La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 6084/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. Il ricorso è stato respinto perché mirava a una rivalutazione dei fatti, attività preclusa al giudice di legittimità. La Corte ha confermato che il confezionamento della droga in 17 dosi costituisce un valido indizio della destinazione allo spaccio e che la negazione delle attenuanti generiche, basata sulla personalità dell'imputato, è una valutazione discrezionale del giudice di merito non censurabile in questa sede se non manifestamente illogica.
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