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Scientia Decoctionis

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204 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Scientia decoctionis: prova e revocatoria fallimentare
Il Tribunale di Brescia ha accolto un'azione revocatoria fallimentare, dichiarando inefficace un pagamento di 10.000 euro effettuato da una società pochi giorni prima della sua dichiarazione di fallimento. La decisione si fonda sulla prova della scientia decoctionis del creditore, ovvero la sua consapevolezza dello stato di insolvenza del debitore. Tale consapevolezza è stata desunta da una serie di indizi, tra cui il grave ritardo nel pagamento, la necessità di azioni legali per recuperare il credito e l'accettazione di una somma a saldo e stralcio notevolmente inferiore al debito originario.
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Revocatoria fallimentare: ipoteca su debito preesistente
Un istituto di credito ha concesso un finanziamento garantito da ipoteca a una società, successivamente fallita. Il Tribunale di Brescia ha applicato la revocatoria fallimentare, annullando la garanzia ipotecaria. La decisione si fonda sul fatto che il finanziamento non era "nuova finanza", ma un'operazione volta a garantire un debito preesistente e non garantito, violando così la parità di trattamento tra creditori. La banca ha quindi visto il proprio credito ammesso al passivo come semplice credito chirografario.
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Azione revocatoria: pagamenti pre-fallimento revocati
Il Tribunale di Torino ha accolto un'azione revocatoria promossa da una società in amministrazione straordinaria. Ha dichiarato inefficaci due pagamenti per oltre 183.000 euro, effettuati a favore di un fornitore nei sei mesi antecedenti la dichiarazione di insolvenza. La decisione si basa sulla presunzione di conoscenza dello stato di crisi del debitore da parte del creditore, desunta dalla necessità di quest'ultimo di intraprendere ripetute azioni legali per ottenere il pagamento dei propri crediti.
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Azione revocatoria: onere della prova del creditore
Il Tribunale di Roma ha rigettato un'azione revocatoria promossa dall'amministrazione straordinaria di una società contro un suo fornitore. La richiesta mirava a recuperare pagamenti per circa 78.000 euro effettuati nel 'periodo sospetto' prima della dichiarazione di insolvenza. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione, da parte dell'attore, della 'scientia decoctionis', ovvero della conoscenza effettiva dello stato di insolvenza da parte del creditore. Il giudice ha ritenuto che i ritardi nei pagamenti e gli accordi di rateizzazione rientrassero nella normale prassi commerciale e non costituissero prova sufficiente a fondare la domanda di revoca.
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