Il caso riguarda il sequestro probatorio di una stele funebre in marmo, acquistata da un privato presso una casa d'aste francese. Il Giudice per le indagini preliminari aveva respinto la richiesta di restituzione del bene avanzata dall'indagata, disponendone invece la consegna alla Repubblica di Turchia sulla base della presunta provenienza illecita del reperto archeologico. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'indagata, stabilendo che il giudice penale non può risolvere controversie sulla proprietà civile né disporre la restituzione a terzi basandosi su semplici presunzioni. Venuta meno l'esigenza probatoria, il bene va restituito a chi ne aveva la disponibilità materiale al momento del sequestro, oppure, in caso di reale controversia sulla proprietà, la questione va rimessa al giudice civile mantenendo il vincolo sul bene.
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