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Sequestro Di Persona E Rapina

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sequestro di persona e rapina: condanna confermata per la donna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una donna per i reati di **sequestro di persona e rapina** aggravata ai danni di una persona anziana e immobilizzata. La donna aveva immobilizzato la vittima, lasciandola sola per ore, e commesso una rapina. Il ricorso della difesa chiedeva l'assorbimento del sequestro nella rapina e la concessione di attenuanti generiche. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo la ricostruzione dei fatti coerente e la motivazione sul diniego delle attenuanti logica. La condanna è stata quindi confermata, con l'obbligo di pagare le spese processuali e una somma alla cassa delle ammende.
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Sequestro di persona e rapina: pochi minuti costano la condanna
Un uomo ha fatto irruzione in un ufficio postale armato di taglierino e con il volto coperto da cappello, occhiali e colletto alzato. L'autore ha rinchiuso un dipendente nel bagno per alcuni minuti per agevolare la propria fuga. La vittima si è liberata forzando la porta. La difesa sosteneva che la brevità della segregazione e la facilità di fuga escludessero il reato autonomo, limitando la colpa alla sola rapina. La Corte di Cassazione ha invece confermato il concorso tra sequestro di persona e rapina: il sequestro sussiste se la privazione della libertà prosegue oltre l'esecuzione immediata del furto e costringe la vittima a manovre rischiose. Confermato anche il travisamento.
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Sequestro di persona e rapina: la fuga non cancella il doppio reato
Due soggetti sono stati condannati per rapina aggravata e sequestro di persona in concorso per aver svaligiato una banca a Ferrara. Durante il colpo, i rapinatori hanno minacciato i presenti con una pistola e, prima di fuggire, hanno immobilizzato dipendenti e clienti all'interno dell'istituto, affiggendo un falso cartello di chiusura per ritardare l'allarme. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi dei condannati, confermando che il reato di sequestro di persona e rapina non si fondono in un unico reato se la privazione della libertà si protrae oltre il tempo strettamente necessario per la rapina. I giudici hanno inoltre ribadito la validità delle querele presentate dalle vittime e la superfluità di nuove prove in appello, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Sequestro di persona e rapina: la libertà apparente non salva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato per una rapina a mano armata in un supermercato. La difesa contestava la sussistenza del concorso tra i reati di sequestro di persona e rapina, sostenendo che le vittime avessero una parziale libertà di movimento. Inoltre, eccepiva l'inutilizzabilità del tracciamento GPS senza autorizzazione del giudice. La Suprema Corte ha chiarito che il reato di sequestro di persona e rapina possono coesistere se la privazione della libertà dura più del tempo strettamente necessario alla rapina. Ha inoltre stabilito che il tracciamento GPS è un pedinamento tecnologico che non richiede l'autorizzazione del giudice. Il ricorrente resta in custodia cautelare in carcere e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sequestro di persona e rapina: la fuga costa la doppia condanna
Tre malviventi hanno rapinato un'anziana donna in casa, chiudendola poi a chiave nella camera da letto per facilitare la loro fuga. La vittima è stata liberata solo grazie all'intervento dei Carabinieri. I giudici di merito hanno condannato i colpevoli per concorso di reati. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibili i ricorsi. La Corte ha stabilito che si configura il reato di sequestro di persona e rapina in concorso quando la privazione della libertà personale supera il tempo strettamente necessario alla consumazione del furto. Inoltre, tutti i complici rispondono di entrambi i reati in concorso ordinario, avendo previsto e accettato il rischio di dover immobilizzare la vittima per portare a termine il piano criminoso.
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