L'Imputata, condannata in appello a due anni di reclusione e seimila euro di multa per reati legati agli stupefacenti, ha proposto ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici di legittimità hanno chiarito che la valutazione sulle circostanze attenuanti generiche appartiene al potere discrezionale del giudice di merito. Quando la motivazione della sentenza d'appello risulta logica, coerente e fondata sugli atti, la Cassazione non può riesaminare la scelta punitiva. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva con l'ulteriore addebito delle spese legali e di una sanzione di tremila euro.
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