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Sequestro Preventivo Conto Corrente

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sequestro preventivo conto corrente: conto intestato ma bloccato
I giudici hanno confermato il sequestro preventivo conto corrente per oltre 290.000 euro intestato a una società, ma riconducibile di fatto a un imprenditore indagato per reati tributari. La società terza ha contestato la misura sostenendo la propria totale autonomia gestionale e l'illegittimità del provvedimento basato sul copia-incolla di precedenti ordinanze. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Gli elementi raccolti hanno dimostrato la qualifica dell'indagato come titolare effettivo del rapporto bancario e l'assoluta commistione tra le diverse realtà aziendali. La società operava come mero schermo per eludere le indagini tributarie.
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Sequestro preventivo conto corrente: salva la pensione
La Giustizia disponeva il sequestro dei conti di una donna, cointestati con il marito indagato per reati tributari. Su tali conti confluivano la pensione e il trattamento di fine rapporto della donna. Il Tribunale ordinava la restituzione parziale solo per le somme versate prima della misura cautelare. Il giudice escludeva i ratei versati contestualmente o successivamente, ritenendo generica la domanda. La donna proponeva ricorso per Cassazione deducendo la violazione dei limiti di legge posti a tutela dei redditi minimi. La Suprema Corte accoglie il ricorso. I giudici stabiliscono che la tutela dei crediti retributivi e pensionistici si applica al sequestro preventivo conto corrente sia per gli accrediti antecedenti sia per quelli successivi. La Cassazione annulla l'ordinanza e rinvia al Tribunale per un riesame completo.
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Sequestro preventivo conto corrente: blocco illegittimo al terzo
Un cittadino ha subito il sequestro preventivo conto corrente di sua esclusiva proprietà nell'ambito di un procedimento penale a carico del padre. Il figlio ha dimostrato la provenienza lecita delle somme presenti sul deposito, frutto di stipendi, pensioni e risarcimenti assicurativi. Ciononostante, i giudici di merito hanno negato la restituzione del denaro basandosi su un errore relativo a un prelievo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del figlio, stabilendo un principio fondamentale. Non si possono sequestrare i beni di un soggetto terzo estraneo ai reati senza dimostrare che il conto sia fittizio o alimentato dal denaro illecito del condannato. La Suprema Corte ha quindi annullato l'ordinanza per difetto di motivazione, disponendo un nuovo giudizio.
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Sequestro conto corrente per frode: inutile? La Cassazione dice no
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro preventivo di un conto corrente aziendale. L'amministratore della società, indagato per truffa, sosteneva che la misura fosse inutile, poiché l'azienda avrebbe potuto semplicemente aprire un altro conto per continuare le operazioni. I giudici hanno respinto questa tesi. Hanno stabilito che il sequestro preventivo del conto corrente è valido quando quel conto è lo strumento specifico attraverso cui il reato viene commesso, ad esempio ricevendo i proventi illeciti. La possibilità di sostituire il bene sequestrato non ne annulla la funzione impeditiva, confermando così il blocco dei fondi.
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Sequestro preventivo conto corrente: i rischi del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo conto corrente e di un computer ai danni di una terza interessata. La decisione originale si fondava sulla sproporzione tra le movimentazioni di denaro contante e i redditi dichiarati dalla donna, impiegata presso una ditta riconducibile ai propri familiari indagati. Il ricorso presentato in Cassazione è stato dichiarato inammissibile per due ragioni fondamentali. In primo luogo, l'atto è stato depositato oltre il termine perentorio di dieci giorni previsto dalla normativa vigente. In secondo luogo, il difensore della ricorrente non era munito della necessaria procura speciale richiesta per rappresentare un terzo interessato in questa fase processuale. Oltre al rigetto, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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