LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Sequestro Preventivo Finalizzato Alla Confisca Per Equivalente

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una misura cautelare con cui vengono bloccati beni di un indagato per un valore corrispondente al profitto illecito del reato, per garantire che lo Stato possa confiscarli in caso di condanna definitiva.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Amministratore con delega: il sequestro preventivo beni societari non è automatico
Un amministratore di società, indagato per reati fiscali e bancarotta, aveva una delega illimitata sui conti correnti di due aziende. Il Tribunale aveva respinto la richiesta di dissequestro di tali somme, ritenendole nella sua disponibilità e quindi confiscabili. La Cassazione ha annullato questa decisione. Ha stabilito che la mera delega non basta per dimostrare la "disponibilità" dei beni societari ai fini del sequestro preventivo beni societari. È necessario provare che l'amministratore agiva per scopi personali, non per la società, o che la società fosse uno schermo fittizio.
Continua »
Nota di credito fattura inesistente: non sana il reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un sequestro per reati fiscali. La Corte chiarisce che una nota di credito per fattura inesistente non può neutralizzare l'illecito, né escludere il dolo di evasione, configurandosi come un mero tentativo di regolarizzazione di un'operazione fittizia.
Continua »
Amministratore di fatto: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una persona indagata per reati tributari, alla quale era stato contestato il ruolo di amministratore di fatto di una società. La Corte ha confermato la validità di un sequestro preventivo, ribadendo i criteri per identificare la figura dell'amministratore di fatto, basati sull'esercizio continuativo di poteri gestori, e ha chiarito le regole sulla competenza territoriale per reati commessi da società fittizie.
Continua »
Credito d’imposta fittizio: reato consumato o tentato?
Un imprenditore crea un credito d'imposta fittizio legato a bonus edilizi. Il Tribunale del Riesame annulla il sequestro, qualificando il fatto come tentata truffa, poiché il credito non era stato ancora utilizzato. La Procura ricorre in Cassazione. La Corte, rilevando un profondo contrasto giurisprudenziale sulla qualificazione giuridica del reato (truffa aggravata o indebita percezione) e sul momento consumativo (creazione del credito o suo effettivo utilizzo), ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per dirimere la questione.
Continua »
Competenza territoriale nei reati transnazionali
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza del Tribunale del riesame in un caso di associazione a delinquere finalizzata alla frode sulle accise dei carburanti. Il punto centrale è la determinazione della competenza territoriale quando il reato associativo ha inizio all'estero ma prosegue in Italia. La Corte stabilisce che, in base all'art. 9, comma 1, c.p.p., la competenza spetta al giudice dell'ultimo luogo in Italia dove si è svolta una parte significativa dell'azione, identificato nel caso specifico in Cerignola e non a Trento, dove era avvenuto un sequestro occasionale. La decisione rinvia gli atti al Tribunale di Trento per un nuovo esame alla luce di questo principio.
Continua »
Frode contrattuale: sequestro dell’intero importo
Un imprenditore del settore trasporti marittimi ottiene un appalto pubblico senza che le sue navi rispettassero un requisito essenziale: l'accessibilità per persone con mobilità ridotta. Accusato di frode contrattuale, subisce il sequestro dell'intera somma erogata dall'ente. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo un principio fondamentale: quando i fondi pubblici non sono un semplice corrispettivo ma un contributo per finalità di interesse generale, e la condizione essenziale per l'erogazione non viene rispettata, l'intero importo ricevuto costituisce profitto illecito e può essere sequestrato.
Continua »
Sequestro polizza TFM: quando è legittimo?
Una società ha contestato il sequestro preventivo di una polizza assicurativa destinata al Trattamento di Fine Mandato (TFM) del suo ex amministratore, indagato per reati fiscali. La società sosteneva che la polizza non fosse nella 'disponibilità' dell'indagato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando il sequestro polizza TFM. Secondo i giudici, il diritto al credito è maturato e diventato 'disponibile' nel momento esatto in cui l'amministratore è cessato dalla carica, rendendo l'importo parte del suo patrimonio e quindi aggredibile, a prescindere dal mancato esercizio del diritto di revoca da parte della società.
Continua »