tasse dovute ma sanzioni annullate
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento per l'anno 2009 nei confronti di un Bookmaker Estero e di una Ricevitoria italiana per il recupero dell'imposta unica sulle scommesse. I contribuenti ritenevano di essere esenti, ma la Cassazione ha confermato che il Bookmaker Estero, anche se privo di concessione, è soggetto passivo del tributo. Tuttavia, la Corte ha accolto il ricorso limitatamente alle sanzioni. Per l'anno d'imposta 2009, antecedente alla legge interpretativa del 2010, sussisteva infatti un'obiettiva incertezza normativa sulla soggettività passiva dei bookmaker esteri senza concessione. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato le sanzioni irrogate, confermando solo il pagamento del tributo.
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Soggettività passiva IMU nel leasing: paga chi non ha il bene
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di risoluzione del contratto di locazione finanziaria per morosità, la soggettività passiva IMU nel leasing torna immediatamente in capo alla società di leasing (locatore). Questo principio si applica anche se l'utilizzatore inadempiente non ha ancora riconsegnato materialmente l'immobile. Nel caso specifico, una società di leasing si era opposta all'accertamento IMU emesso da un Comune per l'anno 2013, sostenendo che l'imposta spettasse all'utilizzatore che tratteneva abusivamente l'immobile. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso del Comune, chiarendo che ai fini IMU rileva l'esistenza del vincolo contrattuale e non la detenzione materiale del bene.
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Soggettività passiva IMU leasing: paga la banca senza possesso
Una società di leasing ha concesso un immobile in locazione finanziaria a un'impresa. A causa del mancato pagamento dei canoni, la società ha risolto il contratto, ma l'utilizzatore non ha riconsegnato il bene. La società ha quindi chiesto il rimborso dell'IMU versata per il periodo successivo alla risoluzione, sostenendo di non avere la disponibilità materiale dell'immobile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la soggettività passiva IMU leasing spetta al locatore dal momento della risoluzione del contratto, a prescindere dall'effettiva riconsegna del bene. Infatti, rileva l'esistenza del vincolo contrattuale e non la mera detenzione di fatto.
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Soggetto passivo IMU leasing: paga la società anche senza chiavi
Il Comune ha emesso avvisi di accertamento IMU contro una Società di leasing per immobili concessi in locazione finanziaria. Il contratto era stato risolto per morosità degli utilizzatori, ma gli immobili sono stati riconsegnati alla società solo successivamente. La Cassazione ha stabilito che il soggetto passivo IMU leasing torna a essere la società di leasing proprietaria subito dopo la risoluzione del contratto, anche se l'utilizzatore non ha ancora restituito materialmente l'immobile. L'IMU si basa infatti sul titolo giuridico e non sulla materiale detenzione del bene. Di conseguenza, la società di leasing deve pagare l'imposta per il periodo successivo alla risoluzione contrattuale.
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Soggettività passiva ICI: scontro tra Comune e comodatario
Un Comune ha notificato a una Società di trasporti un avviso di accertamento per il pagamento dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) relativo ad alcuni fabbricati strumentali. La Società ha impugnato l'atto sostenendo di non essere la proprietaria dei beni, ma di detenerli in comodato gratuito dalla Regione, escludendo così la propria soggettività passiva ICI. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Società. I giudici hanno chiarito che l'imposta si applica solo in presenza di un diritto reale di godimento e non di un mero diritto personale come il comodato. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato la sentenza d'appello e ha rinviato la causa alla Corte di Giustizia Tributaria per verificare la reale natura del rapporto contrattuale.
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Soggettività passiva IMU leasing: paga chi non ha le chiavi
Una società di leasing ha concesso un immobile in locazione finanziaria. A causa dell'inadempimento dell'utilizzatore, la società ha risolto il contratto, ma l'utilizzatore non ha restituito l'immobile. Il Comune ha richiesto il pagamento dell'IMU alla società di leasing per gli anni successivi alla risoluzione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la soggettività passiva IMU leasing torna in capo alla società proprietaria (il locatore) subito dopo lo scioglimento del contratto. Non rileva il fatto che l'utilizzatore trattenga ancora materialmente il bene senza titolo. La società di leasing perde il ricorso ed è tenuta a pagare l'imposta e le spese di giudizio.
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Autonoma organizzazione IRAP: il talento non è una ditta
L'Agenzia delle Entrate ha richiesto il pagamento dell'IRAP a un noto autore e regista televisivo, ritenendo che la sua attività si avvalesse di un'autonoma organizzazione IRAP. Il professionista possedeva due studi, di cui uno ristrutturato con un ingente investimento, e collaborava con una società esterna di produzione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del professionista, stabilendo che l'attività artistica gode di una presunzione di lavoro autonomo basato sulle capacità personali. Questa presunzione non viene meno per la presenza di grandi investimenti indispensabili o per l'assistenza di un'agenzia esterna. Per applicare l'imposta, il fisco deve dimostrare che l'artista gestisca e organizzi direttamente una struttura complessa, e non che riceva un semplice supporto organizzativo. La sentenza è stata annullata con rinvio.
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Soggettività passiva IMU leasing: paga chi non ha l’immobile
Una società di leasing ha impugnato l'avviso di accertamento IMU emesso da un Comune per l'anno 2012. L'immobile era stato concesso in locazione finanziaria, ma il contratto era stato risolto per inadempimento dell'utilizzatore, senza che quest'ultimo avesse ancora riconsegnato materialmente il bene. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, stabilendo un principio fondamentale sulla soggettività passiva IMU leasing: in caso di risoluzione del contratto, il locatore torna immediatamente a essere il soggetto obbligato al pagamento dell'imposta. Non rileva il fatto che l'utilizzatore tratti ancora materialmente l'immobile, poiché la detenzione qualificata cessa con la fine del rapporto contrattuale. Di conseguenza, il Comune ha legittimamente preteso il pagamento del tributo dalla società proprietaria.
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IMU casa coniugale assegnata: paga la madre o la figlia?
Una madre concede in comodato un immobile alla figlia, che vi stabilisce la casa coniugale. Dopo la separazione, il giudice assegna la casa alla figlia. Madre e figlia chiedono il rimborso dell'IMU, sostenendo che il tributo spetti solo alla figlia come assegnataria con le agevolazioni per l'abitazione principale, escludendo la madre proprietaria. Il Comune nega il rimborso. La Cassazione, rilevando la particolare importanza della questione sulla IMU casa coniugale assegnata in comodato, non decide immediatamente ma rimette la causa alla pubblica udienza della sezione tributaria per chiarire definitivamente chi debba pagare l'imposta tra il genitore proprietario e il figlio assegnatario.
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