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5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Riguarda il corretto svolgimento del rapporto contrattuale e l'effettivo adempimento delle prestazioni nel corso del tempo. Un problema in questa fase può portare alla risoluzione del contratto, ma non alla sua nullità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Minimale contributivo part-time: limiti superati, contributi dovuti
L'Istituto Previdenziale ha contestato a un Datore di Lavoro il mancato versamento del minimale contributivo per contratti part-time che superavano i limiti percentuali stabiliti dal CCNL. I giudici di merito avevano dato ragione al Datore di Lavoro, ritenendo che non dovesse versare il minimale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Istituto Previdenziale. Ha stabilito che il minimale contributivo part-time si applica anche se i contratti a tempo parziale eccedono i limiti previsti dalla contrattazione collettiva. La violazione di tali limiti non rende nulli i contratti, ma impone di calcolare i contributi sulla retribuzione dovuta per l'orario normale di lavoro, incrementando il valore complessivo delle retribuzioni imponibili. La causa tornerà alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Minimale Contributivo Part-Time: Cassazione Ribalta i Limiti CCNL
L'Istituto di Previdenza ha contestato la decisione di un giudice che aveva esonerato un'Azienda dal versare il minimale contributivo per lavoratori assunti con contratti part-time che superavano i limiti percentuali previsti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL). La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Istituto. Ha stabilito che il minimale contributivo part-time si applica sempre, anche quando i contratti a tempo parziale eccedono la quota massima fissata dal CCNL. La validità del contratto non influisce sull'obbligo contributivo, che si calcola sulla retribuzione dovuta per l'orario normale di lavoro.
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Mutuo di scopo: l’ipoteca resta valida anche senza progetto
Un istituto di credito ha chiesto l'ammissione al passivo fallimentare di una società per un credito derivante da un mutuo fondiario garantito da ipoteca. Il tribunale ha respinto la richiesta di prelazione ipotecaria, dichiarando il contratto nullo per mancanza di causa, qualificandolo come mutuo di scopo non realizzato. La Cassazione ha accolto il ricorso della banca, stabilendo che nel mutuo di scopo convenzionale il mancato utilizzo della somma per la finalità pattuita non determina la nullità del contratto, ma costituisce un semplice inadempimento del mutuatario. Di conseguenza, il contratto resta valido e la banca conserva le sue garanzie, potendo chiedere la risoluzione del rapporto. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Giudicato esterno: limiti nei rapporti di durata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2028/2026, ha stabilito i limiti del giudicato esterno nei rapporti di lavoro di durata. Un precedente giudicato che qualifica una pretesa come risarcitoria non si estende automaticamente a periodi successivi di inadempimento, poiché la protrazione della condotta datoriale costituisce un nuovo fatto. La Corte ha chiarito che il giudicato si forma sull'accertamento dell'illegittimità della cessione e sull'ordine di ripristino, ma non sulla qualificazione giuridica delle pretese future, che dipendono da fatti variabili nel tempo.
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Cessione di cubatura: venditore non responsabile
Una società edile acquista un terreno con annessa cessione di cubatura, ma il Comune nega il permesso di costruire a causa di una modifica delle norme urbanistiche successiva al contratto. La Corte di Cassazione ha stabilito che il venditore non è responsabile per inadempimento, poiché la causa del diniego è un "factum principis" (un atto della pubblica autorità) e non una sua colpa. Il contratto rimane valido e la responsabilità per le modifiche normative ricade sull'acquirente.
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