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Risarcimento Contratti A Termine

9 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Risarcimento contratti a termine: la Cassazione decide
Un lavoratore ha citato in giudizio un consorzio pubblico per l'uso abusivo di 17 contratti a tempo determinato. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto al risarcimento contratti a termine nel pubblico impiego non è limitato al superamento dei 36 mesi di servizio, ma deriva da qualsiasi violazione di norme imperative, in linea con il diritto europeo. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Risarcimento contratti a termine: sì, anche con assunzione
Un'azienda sanitaria pubblica ha impugnato una condanna al risarcimento del danno a favore di un'infermiera per l'abuso di contratti a termine, sostenendo che la successiva assunzione a tempo indeterminato della lavoratrice tramite concorso avesse sanato la situazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando il diritto al risarcimento per contratti a termine, poiché l'assunzione non era una diretta conseguenza riparatoria dell'abuso, ma l'esito di una procedura selettiva autonoma.
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Risarcimento contratti a termine e giudicato parziale
La Corte di Cassazione ha stabilito che una precedente causa sulla legittimità dei contratti a termine crea un giudicato solo per il periodo allora contestato. Pertanto, è possibile richiedere il risarcimento per contratti a termine successivi a tale periodo. Inoltre, la Corte ha confermato che la stabilizzazione tramite concorso pubblico non costituisce un risarcimento automatico per l'abuso subito, poiché rappresenta solo una 'chance' di assunzione e non una diretta conseguenza riparatoria dell'illecito.
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Risarcimento contratti a termine: la guida completa
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento del danno per un lavoratore a causa dell'abuso di contratti a termine da parte di un ente pubblico. La successiva assunzione a tempo indeterminato non esclude il risarcimento se non è una misura direttamente collegata a sanare l'illecito pregresso. La sentenza chiarisce che la stabilizzazione, per avere efficacia sanante, deve essere in un nesso di causalità diretta con la pregressa reiterazione abusiva dei contratti.
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Risarcimento contratti a termine: sì ai danni nel pubblico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Ministero dell'Istruzione, confermando il diritto al risarcimento per l'abuso di contratti a termine a due docenti. La Suprema Corte ha ribadito che, sebbene nel pubblico impiego sia vietata la conversione del rapporto in tempo indeterminato, l'illegittima reiterazione dei contratti a termine dà comunque diritto a un'indennità risarcitoria per il lavoratore.
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Risarcimento contratti a termine: no se non si supera il limite
La Corte di Cassazione ha negato il risarcimento per contratti a termine a una dirigente medico del settore pubblico. La decisione si fonda sulla constatazione che la durata complessiva dei contratti non aveva superato il limite legale di 36 mesi, requisito fondamentale per poter configurare un'abusiva reiterazione e, di conseguenza, il diritto al risarcimento. Il ricorso della lavoratrice, assunta a tempo indeterminato in base a una legge poi dichiarata incostituzionale e successivamente licenziata, è stato respinto anche per vizi procedurali, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Risarcimento contratti a termine: sì al lavoratore
Un lavoratore marittimo, dopo aver ottenuto la conversione del suo rapporto di lavoro da tempo determinato a indeterminato, ha richiesto il risarcimento del danno per i periodi non lavorati. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32426/2024, ha stabilito che l'indennità onnicomprensiva prevista dalla legge per il risarcimento contratti a termine illegittimi si applica anche al settore marittimo, nonostante la sua specialità. Questa indennità non richiede la prova del danno né la messa in mora del datore di lavoro.
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Risarcimento contratti a termine: quando è dovuto?
L'appello di un'agenzia pubblica contro una sentenza che concedeva il risarcimento per contratti a termine abusivi a una dipendente è stato respinto. La Corte di Cassazione ha stabilito che una successiva assunzione a tempo indeterminato non elimina il diritto al risarcimento se non è una misura direttamente volta a sanare il precariato. Ha inoltre confermato il diritto alla ricostruzione della carriera, affermando che diverse modalità di assunzione non possono giustificare un trattamento discriminatorio.
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Risarcimento contratti a termine: le regole nel P.A.
Una lavoratrice del settore pubblico, dopo una serie di contratti a termine illegittimi, si è vista negare la conversione del rapporto in tempo indeterminato. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9116/2019, ha confermato il divieto di conversione, ma ha stabilito il suo diritto a un risarcimento del danno. Questo risarcimento per contratti a termine abusivi è presunto dalla legge, quantificato tra 2,5 e 12 mensilità, e non viene annullato da un'eventuale successiva stabilizzazione. La Corte ha così cassato la decisione d'appello che aveva negato ogni indennizzo.
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