LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Servitù Di Passaggio

Pagina 14 di 20

393 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Servitù di parcheggio: quando il ricorso è inammissibile
Una proprietaria immobiliare ricorre in Cassazione dopo che le è stata negata l'usucapione di un'area di cortile, inclusa una servitù di parcheggio. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando che non può riesaminare nel merito la valutazione delle prove, come la mancanza dell'animus possidendi, già effettuata dai giudici dei gradi precedenti. La decisione ribadisce i rigorosi limiti del giudizio di legittimità.
Continua »
Art. 388 c.p.: ricorso inammissibile e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato previsto dall'art. 388 c.p. per aver ostacolato una servitù di passaggio. I motivi, basati sulla presunta prescrizione e sull'insussistenza del fatto, sono stati respinti. La Corte ha chiarito che il calcolo della prescrizione deve tener conto dei periodi di sospensione e che la Cassazione non può riesaminare le prove. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Servitù di passaggio: il ricorso inammissibile
Un proprietario terriero ha richiesto una servitù di passaggio per il suo fondo, ritenuto intercluso. Dopo il rigetto in primo e secondo grado, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha ribadito di non poter riesaminare i fatti del caso, specialmente in presenza di una 'doppia conforme', confermando la decisione dei giudici di merito che avevano escluso la natura interclusa del fondo.
Continua »
Servitù di passaggio: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello riguardante una controversia su una servitù di passaggio. La decisione è stata motivata dall'omesso esame di un atto di compravendita del 1910, ritenuto un fatto controverso e decisivo per ricostruire la catena dei trasferimenti immobiliari e l'esistenza del diritto vantato. La Corte d'Appello aveva negato il diritto, ma la Cassazione ha stabilito che non aver considerato quel documento fondamentale costituisce un vizio di motivazione, rinviando il caso a un'altra sezione della Corte d'Appello per un nuovo esame.
Continua »
Improcedibilità ricorso Cassazione: onere della prova
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità di un ricorso in materia di servitù di passaggio. La decisione non entra nel merito della controversia, ma si fonda su un vizio procedurale: la parte ricorrente ha omesso di depositare la copia della sentenza impugnata corredata dalla relata di notifica. La Corte ribadisce che tale adempimento è un onere inderogabile a carico del ricorrente, la cui inosservanza determina l'improcedibilità del ricorso, senza possibilità di sanatoria successiva.
Continua »
Servitù di passaggio: quando si estingue per non uso
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il tema della servitù di passaggio, confermando l'estinzione del diritto per non uso protratto per oltre vent'anni. Il caso riguardava un passaggio reso inaccessibile perché inglobato in un'abitazione privata e chiuso da una porta. La Corte ha stabilito che la prova del non uso può essere fornita anche tramite presunzioni gravi, precise e concordanti, rigettando le doglianze del titolare del fondo dominante.
Continua »
Actio confessoria servitutis: errore del giudice
La proprietaria di un locale seminterrato ha citato in giudizio i vicini per aver murato una porta che dava accesso a un disimpegno. La Corte d'Appello aveva ordinato la demolizione, riqualificando l'azione da tutela di un diritto di passaggio a diritto di veduta. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, sottolineando che il giudice non può modificare l'oggetto della domanda. Ha inoltre precisato che l'azione a difesa di una servitù, nota come actio confessoria servitutis, deve essere proposta contro il proprietario del fondo servente, e non solo contro gli esecutori materiali dell'ostruzione. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Servitù di passaggio: il requisito dell’apparenza
Dei proprietari terrieri hanno citato in giudizio una vicina per ottenere il riconoscimento di una servitù di passaggio acquisita per usucapione sul suo terreno. I tribunali di merito avevano dato loro ragione, ma la proprietaria ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha annullato la decisione, specificando che la mera esistenza e l'uso prolungato di un sentiero non sono sufficienti. Per l'usucapione, la servitù di passaggio deve essere 'apparente', ovvero devono esistere opere visibili e permanenti che dimostrino in modo inequivocabile lo scopo specifico del percorso a servizio del fondo dominante. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame basato su questo principio. La parte del ricorso relativa alla determinazione dei confini è stata dichiarata inammissibile.
Continua »
Servitù di passaggio: limiti del ricorso in Cassazione
Una proprietaria ricorre in Cassazione lamentando la restrizione di una servitù di passaggio a causa di un muro e un cancello costruiti dalla vicina. La Corte Suprema rigetta il ricorso, sottolineando la propria impossibilità di riesaminare i fatti e la valutazione delle prove operata dai giudici di merito. L'ordinanza ribadisce che il ricorso per cassazione può censurare solo errori di diritto o vizi di motivazione, non una ricostruzione dei fatti diversa da quella dei gradi precedenti. Anche la domanda di risarcimento danni è stata ritenuta inammissibile per un errore procedurale nella formulazione del motivo.
Continua »
Servitù di passaggio: interpretazione del titolo
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva erroneamente qualificato una servitù di passaggio come solo pedonale. La Suprema Corte ha stabilito che la clausola del titolo costitutivo, che permetteva la sosta temporanea di veicoli per carico e scarico, implicava logicamente la natura anche carrabile della servitù. L'interpretazione dei giudici di merito è stata ritenuta illogica e contraria ai canoni di ermeneutica contrattuale, portando alla cassazione della decisione con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Valutazione immobili: non bastano le quotazioni OMI
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria in un caso di valutazione immobiliare. L'Agenzia aveva rettificato il valore di un terreno basandosi principalmente sulle quotazioni OMI, ma la Corte ha confermato la decisione di merito che riteneva tale valutazione insufficiente. La sentenza di secondo grado, infatti, si fondava su molteplici ragioni, tra cui l'assenza di accesso diretto alla via pubblica del terreno, la presenza di una servitù di passaggio e la coerenza del prezzo dichiarato con altre compravendite simili. Poiché l'Agenzia Fiscale non ha impugnato tutte queste motivazioni, il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile e l'ente è stato condannato per abuso del processo.
Continua »
Servitù di passaggio: quando le opere sono apparenti?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di servitù di passaggio per usucapione, negando il diritto per mancanza del requisito dell'apparenza. L'ordinanza sottolinea che per l'acquisto di una servitù non basta un percorso, ma servono opere visibili e permanenti che dimostrino in modo inequivocabile l'asservimento di un fondo a un altro. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso che mirava a un riesame del merito della valutazione delle prove effettuata dalla Corte d'Appello.
Continua »
Servitù padre di famiglia: la prova testimoniale
La Corte di Cassazione conferma la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia, stabilendo che la prova testimoniale, se tempestivamente richiesta e ingiustamente non ammessa in primo grado, può essere legittimamente assunta nel giudizio di rinvio. La Corte ha rigettato il ricorso, ritenendolo un tentativo di riesame del merito, e ha sanzionato i ricorrenti per lite temeraria.
Continua »
Servitù per usucapione: limiti del ricorso in Cassazione
Una proprietaria ha impugnato in Cassazione la sentenza che confermava una servitù di passaggio sul suo fondo, sostenendo che fosse stata acquisita per usucapione. La ricorrente ha lamentato vizi di motivazione e un'errata valutazione delle prove, tra cui un atto di compravendita. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la servitù era stata correttamente riconosciuta per usucapione e non per titolo contrattuale. Ha inoltre ribadito che il giudizio di Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la legittimità della decisione, confermando così la validità della servitù per usucapione.
Continua »
Actio negatoria: limiti e ampiezza della servitù
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29867/2024, chiarisce l'ambito di applicazione dell'actio negatoria servitutis. Il caso riguardava una servitù di passaggio la cui ampiezza, fissata contrattualmente in 3,50 metri, veniva superata dai proprietari del fondo dominante. La Corte ha stabilito che l'azione negatoria è lo strumento corretto non solo per negare l'esistenza di una servitù, ma anche per accertarne i limiti e contrastarne un esercizio più ampio di quello consentito. Tuttavia, ha cassato la sentenza d'appello per omessa pronuncia sulla domanda riconvenzionale di allargamento della servitù.
Continua »
Usucapione servitù di passaggio: la Cassazione decide
Una proprietaria immobiliare rivendicava l'usucapione servitù di passaggio su un fondo vicino, ma la sua richiesta è stata respinta. La Corte d'Appello ha negato il diritto, ritenendo che le prove fornite, incluso un cancello, non fossero sufficienti a dimostrare l'esistenza di opere visibili e permanenti destinate in modo inequivocabile all'esercizio della servitù. La Corte di Cassazione ha confermato questa linea, dichiarando il ricorso inammissibile. La sentenza sottolinea che un semplice sentiero o un accesso secondario non bastano per l'usucapione, ma è necessario un 'quid pluris', ovvero opere concrete che manifestino la specifica funzione di servitù.
Continua »
Spese cancello servitù: chi paga l’automazione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29641/2024, ha stabilito un principio fondamentale riguardo le spese del cancello in una servitù di passaggio. Se il proprietario del fondo servente installa un cancello, rendendo meno comodo l'accesso, è tenuto a sostenere i costi per i dispositivi (come videocitofono e apertura automatica) necessari a ripristinare la comodità del passaggio. La Corte ha chiarito che tali opere non rientrano nella conservazione della servitù a carico del fondo dominante, ma sono una conseguenza diretta di un'alterazione apportata dal proprietario del fondo servente.
Continua »
Prova testimoniale parenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29305/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di prova testimoniale: la testimonianza di un parente non può essere considerata automaticamente inattendibile. Il caso riguardava una disputa su confini e servitù, in cui la Corte d'Appello aveva screditato le dichiarazioni dei testi legati da parentela con una delle parti. La Suprema Corte ha cassato la decisione, affermando che il giudice di merito deve valutare la credibilità del testimone senza apriorismi, basandosi su elementi concreti e non sul solo vincolo familiare, rinviando la causa per un nuovo esame.
Continua »
Servitù di passaggio: come provarla per usucapione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari immobiliari, confermando la costituzione di una servitù di passaggio per usucapione a favore dei fondi vicini. La sentenza chiarisce che per dimostrare tale diritto sono necessarie prove concrete dell'uso continuato per vent'anni e la presenza di opere visibili e permanenti, come una strada asfaltata, che manifestino in modo inequivocabile l'esistenza del peso sul fondo servente. La Corte ha ribadito che la valutazione delle prove testimoniali e documentali spetta ai giudici di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se logicamente motivata.
Continua »
Cessione urbanistica: serve un atto formale?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso alla pubblica udienza una complessa questione di diritto immobiliare. Il caso riguarda una disputa su una servitù di passaggio. La questione centrale è se la semplice destinazione urbanistica di un'area privata a sede stradale, per ottenere un titolo edilizio, sia sufficiente a costituire un diritto di accesso pubblico senza una formale cessione urbanistica. I giudici dovranno valutare se, in assenza di un atto di cessione, l'area resti privata e non soggetta a servitù. La decisione è stata rinviata per un approfondimento della materia.
Continua »