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Servitù Di Passaggio

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393 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Servitù di passaggio: quando il ricorso è inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per la costituzione di una servitù di passaggio. La Corte ha rilevato che i ricorrenti non avevano contestato una ragione autonoma della sentenza di appello, la quale indicava una soluzione alternativa per l'accesso al fondo, rendendo l'impugnazione inefficace.
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Clausola di stile: non basta per la servitù
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32619/2024, ha rigettato il ricorso di due proprietari che rivendicavano una servitù di passaggio basata su una vecchia previsione contrattuale. La Corte ha stabilito che una mera 'clausola di stile', ovvero una formulazione generica e non specifica, non è sufficiente per costituire un diritto reale come la servitù. È indispensabile una chiara manifestazione di volontà e l'esatta individuazione dei fondi dominante e servente, elementi mancanti nel caso di specie. La decisione conferma che per la costituzione di servitù sono richiesti requisiti formali rigorosi.
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Servitù di passaggio: quando nasce da un contratto?
Una proprietaria contestava una servitù di passaggio basata su un contratto del 1964 per una strada mai costruita. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il contratto aveva costituito direttamente la servitù, indipendentemente dalla successiva mancata realizzazione della strada. La Corte ha ribadito che proporre una mera interpretazione alternativa del contratto non è un motivo valido per il ricorso in Cassazione.
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Servitù di passaggio: la prova delle opere apparenti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un proprietario che rivendicava una servitù di passaggio sul fondo del vicino. La Corte ha stabilito che, per il riconoscimento di tale diritto per usucapione o destinazione del padre di famiglia, non è sufficiente la presenza di un percorso, ma è necessaria la prova di opere visibili, permanenti e inequivocabilmente destinate all'esercizio della servitù, un 'quid pluris' che nel caso di specie non è stato dimostrato.
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Servitù di passaggio: i limiti della prova testimoniale
Una società costruttrice veniva citata in giudizio per aver ecceduto i limiti di una servitù di passaggio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31778/2024, ha rigettato i ricorsi, stabilendo un principio fondamentale: la prova testimoniale non può creare o modificare una servitù (che richiede un atto scritto), ma è ammissibile per chiarire le modalità pratiche con cui le parti originarie avevano concordato di esercitarla, soprattutto se l'atto costitutivo è generico. La decisione bilancia il rigore formale con le esigenze pratiche di esecuzione del diritto.
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Usucapione servitù di passaggio: la prova del possesso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34222/2024, ha respinto i ricorsi relativi a una complessa vicenda di usucapione di una servitù di passaggio. Il caso verteva sulla richiesta di accertamento di un diritto di passo acquisito per possesso ventennale. La Corte ha confermato la decisione d'appello, che aveva negato l'usucapione per mancanza della prova del decorso del termine ventennale, sottolineando che il possesso utile non può fondarsi su meri atti di tolleranza, specialmente in contesti familiari. La Suprema Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di riesaminare le prove, ma di verificare la corretta applicazione della legge.
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Servitù di passaggio: Cassazione nega usucapione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due proprietari che rivendicavano una servitù di passaggio per usucapione. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso miravano a un riesame del merito e della valutazione delle prove, un'attività preclusa nel giudizio di legittimità. La decisione conferma la sentenza della Corte d'Appello che aveva negato l'esistenza della servitù e ordinato la rimozione di opere che ostacolavano la proprietà altrui.
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Servitù di passaggio: quando ottenerla per la casa
La Corte di Cassazione ha confermato la possibilità di costituire una servitù di passaggio coattiva a favore di un'abitazione che, pur avendo un accesso pedonale, necessita di un accesso carrabile. La decisione si basa sul principio che creare un accesso alternativo comporterebbe un costo sproporzionato rispetto al valore dell'immobile. La Corte ha esteso l'applicazione dell'art. 1052 c.c. per tutelare le moderne esigenze abitative, superando la vecchia visione legata solo a necessità agricole o industriali.
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Servitù di passaggio su fondo intercluso: la decisione
La Corte d'Appello di Firenze, in sede di rinvio dalla Corte di Cassazione, ha statuito in materia di servitù di passaggio. La Suprema Corte aveva precedentemente annullato una sentenza che negava il diritto di passaggio, specificando che l'accesso a un fondo deve essere adeguato e non meramente esistente. Sulla base di tale principio e dell'accordo tra le parti, la Corte d'Appello ha definitivamente costituito una servitù di passaggio carrabile a favore di un fondo ritenuto intercluso, ordinando la rimozione di un muretto per facilitare l'accesso e compensando integralmente le spese legali tra le parti.
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Servitù di passaggio: il fondo è davvero intercluso?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di richiesta di servitù di passaggio per un fondo ritenuto intercluso. La Corte d'Appello aveva negato il diritto, sostenendo l'esistenza di un accesso alternativo. La Cassazione ha annullato tale decisione, precisando che per escludere l'interclusione non basta un passaggio di fatto su terreni altrui, ma è necessario un accesso garantito da un diritto reale (proprietà o servitù), legittimamente e stabilmente praticabile.
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Prova del possesso: onere cruciale nelle azioni
Una società cooperativa ha intrapreso un'azione possessoria per un diritto di passaggio ostruito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. Il motivo centrale è stata la mancata fornitura, da parte della cooperativa, di una adeguata prova del possesso del diritto di passaggio al momento della presunta ostruzione. Questa lacuna probatoria è risultata decisiva, rendendo irrilevanti gli altri motivi di ricorso.
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Estinzione servitù: la vendita può cancellarla?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante l'estinzione di una servitù di passaggio. La Corte conferma le decisioni dei giudici di merito, secondo cui la clausola in un atto di vendita del 1971, che dichiarava l'immobile libero da pesi e servitù, era sufficiente a manifestare la volontà di estinguere il diritto. Il ricorso è stato respinto per motivi procedurali, in particolare per aver sollevato un presunto errore di fatto (l'identità del dante causa) con lo strumento sbagliato (ricorso per cassazione anziché revocazione).
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Servitù di passaggio: opere apparenti e prova
La Cassazione conferma la servitù di passaggio per destinazione del padre di famiglia, ritenendo inammissibile il ricorso basato sulla rivalutazione dei fatti. Le opere apparenti, come un cancello e una pavimentazione continua, sono state considerate prova sufficiente, rendendo irrilevante la testimonianza contraria sull'uso effettivo del passaggio da parte del precedente proprietario.
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Aggravamento servitù: ricorso inammissibile in Cassazione
Una società, nata da una scissione, ha modificato una servitù di passaggio a danno dell'altra, rendendola più ripida e stretta. I tribunali di merito hanno qualificato l'intervento come un illegittimo aggravamento servitù di passaggio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che non è possibile richiedere un nuovo esame dei fatti in sede di legittimità, ma solo contestare errori di diritto.
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Giudicato esterno: come interpretare una sentenza
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a una servitù di passaggio, stabilendo che una precedente sentenza passata in giudicato non può essere limitata da una decisione successiva. Il caso riguardava una servitù di passaggio pedonale e carrabile riconosciuta in una sentenza del 1993. La Corte d'Appello aveva erroneamente limitato tale diritto al solo passaggio pedonale. La Cassazione ha annullato questa decisione, affermando il principio di intangibilità del giudicato esterno e chiarendo che per interpretare la portata di una sentenza si deve considerare anche la motivazione, non solo il dispositivo. La Corte ha inoltre equiparato il passaggio con 'carretto', menzionato nella vecchia sentenza, a quello con moderni mezzi meccanici, in linea con l'evoluzione tecnologica.
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Servitù di passaggio: la prova in Cassazione
In una controversia su una servitù di passaggio, la Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi, confermando la decisione della Corte d'Appello che negava l'esistenza del diritto. La Suprema Corte ha stabilito che le richieste dei ricorrenti costituivano un inammissibile tentativo di riesame dei fatti e che non era stata fornita prova sufficiente per dimostrare la costituzione della servitù per usucapione o per destinazione del padre di famiglia. La decisione sottolinea i rigorosi oneri probatori e i limiti del giudizio di legittimità.
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Interesse ad agire: quando si perde il diritto d’appello
Un'ordinanza della Cassazione affronta il tema dell'interesse ad agire in appello. Un uomo impugnava una sentenza relativa all'ampliamento di una servitù di passaggio su un fondo di cui, nel corso del giudizio, perdeva la comproprietà. La Corte ha dichiarato l'appello inammissibile, specificando che l'interesse ad agire richiede un'utilità giuridica concreta e attuale per chi impugna, utilità venuta meno con la perdita della titolarità del bene.
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Confisca di prevenzione: quando è legittima l’estensione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un terzo contro l'estensione di una confisca di prevenzione a un terreno, ritenuto funzionalmente collegato a un immobile di provenienza illecita. La sentenza ribadisce che il ricorso in materia di prevenzione è limitato alla sola violazione di legge, escludendo la possibilità di contestare la logicità della motivazione, a meno che questa non sia totalmente assente o meramente apparente.
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Violazione distanze legali: la Cassazione decide
Una lunga controversia immobiliare riguardante la violazione delle distanze legali tra fabbricati, la creazione di vedute e la costituzione di servitù di passaggio giunge in Cassazione. Il caso si era complicato a seguito di una sentenza non definitiva e una definitiva emesse dalla Corte d'Appello, entrambe impugnate separatamente. La Suprema Corte, con questa ordinanza, dispone la riunione dei due ricorsi, stabilendo che devono essere trattati congiuntamente per garantire una decisione coerente e unitaria, in applicazione del principio processuale di economia e concentrazione.
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Servitù di passaggio: come definirne l’estensione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 992/2025, chiarisce come determinare l'estensione di una servitù di passaggio quando il titolo originario è impreciso. La Corte stabilisce che non si deve fare riferimento al solo uso pregresso, ma è necessario applicare i criteri legali dell'utilità per il fondo dominante e del minor aggravio per il fondo servente. Il caso riguardava una disputa sulla larghezza di un passaggio, che la Corte d'Appello aveva fissato in 1,40 metri basandosi sull'uso passato. La Cassazione ha cassato la sentenza, rinviando la decisione per una nuova valutazione basata sui corretti principi codicistici.
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