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Rinvio Pregiudiziale

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723 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricusazione del giudice: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14940/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro il rigetto di un'istanza di ricusazione del giudice. La Corte ha chiarito che le presunte irregolarità nella gestione del processo non costituiscono validi motivi di ricusazione, i quali devono invece basarsi su gravi ragioni di inimicizia esterne al procedimento. Tali irregolarità, se sussistenti, devono essere fatte valere tramite i mezzi di impugnazione ordinari.
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Trattamento economico lettori: Cassazione chiarisce
Due ex lettori di lingua straniera hanno citato in giudizio un'università per ottenere la ricostruzione della carriera e il trattamento economico equiparato a quello di un ricercatore confermato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso. Ha chiarito che la normativa nazionale (art. 26, L. 240/2010) va applicata nella sua parte interpretativa, garantendo la conservazione dei diritti economici già maturati (assegno ad personam) ma non una piena equiparazione retributiva per il futuro, ritenendo tale disciplina conforme al diritto europeo e non discriminatoria.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società estera di scommesse, confermando la legittimità dell'avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse relativa all'anno 2007. La Corte ha stabilito che l'imposta è dovuta anche da operatori esteri privi di concessione che raccolgono scommesse in Italia tramite centri di trasmissione dati (CTD). È stata ribadita la solidarietà paritetica nel pagamento del tributo tra il bookmaker e il CTD, e l'assenza di contrasto con i principi del diritto dell'Unione Europea in materia di libera prestazione di servizi e non discriminazione.
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Rinvio pregiudiziale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13979/2024, ha dichiarato inammissibile un rinvio pregiudiziale sollevato da un Tribunale su una questione di competenza territoriale. La Corte ha chiarito che il giudice di merito non può delegare la decisione alla Cassazione in via 'esplorativa', ma deve prima prendere una posizione chiara sulla propria competenza, motivando perché l'eccezione sollevata dalla difesa non sia manifestamente infondata. L'uso improprio di questo strumento, concepito per garantire l'efficienza del processo, ne determina l'inammissibilità.
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Rinvio pregiudiziale: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un rinvio pregiudiziale sollevato da un Tribunale su una questione di competenza territoriale. La Corte ha stabilito che il giudice di merito non può delegare la decisione, ma deve prima prendere una posizione chiara sulla propria competenza, motivandola approfonditamente, e solo successivamente, se ne ricorrono i presupposti, può attivare il meccanismo del rinvio pregiudiziale previsto dall'art. 24-bis c.p.p.
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Competenza territoriale reati tributari: l’errore del GUP
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile una richiesta di rinvio pregiudiziale sulla competenza territoriale in un caso di reati tributari connessi. La decisione si fonda sull'errore commesso dal Giudice dell'udienza preliminare (GUP) nell'individuare il reato più grave, basandosi su una data errata di entrata in vigore di una novella legislativa che inaspriva le pene. Di conseguenza, l'intera questione sulla competenza territoriale è stata rinviata al giudice di merito per una nuova valutazione.
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Rinvio pregiudiziale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13662/2024, ha dichiarato inammissibile un rinvio pregiudiziale sollevato da un Giudice per l'udienza preliminare. Il giudice aveva rimesso alla Suprema Corte la decisione sulla competenza territoriale senza fornire alcuna motivazione, limitandosi a recepire l'eccezione di una delle parti. La Corte ha stabilito che il rinvio pregiudiziale non è uno strumento meramente esplorativo e che il giudice a quo ha l'obbligo di esporre le ragioni della propria incertezza, pena l'inammissibilità.
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Mansioni superiori pubblico impiego: no anzianità
Un'assistente amministrativa a tempo indeterminato ha svolto per anni mansioni superiori a quelle di DSGA. Ha richiesto il riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata nel ruolo superiore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che lo svolgimento di mansioni superiori nel pubblico impiego non equivale a un contratto a tempo determinato e non dà diritto alla progressione economica legata all'anzianità, ma solo a un'indennità differenziale.
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Eccesso di potere giurisdizionale e rinvio alla CGUE
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'eccesso di potere giurisdizionale in un caso relativo a un'autorizzazione per una discarica. Il Consiglio di Stato, pur sollevando questione pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE, aveva deciso la causa nel merito, rendendo di fatto inutile la pronuncia europea. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che tale comportamento, pur anomalo, non costituisce una violazione dei limiti esterni della giurisdizione ma un errore procedurale non sindacabile in quella sede.
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Risarcimento tardiva attuazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici che chiedevano un risarcimento per la tardiva attuazione di una direttiva UE sulla remunerazione degli specializzandi. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, secondo cui il termine di prescrizione decennale per tale diritto decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Poiché l'azione legale è stata intrapresa dopo la scadenza di tale termine, il diritto al risarcimento è stato ritenuto prescritto.
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Retribuzione ferie: sì alle indennità variabili
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità variabili corrisposte in modo continuativo, come quelle per attività di scorta e riserva. Confermando la decisione dei giudici di merito, la Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, affermando il principio derivato dal diritto europeo secondo cui la paga durante le ferie deve essere comparabile a quella ordinaria per non dissuadere il lavoratore dal godere del suo diritto al riposo.
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Retribuzione ferie: sì a indennità variabili
Una società di trasporti ha impugnato una sentenza che la obbligava a includere diverse indennità variabili nella retribuzione feriale dei suoi macchinisti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il concetto di retribuzione ferie, secondo il diritto dell'Unione Europea, deve comprendere qualsiasi importo pecuniario intrinsecamente legato alla mansione, per evitare di dissuadere i dipendenti dal godere del loro diritto al riposo.
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Retribuzione ferie: quali voci includere in busta paga
Una società di trasporti ha contestato la decisione di includere alcune indennità variabili nella busta paga dei dipendenti durante le vacanze. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che la retribuzione ferie deve comprendere tutte le componenti retributive continuative e legate alle mansioni, per evitare di scoraggiare i lavoratori dal prendere le ferie. La Corte ha anche precisato che il termine di prescrizione per queste richieste economiche decorre solo dalla fine del rapporto di lavoro.
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Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8664/2024, ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità variabili connesse alla mansione, come quelle per attività di scorta e riserva. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando che una diminuzione sensibile dello stipendio durante le vacanze ha un effetto dissuasivo, contrario al diritto dell'Unione Europea. La decisione rafforza il principio secondo cui la retribuzione durante il riposo deve essere equiparabile a quella dei periodi lavorativi.
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Competenza territoriale penale: nuove regole procedurali
Un medico chirurgo ricorre contro una condanna per corruzione, contestando la competenza territoriale del Tribunale. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, specificando che, a seguito della Riforma Cartabia, la questione sulla competenza territoriale penale deve essere sollevata tramite rinvio pregiudiziale alla stessa Cassazione, pena la decadenza dal diritto di riproporla. La Corte ha inoltre confermato la correttezza della riduzione di pena applicata.
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Competenza per connessione: quando si sposta il giudice
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12225/2024, si è pronunciata su un complesso caso di competenza per connessione in materia di reati tributari. Una società con sede legale a Milano era accusata di aver utilizzato fatture false emesse da società situate nelle circoscrizioni dei Tribunali di Verbania e Varese. La Corte ha stabilito che la competenza territoriale spetta al Tribunale di Verbania, poiché il primo tra i reati connessi di pari gravità (l'emissione di una fattura falsa) è stato commesso nel suo circondario e, a differenza del caso di Varese, per tale reato era stato effettivamente avviato un procedimento penale, requisito indispensabile per l'operatività della connessione.
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Imposta unica scommesse: bookmaker estero paga
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7540/2024, ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la sua soggezione all'imposta unica scommesse per l'annualità 2010. È stata ribadita la responsabilità solidale del bookmaker estero, privo di concessione, con i centri di trasmissione dati operanti sul territorio italiano. La Corte ha escluso qualsiasi profilo di discriminazione rispetto alla normativa UE, ritenendo l'imposta applicabile a chiunque raccolga gioco in Italia, e ha chiarito che la responsabilità del bookmaker sussisteva anche prima delle modifiche legislative del 2011.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due società estere operanti nel settore delle scommesse, confermando la loro soggezione all'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2008. La Corte ha stabilito che chiunque gestisca la raccolta di scommesse sul territorio italiano è soggetto passivo d'imposta, indipendentemente dal possesso di una concessione statale o dalla sede legale all'estero. La decisione chiarisce che la responsabilità tra il "bookmaker" estero e il centro di trasmissione dati locale è di tipo paritetico e che la normativa italiana non viola i principi di non discriminazione del diritto dell'Unione Europea.
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Traffico illecito di rifiuti: competenza territoriale
La Corte di Cassazione interviene su un caso di traffico illecito di rifiuti per chiarire i criteri di determinazione della competenza territoriale. La sentenza dichiara inammissibile il rinvio pregiudiziale di un Tribunale, giudicandolo esplorativo, e coglie l'occasione per definire il momento consumativo del reato. Viene stabilito che la competenza si radica nel luogo in cui la condotta organizzata, continuativa e su ingenti quantitativi diventa penalmente rilevante, non necessariamente dove avviene lo stoccaggio finale o si realizza il profitto.
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Errore di fatto revocatorio: quando è inammissibile
Una società in liquidazione ha impugnato per revocazione una precedente ordinanza della Cassazione, lamentando un errore di fatto revocatorio. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'omesso esame di questioni processuali o la valutazione errata di documenti costituiscono errori di giudizio e non errori di fatto, non consentendo quindi la revocazione della sentenza.
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