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Ripetizione Dell'Indebito — Anno 2025

73 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ripetizione Dell'Indebito

Provvedimenti

Onere prova rimesse solutorie: la Cassazione decide
Una società ha citato in giudizio una banca per la restituzione di somme indebitamente pagate su più conti correnti. La banca ha eccepito la prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società, ribadendo un principio fondamentale: l'onere della prova rimesse solutorie grava sul correntista. Quest'ultimo, per contrastare l'eccezione di prescrizione, deve dimostrare che i versamenti effettuati su un conto scoperto avevano natura ripristinatoria della provvista e non solutoria, provando l'esistenza di un contratto di fido.
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Rimborso accise energia: a chi chiederlo?
Un cliente ha citato in giudizio il proprio fornitore di energia per ottenere il rimborso di un'addizionale provinciale sull'energia elettrica, successivamente dichiarata illegittima. Il fornitore si è difeso sostenendo che la richiesta dovesse essere rivolta a una società di factoring a cui aveva ceduto le fatture. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il soggetto tenuto al rimborso accise energia è il fornitore, in quanto considerato il destinatario effettivo del pagamento (accipiens), soprattutto in assenza di prove contrarie come il contratto di factoring.
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Imposta di registro fissa per nullità contratto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32137/2025, ha stabilito che una sentenza che dichiara la nullità di clausole di un contratto bancario e condanna l'istituto di credito alla restituzione di somme è soggetta a imposta di registro fissa e non proporzionale. La decisione si fonda sulla natura dichiarativa della nullità dell'atto, che prevale sulla condanna restitutoria. Viene chiarito che il principio di alternatività IVA/Registro non si applica a queste fattispecie, consolidando un importante orientamento in materia fiscale.
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Onere della prova fido di fatto: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31766/2025, ha stabilito che in un'azione di ripetizione di indebito bancario, l'onere della prova del fido di fatto grava sul correntista. La semplice tolleranza della banca verso gli sconfinamenti non è sufficiente a dimostrare l'esistenza di un'apertura di credito, elemento cruciale per contrastare l'eccezione di prescrizione sollevata dall'istituto di credito. La Corte ha quindi respinto il ricorso del fallimento di una società, confermando la decisione d'appello che aveva negato il rimborso delle somme ritenute prescritte.
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Rimborso accise: sì all’azione contro il fornitore fallito
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31648/2025, ha stabilito che il consumatore finale ha diritto a chiedere il rimborso delle accise non dovute direttamente al fornitore di energia, anche se quest'ultimo è stato dichiarato fallito. L'azione diretta verso lo Stato è una facoltà aggiuntiva e non un obbligo, pertanto il consumatore può legittimamente insinuarsi al passivo del fallimento per recuperare le somme indebitamente versate. La Corte chiarisce che il rapporto tra consumatore e fornitore è di natura civilistica e l'azione esperibile è quella di ripetizione dell'indebito.
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Rimborso accise energia: azione contro il fornitore
La Corte di Cassazione ha stabilito che il consumatore finale ha diritto a richiedere il rimborso delle accise sull'energia non dovute direttamente al fornitore, anche se quest'ultimo è stato dichiarato fallito. L'azione diretta contro lo Stato è una facoltà alternativa e non un obbligo, pertanto il fallimento del fornitore non estingue la sua legittimazione passiva nell'azione di ripetizione dell'indebito. La Corte chiarisce che il rapporto civilistico tra consumatore e fornitore è distinto da quello tributario tra fornitore e Stato.
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Rimborso accisa energia: la Cassazione conferma
Una società ha citato in giudizio il proprio fornitore di energia per ottenere il rimborso di un'addizionale provinciale sull'accisa, ritenuta illegittima. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fornitore, confermando il diritto del cliente finale a richiedere la restituzione delle somme direttamente alla società erogatrice. La decisione si fonda sulla dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma che aveva introdotto il tributo, in quanto contraria al diritto dell'Unione Europea. Questo consolida il principio del diritto al rimborso accisa energia per i consumatori.
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Rimborso accise energia: diritto diretto del cliente
Un'azienda ha ottenuto la restituzione di un'addizionale sull'accisa per l'energia elettrica. La Cassazione ha confermato il suo diritto al rimborso accise energia direttamente dal fornitore, poiché la norma istitutiva del tributo è stata dichiarata incostituzionale. La Corte ha rigettato il ricorso del fornitore, stabilendo che la caducazione della norma fa venir meno la causa del pagamento con effetto retroattivo.
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Restituzione accise energia: la guida completa
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un'azienda cliente alla restituzione delle accise sull'energia, specificamente l'addizionale provinciale, e della relativa IVA, pagate a una compagnia energetica. La Corte ha stabilito che la natura illegittima del tributo, per contrasto con la normativa europea, rende il pagamento privo di causa fin dall'origine. Di conseguenza, il fornitore è tenuto al rimborso diretto al cliente, il quale non perde tale diritto neanche se ha già detratto l'IVA. Sarà poi l'Amministrazione Finanziaria a dover recuperare l'eventuale detrazione indebita.
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Rimborso accise energia: la Cassazione conferma il diritto
Una società turistica ha richiesto e ottenuto la restituzione di addizionali provinciali sull'accisa elettrica da una società fornitrice di energia, poiché ritenute illegittime secondo il diritto europeo. La società energetica ha impugnato la decisione fino alla Corte di Cassazione, la quale ha rigettato il ricorso. La Suprema Corte ha confermato il principio secondo cui il consumatore finale ha diritto di chiedere il rimborso delle accise sull'energia direttamente al fornitore, il quale a sua volta potrà rivalersi sullo Stato. La dichiarata illegittimità della norma interna fa venire meno la causa del pagamento fin dall'origine.
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Rimborso accise energia: la Cassazione conferma
Un'azienda tessile ha ottenuto il rimborso delle accise sull'energia elettrica versate a una società di factoring. La Cassazione, basandosi su una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma sull'addizionale provinciale, ha confermato il diritto alla restituzione. La Corte ha stabilito che il consumatore finale può agire direttamente contro il fornitore per recuperare l'imposta non dovuta, poiché la declaratoria di incostituzionalità elimina retroattivamente la causa del pagamento.
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Ripetizione indebito accise: il diritto al rimborso
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto degli ex soci di una società estinta di agire per la ripetizione dell'indebito nei confronti del fornitore di energia per un'addizionale provinciale sulle accise, successivamente dichiarata incostituzionale. La Corte ha stabilito che la declaratoria di incostituzionalità ha effetto retroattivo, legittimando l'azione di rimborso direttamente verso il fornitore che ha incassato le somme, entro il termine di prescrizione decennale, anche se il credito era stato ceduto a una società di factoring.
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Restituzione accise energia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società energetica, confermando il diritto di un cliente alla restituzione delle accise sull'energia versate in base a una norma poi dichiarata incostituzionale. La decisione chiarisce che il consumatore finale può agire direttamente contro il fornitore per la ripetizione dell'indebito, poiché la dichiarazione di incostituzionalità elimina retroattivamente la causa del pagamento, senza necessità di disapplicare la norma interna per contrasto con direttive UE.
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Giurisdizione giudice ordinario: sanità e PA
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito la giurisdizione del giudice ordinario in una controversia tra un'Azienda Sanitaria Locale e una struttura privata. L'ASL chiedeva la restituzione di somme indebitamente pagate, sostenendo che la struttura, classificata come Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA), non aveva diritto a tali fondi in assenza di accreditamento e convenzione. La Corte ha chiarito che, poiché la richiesta si fonda sull'assenza di un titolo giuridico e non sull'illegittimità di un atto amministrativo, la causa riguarda un diritto soggettivo di natura patrimoniale, rientrando così nella competenza del giudice civile.
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Prezzo massimo di cessione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione chiarisce gli effetti della domanda di affrancazione dal vincolo del prezzo massimo di cessione su un immobile di edilizia convenzionata. La Corte stabilisce che, in pendenza di una causa per la restituzione della somma pagata in eccesso dall'acquirente, la richiesta di affrancazione da parte del venditore non rende il giudizio improcedibile, ma ne determina la sospensione. La sentenza annulla la decisione della Corte d'Appello, che aveva erroneamente dichiarato l'improseguibilità dell'azione, e rinvia la causa per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Accisa energia elettrica: Cassazione sul rimborso
Un'azienda ha chiesto il rimborso dell'addizionale provinciale sull'accisa energia elettrica pagata al suo fornitore. La Cassazione ha rigettato il ricorso del fornitore, confermando il diritto al rimborso del cliente, a seguito della dichiarata illegittimità costituzionale della norma che istituiva tale imposta.
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Ripetizione indebito banca: assegni del fallito
Un istituto di credito paga assegni emessi da un'impresa dopo la sua dichiarazione di fallimento. La Corte di Cassazione, riformando le decisioni precedenti, stabilisce che la banca ha pieno diritto alla ripetizione dell'indebito nei confronti dei terzi beneficiari. Il pagamento, basato su un mandato inefficace a causa del fallimento, costituisce un versamento privo di causa e, come tale, è recuperabile.
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Rimborso contributi integrativi: la Cassazione nega
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28979/2025, ha stabilito un principio chiave in materia previdenziale forense. In caso di cancellazione di un professionista dalla Cassa per incompatibilità, non è previsto il rimborso contributi integrativi. Questi, a differenza dei contributi soggettivi, hanno una funzione solidaristica a sostegno dell'intera categoria e non sono legati alla singola posizione pensionistica. Pertanto, il loro versamento è legittimo finché il professionista è iscritto all'Albo e non costituisce un indebito da restituire.
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Addizionale provinciale accisa: la Cassazione decide
Una società produttrice ha citato in giudizio il proprio fornitore di energia per ottenere il rimborso dell'addizionale provinciale accisa, ritenuta illegittima. Dopo la conferma nei primi due gradi di giudizio, il fornitore ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando il diritto al rimborso, ma ha compensato le spese legali a causa dell'evoluzione della giurisprudenza sulla materia.
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Preliminare inadempimento: possesso non salva da risoluzione
Un promissario acquirente, immesso nel possesso di un immobile per quasi vent'anni in base a un contratto preliminare, non paga il prezzo. La Corte di Cassazione conferma la risoluzione per grave preliminare inadempimento, stabilendo che il consenso al possesso anticipato non elimina l'obbligo di saldare il prezzo. L'acquirente deve restituire l'immobile e versare un'indennità per il godimento del bene.
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