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Risoluzione Per Mutuo Consenso

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Accordo tra datore di lavoro e lavoratore per porre fine consensualmente al rapporto di lavoro, che richiede prove concrete e non il semplice decorso del tempo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contratto a termine illegittimo: il lavoratore vince dopo anni
Un assistente di volo ha contestato la scadenza del suo primo contratto di lavoro, firmato nel 2000 con una nota compagnia aerea. La Corte d'Appello ha dichiarato che si trattava di un contratto a termine illegittimo per mancanza delle causali di legge, riconoscendo un unico rapporto a tempo indeterminato fin dall'inizio e ordinando la ricostruzione della carriera del dipendente. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando inammissibile il ricorso della società datrice di lavoro. I giudici hanno chiarito che l'azione per far valere la nullità del termine non si prescrive mai e che il semplice passaggio del tempo non dimostra la volontà del lavoratore di rinunciare al posto. Di conseguenza, l'azienda è stata condannata anche al pagamento delle spese legali, consolidando il diritto del lavoratore alla stabilità dell'impiego e all'anzianità pregressa.
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Risoluzione per mutuo consenso: il silenzio non cancella i debiti
Una proprietaria concede in locazione un terreno a una società conduttrice, che però non paga i canoni e abbandona l'immobile senza formalità. La proprietaria ottiene un decreto ingiuntivo per i canoni scaduti. La società si oppone, sostenendo che il contratto si sia sciolto per risoluzione per mutuo consenso a causa del suo abbandono e del silenzio della proprietaria durato anni. La Corte d'Appello smentisce questa tesi, rilevando che il semplice silenzio non equivale ad accettazione dello scioglimento. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della società conduttrice, confermando che l'inattività della locatrice non prova alcun accordo tacito. Vince la proprietaria, che ha diritto a ricevere tutti i canoni di locazione arretrati.
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Risoluzione per mutuo consenso: il silenzio costa la causa
Una lavoratrice ha impugnato la scadenza del suo contratto a termine tre anni dopo la fine del rapporto. Durante questo periodo, ha incassato il trattamento di fine rapporto senza riserve e ha ignorato ripetute proposte di assunzione a tempo indeterminato da parte dell'azienda. La Corte d'Appello ha ritenuto che tale comportamento dimostrasse una concorde volontà di porre fine al rapporto, configurando una risoluzione per mutuo consenso. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della lavoratrice. I giudici di legittimità hanno chiarito che la valutazione sulla sussistenza del mutuo consenso spetta esclusivamente ai giudici di merito e non può essere ridiscussa in Cassazione se supportata da una motivazione logica e coerente. Di conseguenza, la lavoratrice perde definitivamente la causa e deve pagare le spese processuali.
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Risoluzione per mutuo consenso: serve sempre l’atto scritto
Un'impresa edile e un proprietario terriero stipulano un contratto preliminare di permuta immobiliare. Successivamente, sorge una controversia sull'adempimento degli obblighi. La Corte d'Appello dichiara risolto il contratto per mutuo consenso, valorizzando il comportamento successivo delle parti, che avevano avviato trattative diverse non andate a buon fine. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'impresa edile, stabilendo che la risoluzione per mutuo consenso di un contratto preliminare immobiliare richiede obbligatoriamente la forma scritta ad substantiam. Di conseguenza, non è sufficiente un comportamento tacito o una proposta d'acquisto non accettata per sciogliere il vincolo originario. La sentenza impugnata viene cassata con rinvio.
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Risoluzione per mutuo consenso: tra rifiuto e nuovo impiego
Un lavoratore marittimo ha impugnato la cessazione del proprio rapporto di lavoro, sostenendo di essere stato vittima di un licenziamento illegittimo. La società armatrice ha invece eccepito che il rapporto si era estinto per una risoluzione per mutuo consenso. Il dipendente aveva infatti rifiutato ripetutamente di reiscriversi nel turno particolare della società e aveva accettato un nuovo imbarco presso un altro armatore. La Corte d'Appello ha ritenuto che tale condotta manifestasse una chiara volontà di sciogliere il vincolo contrattuale. La Corte di Cassazione ha confermato questa impostazione, dichiarando il ricorso inammissibile. La decisione ribadisce che la volontà di porre fine al rapporto può essere desunta da comportamenti concludenti che rendono impossibile la prosecuzione della collaborazione lavorativa.
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Risoluzione per mutuo consenso: quando il comportamento conta
La Corte di Cassazione chiarisce che la risoluzione per mutuo consenso di un rapporto di lavoro può essere dedotta dal comportamento concludente delle parti. Nel caso specifico, alcuni lavoratori, pur avendo ottenuto una sentenza che ordinava la loro riammissione in servizio, hanno continuato a stipulare contratti a termine con il datore di lavoro. La Corte ha ritenuto tale condotta, insieme ad altri elementi, come espressione di una volontà comune di porre fine al rapporto di lavoro originario, rigettando la loro richiesta di risarcimento del danno per mancata riammissione.
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Risoluzione per mutuo consenso: la Cassazione chiarisce
Un contratto preliminare di compravendita immobiliare non viene finalizzato a causa di un evento sismico. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, stabilendo che quando entrambe le parti chiedono in giudizio la fine del contratto, pur accusandosi a vicenda, si configura una risoluzione per mutuo consenso di fatto. Questo principio giustifica lo scioglimento del vincolo e la restituzione della caparra versata, evidenziando come la volontà concorde di porre fine al rapporto possa emergere anche dal comportamento processuale.
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Risoluzione per mutuo consenso dopo 19 anni di inerzia
Un lavoratore ha impugnato un contratto a tempo determinato quasi vent'anni dopo la sua scadenza. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che un'inerzia così prolungata manifesta in modo inequivocabile una risoluzione per mutuo consenso del rapporto di lavoro, rendendo inammissibile la domanda.
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Risoluzione per mutuo consenso: la Cassazione decide
Un musicista, assunto con contratti a termine da una fondazione teatrale, ha contestato l'illegittimità della clausola del termine. La Corte d'Appello ha respinto la sua domanda, ritenendo che il rapporto di lavoro si fosse risolto per mutuo consenso, data la prolungata inattività del lavoratore per sette anni e la percezione del TFR. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. Ha stabilito che l'accertamento della volontà delle parti di sciogliere il contratto è una valutazione di merito, non sindacabile in sede di legittimità se non per vizi specifici non riscontrati nel caso.
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