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Servitù Di Passaggio

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393 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Usucapione servitù di passaggio: l’apparenza è chiave
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di usucapione servitù di passaggio, confermando la decisione della Corte d'Appello. La controversia riguardava il diritto di passare su un terreno altrui per accedere al proprio. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile, stabilendo che la servitù era stata correttamente acquisita per usucapione. La decisione si è basata sulla presenza di opere visibili e permanenti, come un cancello con lucchetto all'inizio della stradella, che dimostravano in modo inequivocabile l'esistenza di un peso sul fondo servente, soddisfacendo così il requisito dell'apparenza richiesto dalla legge.
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Servitù di passaggio: quando il ricorso è inammissibile
Una cooperativa agricola ha impugnato una sentenza che negava la violazione di una servitù di passaggio da parte del proprietario del fondo servente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che non si può chiedere un riesame dei fatti in sede di legittimità, ma solo contestare errori nell'interpretazione della legge.
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Usucapione servitù di passaggio: prova e testimoni
Un caso di usucapione servitù di passaggio respinto dalla Corte di Cassazione. La decisione evidenzia come testimonianze contraddittorie e la mancata invocazione iniziale dell'accessione nel possesso impediscano di raggiungere la prova del possesso ultraventennale necessario per acquisire il diritto.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la doppia conforme
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in una controversia su confini e servitù di passaggio. La decisione si fonda sul principio della "doppia conforme", che impedisce un nuovo esame dei fatti quando due sentenze di merito sono concordi, e sulla genericità dei motivi di ricorso presentati. La Corte ribadisce che un precedente giudicato sulla determinazione dei confini preclude una nuova azione legale sullo stesso oggetto.
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Servitù di passaggio: quando non c’è il diritto?
Una proprietaria rivendicava una servitù di passaggio attraverso l'appartamento di una parente per accedere al proprio lastrico solare, basandosi su un precedente atto di divisione. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha respinto il ricorso. La Corte ha chiarito che, per la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia, non è sufficiente l'esistenza di un percorso, ma è necessario che le opere visibili (requisito dell'apparenza) dimostrino in modo inequivocabile la loro specifica funzione di servizio a favore del fondo dominante, circostanza non provata nel caso di specie.
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Risarcimento danni servitù: il proprietario ha diritto
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento danni servitù per il proprietario del fondo dominante, anche se l'attività agricola è svolta dal coniuge. Il caso riguardava una controversia tra fratelli, in cui uno aveva impedito l'accesso al fondo dell'altro piantando un vigneto sulla servitù di passaggio. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo la distinzione tra legittimazione ad agire e titolarità del diritto, e confermando la condanna al risarcimento per la mancata raccolta.
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Servitù di passaggio: limiti e domanda giudiziale
Un proprietario ha citato in giudizio un condominio per ampliare l'accesso a un'area cortiliva, sostenendo di esserne comproprietario. La sua richiesta è stata respinta in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che l'attore non aveva mai formulato una domanda specifica per l'accertamento di una servitù di passaggio, basando erroneamente la sua azione su un diritto di comproprietà non provato. Inoltre, la modifica richiesta è stata ritenuta un inammissibile aggravamento della servitù.
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Servitù di passaggio: limiti all’uso del viale comune
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1710/2024, ha stabilito i limiti della servitù di passaggio su un viale in comproprietà. Il caso riguardava l'utilizzo di un viale, originariamente destinato al servizio di due fondi specifici, per l'accesso di mezzi pesanti a un opificio industriale situato su un terzo fondo, non contemplato nell'atto costitutivo. La Corte ha confermato la decisione d'appello, ribadendo che tale utilizzo costituisce un'illegittima imposizione di una nuova servitù, eccedendo i limiti del diritto di comunione. È stato inoltre respinto il ricorso per l'acquisizione del diritto per usucapione, mancando il presupposto temporale ventennale.
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Servitù di passaggio: interpretazione del contratto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un proprietario contro una sentenza che riconosceva una servitù di passaggio sul suo fondo. La Corte ha stabilito che l'interpretazione del contratto che ha dato origine alla servitù, effettuata dai giudici di merito, non è sindacabile in sede di legittimità se non presenta vizi logici o errori di diritto. Proporre una semplice interpretazione alternativa non è sufficiente per l'accoglimento del ricorso.
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Violenza privata servitù: quando il reato è permanente
Un soggetto ostruisce ripetutamente la servitù di passaggio di un vicino. La Cassazione, confermando la condanna per violenza privata servitù, stabilisce che il reato è permanente e non istantaneo quando la condotta lesiva perdura nel tempo, con la prescrizione che decorre solo dalla sua cessazione.
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Nota di Trascrizione: Opponibilità e Servitù di Passo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari immobiliari, confermando la limitazione di una servitù di passaggio. La Corte ha chiarito il ruolo fondamentale della nota di trascrizione: sebbene il diritto nasca dal contratto (titolo), la sua opponibilità a terzi dipende esclusivamente dal contenuto della nota. Una riserva che limitava la servitù, presente nell'atto originale e debitamente trascritta, è stata ritenuta pienamente opponibile ai successivi acquirenti, anche se questi ultimi derivavano il loro diritto da più atti distinti.
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Servitù di passaggio: pedonale vs carrabile
Un proprietario ha contestato la natura della sua servitù di passaggio, rivendicandola come carrabile anziché solo pedonale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il diritto era limitato al transito a piedi. La decisione chiarisce che la larghezza fisica di un sentiero non modifica la natura della servitù definita dal titolo legale e che la titolarità del bene, se acquisita durante il processo, è sufficiente per la validità dell'azione legale.
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Norme tecniche di attuazione: prevalenza sul grafico
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in materia edilizia, le norme tecniche di attuazione scritte di un piano urbanistico prevalgono sulle indicazioni grafiche contenute nelle tavole planovolumetriche, specialmente se una clausola del piano stesso stabilisce tale gerarchia. Il caso riguardava una società costruttrice che aveva edificato un immobile superando l'altezza massima consentita dalle norme scritte, basandosi su un disegno che sembrava permetterlo. La Corte ha rigettato il ricorso della società, confermando la sua condanna al risarcimento del danno per la violazione delle altezze massime.
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Servitù di passaggio: quando il permesso non è diritto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni proprietari che rivendicavano una servitù di passaggio su un fondo vicino. La Corte ha stabilito che il passaggio, avvenuto per decenni, si basava su un mero permesso di cortesia concesso al precedente affittuario e non su un possesso utile all'usucapione. È stata inoltre confermata la condanna dei ricorrenti per lite temeraria, avendo insistito in pretese infondate pur essendo a conoscenza della natura provvisoria del permesso.
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Eccezione di prescrizione: quando si considera valida?
Una disputa su una servitù di passaggio arriva in Cassazione. La questione centrale è l'eccezione di prescrizione per non uso ventennale del diritto. La Corte d'Appello l'aveva ritenuta non proposta, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che un'eccezione tempestivamente sollevata non si considera rinunciata solo perché non viene ripetuta nelle conclusioni finali, se l'intera linea difensiva la presuppone. La sentenza è stata annullata con rinvio per riesaminare la questione della prescrizione.
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Prove nuove in appello: Cassazione su servitù
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un proprietario che lamentava la riduzione di una servitù di passaggio a causa di un muro eretto dal vicino. La decisione si fonda sull'inammissibilità delle prove nuove in appello, prodotte dal ricorrente solo in secondo grado. La Corte ha confermato che tutte le prove e le allegazioni fattuali devono essere presentate nel primo grado di giudizio, ribadendo che l'appello non può trasformarsi in un'occasione per introdurre elementi non discussi in precedenza.
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Errore revocatorio: quando non si può revocare la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione contro una propria ordinanza. Il caso riguarda un presunto errore revocatorio in una controversia su una servitù di passaggio. La Corte chiarisce che un errore di valutazione o di giudizio non costituisce un errore revocatorio, confermando la decisione precedente e condannando i ricorrenti alle spese.
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Aggravamento servitù: il titolo costitutivo prevale
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di presunto aggravamento servitù di passaggio dovuto alla creazione di nuovi varchi e alla posa di tubature. La Corte ha cassato la decisione d'appello, affermando che per determinare l'esistenza di un aggravamento è fondamentale analizzare prioritariamente il titolo costitutivo della servitù. Le norme sul minor aggravio sono solo sussidiarie e si applicano solo se il titolo è poco chiaro. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Servitù di passaggio: estensione e giudicato interno
In una lunga controversia relativa a una servitù di passaggio, la Corte di Cassazione interviene per la seconda volta, cassando la decisione della Corte d'Appello che fungeva da giudice di rinvio. Il cuore della sentenza riguarda l'errata applicazione del principio del giudicato. La Corte d'Appello aveva ritenuto coperte da giudicato alcune domande del proprietario del fondo dominante, poiché il relativo motivo di ricorso nel precedente giudizio di Cassazione era stato dichiarato 'assorbito'. La Suprema Corte chiarisce che l'assorbimento di un motivo non crea giudicato sulla questione sottostante, che deve quindi essere riesaminata dal giudice di rinvio. Di conseguenza, la sentenza viene annullata con rinvio affinché la Corte d'Appello si pronunci su tutte le domande originariamente proposte.
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Interpretazione accordo: la volontà delle parti vince
Una controversia tra sorelle su una servitù di passaggio. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'interpretazione dell'accordo deve seguire il testo letterale, annullando la decisione di merito che aveva convalidato la costruzione di una strada interamente sul fondo di una sola parte, contrariamente a quanto previsto dall'accordo che la voleva estesa su entrambi i fondi.
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