Due soggetti sono stati condannati per il reato di riciclaggio dopo essere stati sorpresi a smontare un ciclomotore rubato e ad asportarne il numero di telaio. I ricorrenti sostenevano si trattasse solo di un tentativo, non avendo ancora venduto i pezzi. La Corte di Cassazione ha rigettato questa tesi, confermando che la rimozione del telaio è sufficiente a ostacolare l'identificazione del mezzo, consumando pienamente il reato. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto il ricorso sulla misura della multa: i giudici d'appello avevano applicato una sanzione minima di 5.000 euro, mentre all'epoca dei fatti (2010) il minimo edittale era di 1.032 euro. La sentenza è stata annullata limitatamente al ricalcolo della pena pecuniaria, confermando in via definitiva la condanna a due anni di reclusione.
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