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Rivalutazione Pericolosità Sociale

8 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rivalutazione Pericolosità Sociale: Conta la Pronuncia, non la Notifica
La Corte di Cassazione affronta il tema della sorveglianza speciale applicata a un soggetto già detenuto. La legge prevede una rivalutazione della pericolosità sociale se la detenzione dura almeno due anni prima che la misura venga eseguita. Il dubbio riguardava da quando far partire questo termine: dalla data di emissione del provvedimento o dalla sua notifica? La Corte ha stabilito che il calcolo dei due anni deve iniziare dalla data di emissione (pronuncia). Questo perché la valutazione originale della pericolosità è avvenuta in quel momento e potrebbe non essere più attuale dopo un lungo periodo. La decisione garantisce che la misura di prevenzione si basi su una valutazione aggiornata della persona, annullando la decisione precedente che faceva decorrere il termine dalla notifica.
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Detenzione e sorveglianza: la rivalutazione non è sempre dovuta
La Cassazione affronta il caso di un uomo condannato per aver violato la sorveglianza speciale. La difesa sosteneva che la misura non fosse più valida perché, a causa di un lungo periodo di detenzione, era necessaria una nuova valutazione della sua pericolosità. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiave sulla rivalutazione della pericolosità sociale. Il termine di due anni, che rende obbligatoria una nuova verifica, non si calcola in base alla durata della detenzione, ma decorre dal momento in cui la misura viene decisa fino a quando inizia la sua esecuzione. Nel caso specifico, essendo passato meno di un biennio, la sorveglianza era pienamente efficace e la condanna legittima.
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Sorveglianza dopo il carcere: nessuna rivalutazione per i fatti passati
La Cassazione ha confermato la condanna di un uomo per aver violato gli obblighi della sorveglianza speciale. L'uomo, dopo un lungo periodo di detenzione, era stato nuovamente sottoposto alla misura senza un nuovo esame della sua pericolosità. La sua difesa sosteneva l'illegittimità della misura, richiamando una sentenza della Corte Costituzionale del 2013. I giudici hanno però stabilito che il principio che impone la **rivalutazione della pericolosità sociale** non è retroattivo. Poiché la violazione era avvenuta nel 2012, cioè prima della sentenza costituzionale, la misura di prevenzione era pienamente valida e la condanna legittima. La Corte ha quindi respinto il ricorso.
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Rivalutazione pericolosità: quando è necessaria?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto condannato per la violazione della sorveglianza speciale. L'imputato sosteneva la necessità di una rivalutazione della sua pericolosità sociale a causa di un lungo periodo di detenzione. La Corte ha chiarito che il termine di due anni che impone tale verifica decorre non dall'inizio della detenzione, ma dalla data di emissione del provvedimento di prevenzione a quella della sua concreta esecuzione. Essendo trascorso meno di un biennio, la misura è stata ritenuta legittima.
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Rivalutazione pericolosità sociale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo sottoposto a sorveglianza speciale, che lamentava la mancata rivalutazione della sua pericolosità sociale a seguito di un periodo di detenzione. La Corte ha chiarito che tale rivalutazione è obbligatoria solo se trascorrono più di due anni tra l'emissione della misura di prevenzione e la sua esecuzione, condizione non verificatasi nel caso di specie, dove l'intervallo temporale e la durata della detenzione erano inferiori ai limiti di legge.
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Rivalutazione pericolosità sociale: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione di una misura di prevenzione. A seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, è stato stabilito che la riattivazione di una misura sospesa a causa di detenzione richiede sempre una nuova valutazione della pericolosità sociale del soggetto, indipendentemente dalla durata della detenzione stessa. In assenza di tale rivalutazione, la misura è inefficace e la sua violazione non costituisce reato.
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Rivalutazione pericolosità sociale: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione degli obblighi della sorveglianza speciale. La decisione si fonda sulla necessità di una nuova valutazione della pericolosità sociale del soggetto dopo un periodo di detenzione, anche se inferiore a due anni. A seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, la mancata rivalutazione pericolosità sociale rende la misura inefficace, facendo venir meno il reato stesso. L'imputato è stato quindi assolto perché il fatto non sussiste.
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Rivalutazione pericolosità: no effetto su giudicato
La Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto condannato per violazione della sorveglianza speciale. La misura era stata riattivata senza una nuova rivalutazione pericolosità sociale. La Corte ha stabilito che le sentenze della Corte Costituzionale in materia hanno natura processuale e non travolgono le condanne definitive (giudicato).
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