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Risoluzione Del Contratto

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659 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Caparra confirmatoria: recesso e risoluzione alternativi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30636/2024, ha respinto il ricorso di un imprenditore che chiedeva il risarcimento danni per la mancata cessione di un'attività commerciale. La Corte ha ribadito un principio fondamentale in materia di caparra confirmatoria: una volta esercitato il diritto di recesso e trattenuta la caparra, non è più possibile agire in giudizio per la risoluzione del contratto. I due rimedi sono alternativi e non cumulabili. L'ordinanza ha inoltre confermato la condanna del ricorrente per lite temeraria.
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Preliminare bene in comunione: la firma di uno solo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21756/2024, ha stabilito che un contratto preliminare di vendita di un immobile in comproprietà, sottoscritto da uno solo dei titolari, è valido. Tale accordo si qualifica come promessa di vendita di cosa parzialmente altrui. Il firmatario è obbligato a procurare il consenso degli altri comproprietari e, in caso di inadempimento, è tenuto al risarcimento dei danni. La Corte ha respinto la tesi della nullità del contratto, confermando la condanna della promittente venditrice.
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Consegna documenti vendita: obbligo del venditore
La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione di un contratto di vendita per una quota di un aeromobile ultraleggero. La causa verteva sulla mancata consegna documenti vendita da parte del venditore, un'associazione sportiva. La Corte ha stabilito che, ai sensi dell'art. 1477 c.c., il venditore ha l'obbligo inderogabile di fornire tutti i titoli necessari al trasferimento della proprietà, anche in presenza di normative speciali che pongono oneri di comunicazione a carico dell'acquirente. La mancata consegna di tale documentazione costituisce un inadempimento grave che giustifica la risoluzione del contratto e la restituzione del prezzo pagato.
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IVA agevolata auto: obblighi e risoluzione contratto
Un acquirente cita in giudizio un concessionario per la risoluzione del contratto, lamentando la mancata rottamazione del suo vecchio veicolo, necessaria per l'applicazione dell'IVA agevolata acquisto auto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'obbligo di rottamazione non ricade automaticamente sul venditore, a meno che non sia specificamente pattuito. Inoltre, ha chiarito che un tale inadempimento non sarebbe comunque abbastanza grave da giustificare la risoluzione del contratto, potendo al massimo dar luogo a un risarcimento del danno.
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Risoluzione contratto: Cassazione chiarisce recesso
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla risoluzione contratto preliminare per inadempimento. Un promittente venditore, a seguito del mancato pagamento da parte dell'acquirente, aveva agito per il recesso e la ritenzione della caparra. I giudici hanno riqualificato la domanda come risoluzione con clausola penale. La Suprema Corte ha confermato la decisione, chiarendo che quando è presente una caparra, le azioni di recesso e risoluzione sono funzionalmente equivalenti. Ha inoltre stabilito che la diffida ad adempiere inviata dall'avvocato senza procura scritta è valida se seguita dall'atto giudiziario, che funge da ratifica.
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Leasing traslativo: le regole prima della riforma 2017
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20653/2024, ha stabilito che per i contratti di leasing traslativo risolti prima dell'entrata in vigore della Legge 124/2017, continua ad applicarsi in via analogica l'art. 1526 c.c. La società concedente è quindi tenuta a restituire i canoni riscossi, salvo il diritto a un equo compenso. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso principale della società di leasing e accolto quello incidentale del fallimento sulla liquidazione delle spese legali, ritenute inferiori ai minimi tariffari.
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Oneri accessori locazione: quando si rischia lo sfratto
In una locazione commerciale, il mancato pagamento degli oneri accessori per sei anni ha portato alla risoluzione del contratto, nonostante l'inquilino avesse saldato i canoni di locazione arretrati. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo l'inadempimento grave e respingendo le eccezioni del conduttore, inclusa quella sull'esercizio abusivo del diritto da parte del locatore, a causa di vizi procedurali nel ricorso.
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Risoluzione contratto locazione per morosità: il caso
Un tribunale ha decretato la risoluzione contratto locazione a causa della persistente morosità dell'inquilino. Nonostante la notifica a persona irreperibile e la contumacia, il conduttore è stato condannato al rilascio dell'immobile e al pagamento di tutti i canoni arretrati, oltre agli interessi e alle spese legali, confermando che l'onere di provare il pagamento spetta al debitore.
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Contratto collegato: quando si risolve il finanziamento?
Un consumatore stipula un contratto per un sistema di risparmio energetico e un finanziamento collegato. A seguito dell'interruzione della fornitura di energia, chiede la risoluzione del finanziamento. Il Tribunale respinge la domanda, chiarendo che per un contratto collegato, se l'operazione include contratti di appalto o somministrazione, non si applica la tutela legale automatica. Inoltre, la risoluzione è opponibile al finanziatore solo se quest'ultimo era a conoscenza della complessiva operazione commerciale.
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Obblighi restitutori: cosa restituire dopo il contratto
La Corte di Cassazione ha analizzato gli obblighi restitutori derivanti dalla risoluzione di un contratto di compravendita immobiliare per inadempimento del venditore. È stato chiarito che se il venditore richiede solo la restituzione dei frutti civili effettivamente percepiti (canoni di locazione), il giudice non può liquidare una somma maggiore a titolo di equivalente pecuniario per il godimento del bene. La domanda processuale deve essere precisa per ottenere il risarcimento desiderato.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello per motivazione apparente. Il caso riguardava la risoluzione di un contratto preliminare di vendita immobiliare. La Corte d'Appello aveva ribaltato la decisione di primo grado, attribuendo la colpa della risoluzione alla società venditrice. Tuttavia, la sua motivazione presentava una contraddizione insanabile su un punto decisivo (la prescrizione di un credito), affermando contemporaneamente che un'eccezione fosse infondata e fondata. La Cassazione ha ritenuto questo vizio talmente grave da rendere incomprensibile il ragionamento del giudice, cassando la sentenza con rinvio per un nuovo esame.
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Contratto preliminare nullo: quando il prezzo è vago
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un contratto preliminare di compravendita immobiliare a causa di una clausola sul prezzo ritenuta indeterminata. La clausola legava il prezzo alla futura cubatura edificabile, non definita al momento della stipula. La Corte ha stabilito che un contratto preliminare nullo non può essere risolto per inadempimento e ha respinto la tesi della malafede dei venditori, poiché la clausola era stata concordata da entrambe le parti.
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Risoluzione del contratto: affitto non pagato
La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione del contratto di locazione a uso diverso per grave inadempimento del conduttore, consistito nel mancato pagamento di diversi canoni. La Corte ha ritenuto irrilevanti, ai fini di escludere la gravità, le presunte inadempienze del locatore, come la mancanza del certificato di agibilità, e ha chiarito che la mediazione obbligatoria si considera esperita anche se le parti, dopo il primo incontro, non proseguono la procedura.
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Inadempimento locazione: chi ha la colpa?
Un conduttore sospendeva il pagamento del canone a causa di vizi dell'immobile che ne limitavano il godimento. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, stabilendo che l'inadempimento del conduttore (mancato pagamento) era più grave di quello del locatore (aver taciuto i vizi). La sentenza sottolinea come l'autoriduzione del canone debba essere proporzionata e conforme a buona fede, chiarendo la gerarchia delle colpe in un caso di inadempimento locazione reciproco.
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Onere della prova inadempimento: la Cassazione decide
Una società investitrice chiede la risoluzione di un contratto preliminare per inadempimento di un'azienda agricola. La Corte d'Appello rigetta la domanda, invertendo l'onere della prova. La Cassazione cassa la sentenza, riaffermando che in tema di onere della prova inadempimento spetta al debitore dimostrare di aver adempiuto e non al creditore provare il contrario.
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Rinnovo del contratto: quando è un nuovo accordo?
Un fornitore di gelati ha citato in giudizio un'attività commerciale per la violazione di un patto di esclusiva. Il gestore sosteneva di aver legittimamente disdetto un contratto annuale, ma la Corte ha stabilito che le significative modifiche economiche introdotte con l'ultimo accordo, pur etichettato come rinnovo del contratto, lo qualificavano come un nuovo contratto di durata quinquennale. La Cassazione ha confermato, stabilendo che la sostanza economica dell'accordo prevale sulla forma, rendendo illegittima la disdetta anticipata e dovuto il pagamento della penale.
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Contratto di appalto: risoluzione e vizi dell’opera
Una società committente ricorre in Cassazione contro la condanna al pagamento del saldo per un impianto fotovoltaico, lamentando vizi e ritardi. La Corte rigetta il ricorso, chiarendo i limiti per la risoluzione del contratto di appalto e per l'eccezione di inadempimento, ritenuta contraria a buona fede se le mancanze sono di modesta rilevanza rispetto al credito.
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Risarcimento del danno: la Cassazione fa chiarezza
Una società immobiliare acquista un complesso da una banca, scoprendo solo dopo un vincolo edilizio non dichiarato che ne compromette lo sviluppo. La Corte di Cassazione, intervenendo per la seconda volta, stabilisce che la società ha diritto a un pieno risarcimento del danno. Questo include non solo la restituzione del prezzo ma anche il mancato guadagno (lucro cessante) e il rimborso di tutte le imposte pagate (danno emergente). La sentenza chiarisce la fondamentale differenza tra l'obbligo di restituire il prezzo, considerato un debito di valuta, e l'obbligo di risarcire il danno, che è un debito di valore e quindi soggetto a rivalutazione e interessi.
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Caparra confirmatoria: risoluzione vale come recesso?
In un caso di compravendita immobiliare, la Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale sulla caparra confirmatoria. Se la parte adempiente chiede la "risoluzione" del contratto ma anche il pagamento del doppio della caparra, l'azione va qualificata come "recesso". Il giudice non deve fermarsi al nome dato all'azione, ma guardare alla sostanza della richiesta. Pertanto, la parte ha diritto a ricevere il doppio della caparra versata come sanzione per l'inadempimento, senza dover provare ulteriori danni.
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Inadempimento grave per servizio lento: sì alla risoluzione
Una società cliente ha ottenuto la risoluzione di un contratto per servizi IT a causa di un grave inadempimento del fornitore. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la lentezza del sistema, rendendolo inadatto allo scopo, costituisce un inadempimento grave. La responsabilità è stata attribuita al fornitore, che aveva rassicurato il cliente sull'adeguatezza della connessione, elemento essenziale per la fruizione del servizio. La Corte ha anche chiarito che l'appello sulla questione principale del grave inadempimento riapre la discussione su punti logicamente collegati, come la legittimità del recesso.
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