L'Imputato riceve un decreto di citazione a giudizio che indica erroneamente il nome di un determinato giudice, presente nello stesso tribunale. Il giorno dell'udienza, il Difensore di fiducia si reca nell'aula indicata nell'atto. Nel frattempo, un altro giudice, effettivo titolare del fascicolo, celebra l'udienza in un'altra aula, dichiara l'assenza dell'Imputato e nomina un sostituto d'ufficio per le richieste di prova. Il Difensore scopre l'errore solo un'ora dopo, ad ammissione prove già avvenuta. La Corte d'Appello conferma la condanna, ma la Corte di Cassazione accoglie il ricorso. La Suprema Corte stabilisce che l'indicazione fuorviante nell'atto crea un legittimo affidamento e viola il diritto di difesa. Di conseguenza, i giudici annullano le sentenze di primo e secondo grado e ordinano di ripartire dall'inizio del processo.
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