La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18192/2025, ha stabilito che la normativa italiana sulle società di comodo non può automaticamente negare il diritto alla detrazione dell'IVA. Allineandosi a una sentenza della Corte di Giustizia UE, ha affermato che il solo mancato superamento di una soglia di ricavi predeterminata non è sufficiente a escludere tale diritto, che può essere negato solo in caso di frode o abuso. Di conseguenza, la Corte ha cassato la decisione dei giudici di merito che avevano negato il rimborso di un credito IVA a una società immobiliare, rinviando il caso per un nuovo esame basato sui principi europei.
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