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209 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinvio per trattative in Cassazione: le regole
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso presentato dall'Ente della Riscossione contro una procedura fallimentare. Durante il procedimento, le parti hanno presentato un'istanza congiunta richiedendo un rinvio per trattative. La Corte ha riconosciuto la validità della richiesta, finalizzata al raggiungimento di un accordo transattivo stragiudiziale. Di conseguenza, i giudici hanno disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, sospendendo temporaneamente il giudizio per favorire la conclusione positiva delle negoziazioni in corso.
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Rinvio per trattative: stop al processo in Cassazione
L'ordinanza interlocutoria n. 35435/2023 della Corte di Cassazione affronta la richiesta di rinvio per trattative presentata congiuntamente dalle parti. Un ente pubblico di riscossione e una procedura fallimentare, coinvolti in un giudizio di legittimità, hanno manifestato la volontà di sospendere il processo per definire bonariamente la controversia. La Suprema Corte, preso atto dell'istanza e della necessità di favorire l'esito positivo delle negoziazioni, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, evitando così una decisione immediata che avrebbe potuto precludere un accordo stragiudiziale.
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Progressioni economiche e precari negli enti locali
Una lavoratrice assunta come maestra d'infanzia a tempo determinato da un ente locale ha agito in giudizio per ottenere le progressioni economiche negate rispetto ai colleghi di ruolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che ai dipendenti delle scuole comunali si applica il CCNL del comparto Regioni e Autonomie Locali e non quello del comparto Scuola. Poiché il contratto degli enti locali non prevede automatismi stipendiali legati alla sola anzianità, ma progressioni basate sul merito comparativo, non è configurabile alcuna discriminazione tra personale precario e personale di ruolo.
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Diritto di difesa: avvocato cancellato dall’albo
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo al rilascio di un immobile occupato senza titolo. Durante il procedimento, è emerso che l'unico difensore della parte controricorrente era stato cancellato dall'Albo speciale per le giurisdizioni superiori. Per tutelare il Diritto di difesa e assicurare l'integrità del contraddittorio, la Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, ordinando la comunicazione personale alla parte affinché possa provvedere alla nomina di un nuovo legale.
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Estratto di ruolo: quando è impugnabile?
La Corte di Cassazione ha stabilito l'inammissibilità del ricorso di un contribuente che aveva impugnato un estratto di ruolo per contestare cartelle esattoriali asseritamente mai notificate. Secondo la Suprema Corte, l'estratto di ruolo non è un atto autonomamente impugnabile, salvo che il contribuente non dimostri un interesse ad agire specifico e concreto, come il pregiudizio nella partecipazione a gare d'appalto o il blocco di pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione, come previsto dalle recenti riforme legislative applicabili anche ai processi pendenti.
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Definizione agevolata: stop al ricorso in Cassazione
Uno studio legale associato ha impugnato una cartella di pagamento per IVA e IRAP, contestando la notifica e l'assenza di autonoma organizzazione. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando il debito e rinunciando alla lite. La Suprema Corte ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, confermando che l'adesione alla sanatoria estingue la materia del contendere.
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Diritto annuale camerale: prescrizione e stralcio
La Corte di Cassazione ha analizzato la natura del diritto annuale camerale, confermando che si tratta di un tributo periodico soggetto a prescrizione quinquennale. Nel caso di specie, gran parte dei debiti contestati sono stati dichiarati estinti per effetto dello stralcio dei carichi fino a mille euro. Tuttavia, per un annualita specifica, la Corte ha rilevato che la notifica era avvenuta tempestivamente, rigettando l eccezione di prescrizione della contribuente. La sentenza chiarisce inoltre i limiti di impugnazione per l Agenzia delle Entrate quando agisce come semplice interventore.
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Stralcio cartelle esattoriali: annullamento automatico.
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento relativa alla tassa rifiuti per un importo inferiore a mille euro. Durante il giudizio di legittimità, è intervenuta la normativa sullo stralcio cartelle esattoriali che prevede l'annullamento automatico dei debiti residui fino a 1.000 euro affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2010. La Suprema Corte ha dichiarato cessata la materia del contendere, confermando che l'annullamento opera di diritto senza necessità di ulteriori provvedimenti amministrativi, estinguendo la pretesa tributaria oggetto della causa.
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Definizione agevolata: stop alle liti in Cassazione
Una società di trasporti ha impugnato diverse cartelle esattoriali relative a IVA e imposte dirette. Dopo che i giudici di merito avevano dichiarato inammissibile l'appello dell'ente della riscossione, la causa è giunta in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la parte contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022, effettuando i pagamenti richiesti. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere.
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Notifica cartella esattoriale: prova e validità
Una società ha impugnato un debito contributivo derivante da un verbale ispettivo, ma l'azione è stata riqualificata come opposizione a cartella esattoriale. La Corte d'Appello ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività. La Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la **notifica cartella esattoriale** è validamente provata dalla sola produzione dell'avviso di ricevimento. Non è necessario che l'ente produca la copia integrale dell'atto, poiché scatta la presunzione di conoscenza una volta che il plico giunge all'indirizzo del destinatario.
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Compensazione spese giudiziali: guida alla Cassazione
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento derivante da un'iscrizione a ruolo provvisoria. Nonostante l'annullamento dell'atto presupposto e la conseguente cessazione della materia del contendere, i giudici di merito hanno disposto la compensazione spese giudiziali. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di tale scelta, rilevando che la motivazione basata sulla natura provvisoria dell'iscrizione e sull'incertezza giurisprudenziale dell'epoca costituisce una ragione grave ed eccezionale valida ai sensi dell'art. 92 c.p.c.
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Tempo casa-lavoro: novità dalla Cassazione
Un Ente Pubblico ha presentato ricorso in Cassazione contro la decisione di una Corte d'Appello riguardante il pagamento di differenze retributive legate al tempo casa-lavoro di un dipendente. La Suprema Corte, rilevando la pendenza di un altro giudizio identico per oggetto, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La decisione prevede il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire la trattazione congiunta dei due procedimenti, garantendo così l'uniformità delle decisioni giudiziarie sul tema del tempo casa-lavoro.
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Legittimazione passiva: chi citare per la cartella
Una società ha impugnato una cartella di pagamento relativa alla tassa rifiuti (TARSU), contestando l'omessa notifica degli avvisi di accertamento precedenti. La Corte di Giustizia Tributaria aveva inizialmente negato la legittimazione passiva dell'Agente della Riscossione per i vizi degli atti presupposti. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che il contribuente può agire indifferentemente contro l'ente impositore o il concessionario, confermando la piena legittimazione passiva di quest'ultimo anche per vizi non direttamente imputabili al suo operato.
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Avviso bonario: quando è obbligatorio riceverlo?
Un'associazione professionale ha impugnato una cartella di pagamento relativa all'IVA, lamentando la mancata ricezione del preventivo avviso bonario a seguito di un controllo automatico della dichiarazione. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'operato dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che la comunicazione di irregolarità non è obbligatoria quando il debito deriva da imposte dichiarate ma non versate. In tali casi, non essendovi incertezze valutative, il contribuente è già consapevole della propria omissione, rendendo superfluo il contraddittorio preventivo.
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Rottamazione quater: estinzione e co-obbligati
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno chiarito l'impatto della rottamazione quater sui processi civili pendenti. Il caso riguardava alcuni fideiussori che contestavano cartelle esattoriali relative a un finanziamento bancario garantito da un fondo pubblico. La Corte ha stabilito che il perfezionamento della definizione agevolata avviene con il pagamento della prima rata, determinando l'estinzione del giudizio. Tale effetto estintivo e liberatorio si estende anche al co-obbligato in solido che non ha aderito alla procedura, garantendo l'uniformità del trattamento per i debiti riscossi tramite ruolo, anche se di natura non tributaria.
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Decesso del difensore: rinvio della causa
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria disponendo il rinvio a nuovo ruolo di una causa a causa del decesso del difensore della parte controricorrente. La decisione sottolinea che la mancanza di assistenza legale, derivante da un evento non imputabile alla parte, richiede una sospensione del procedimento per garantire l'effettività del diritto di difesa. Il decesso del difensore impedisce la regolare prosecuzione del giudizio fino alla nomina di un nuovo procuratore.
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Cartella di pagamento: validità della proroga COVID
L'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha impugnato una sentenza che dichiarava nulla una cartella di pagamento per l'anno d'imposta 2016, ritenendola notificata oltre i termini. La controversia ruota attorno all'applicazione delle proroghe emergenziali COVID-19. La Suprema Corte ha stabilito che, se il ruolo è consegnato all'agente della riscossione tra l'8 marzo 2020 e il 31 dicembre 2021, opera la proroga di 24 mesi prevista dalla normativa speciale. Poiché la cartella di pagamento derivava da dichiarazioni presentate nel 2017 e il ruolo era stato consegnato a maggio 2021, la notifica avvenuta a luglio 2022 è da considerarsi tempestiva, annullando la decadenza precedentemente dichiarata.
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Estratto di ruolo: quando è possibile impugnarlo
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso contro un estratto di ruolo, ribadendo che tale atto non è autonomamente impugnabile salvo casi eccezionali di pregiudizio concreto. La decisione sottolinea che l'interesse ad agire deve essere dimostrato dal contribuente in relazione a specifiche procedure, come appalti o riscossione di crediti verso la Pubblica Amministrazione. La Corte ha inoltre applicato sanzioni per abuso del processo a causa del rifiuto ingiustificato di una proposta di definizione accelerata.
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Aggio di riscossione: natura e calcolo legittimo
Una società di servizi ha impugnato una cartella di pagamento relativa a debiti IVA del 2002, contestando l'applicazione dell'**aggio di riscossione** calcolato secondo le percentuali vigenti al momento della formazione del ruolo (2011) anziché quelle del periodo d'imposta originario. La contribuente sosteneva la natura sanzionatoria dell'aggio, invocando il divieto di retroattività. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'aggio ha natura remunerativa del servizio svolto e non sanzionatoria. Di conseguenza, il calcolo deve seguire la normativa vigente al momento dell'attività di riscossione, indipendentemente dall'anno a cui si riferisce il tributo.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e regole
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra un pregiudizio concreto, come previsto dal D.L. 146/2021. Nel caso in esame, una società aveva contestato debiti scoperti allo sportello, ma la Corte ha cassato la sentenza precedente per difetto di interesse ad agire.
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