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Rinvio A Nuovo Ruolo

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1698 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sospensione feriale dei termini: scontro Fisco-contribuente
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva dichiarato inammissibile il suo appello per tardività. Secondo i giudici di secondo grado, la consegna dell'atto all'ufficio postale era avvenuta il 10 gennaio 2017, oltre il termine di sei mesi (scaduto il 9 gennaio 2017) calcolato dal deposito della sentenza di primo grado e comprensivo della sospensione feriale dei termini. L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per acquisire il fascicolo di merito, necessario per verificare la tempestività del gravame.
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Accordo transattivo ferma la lite: stop al ricorso in Cassazione
Una società in concordato preventivo ha proposto opposizione allo stato passivo di una cooperativa in liquidazione coatta amministrativa per ottenere il riconoscimento di un credito prededucibile legato a un affitto d'azienda. Dopo il ricorso in Cassazione, le parti hanno comunicato di aver raggiunto un accordo transattivo, ancora in attesa delle necessarie autorizzazioni degli organi di controllo. La Suprema Corte, accogliendo la richiesta congiunta dei difensori, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della transazione e la successiva rinuncia al giudizio.
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Deposito del ricorso in Cassazione: l’originale batte il digitale
Il Ricorrente ha presentato un ricorso contro La Compagnia di Assicurazioni e Il Soggetto Intimato. Tuttavia, l'originale del ricorso notificato è stato depositato solo in modalità telematica. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esame dell'atto originale cartaceo notificato è indispensabile per la decisione. Di conseguenza, con questa ordinanza interlocutoria, i giudici hanno ordinato al Ricorrente di depositare l'originale entro sessanta giorni, rinviando la causa a una nuova udienza. Il mancato rispetto di questo adempimento formale sul deposito del ricorso in Cassazione blocca temporaneamente la decisione sul merito della controversia.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop al processo
Un contribuente, coinvolto in una controversia contro l'Agenzia delle Entrate pendente davanti alla Corte di Cassazione, ha richiesto la sospensione del processo. La richiesta è finalizzata a valutare l'adesione alla definizione agevolata delle liti tributarie, prevista dalla legge di bilancio n. 197 del 2022. La Suprema Corte, rilevata l'assenza di ostacoli, ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del giudizio fino al 10 ottobre 2023 e rinviando la causa a nuovo ruolo. Questa decisione permette al contribuente di perfezionare la sanatoria fiscale, che potrebbe portare all'estinzione definitiva del contenzioso senza attendere una sentenza di merito.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite sospesa
Il Contribuente ha richiesto alla Corte di Cassazione la sospensione del giudizio pendente contro l'Agenzia delle Entrate. Questa richiesta mira a valutare l'adesione alla definizione agevolata delle controversie tributarie, prevista dalla legge di bilancio per il 2023 (Legge n. 197 del 2022). La Suprema Corte, non riscontrando ostacoli normativi, ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del processo fino al 10 ottobre 2023 e rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Ricorso per revocazione: il Fisco e la prova dimenticata
L'Agenzia delle Entrate emetteva avvisi di accertamento contro una società di calzature e i suoi soci per maggiori ricavi. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la Corte di Cassazione accoglieva il ricorso del Fisco. I contribuenti proponevano quindi un ricorso per revocazione contro tale decisione, lamentando un errore di fatto: la Corte aveva ritenuto non provata la notifica di un atto, mentre la prova era regolarmente allegata al controricorso. La Suprema Corte, valutata la particolarità della questione procedurale, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per la trattazione in pubblica udienza.
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Astensione del giudice: la Cassazione rinvia la causa con la banca
Nel corso di un giudizio di Cassazione tra un cittadino e un istituto di credito, uno dei consiglieri del collegio ha rilevato di aver già trattato i medesimi fatti in un precedente procedimento. Per garantire l'imparzialità del giudizio, il magistrato ha manifestato l'intenzione di presentare istanza di astensione del giudice. La Suprema Corte, preso atto della dichiarazione, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire la regolare costituzione di un nuovo collegio giudicante privo di potenziali conflitti.
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Riunione dei ricorsi in Cassazione: stop ai processi divisi
In una causa di divisione di beni tra comproprietari, un partecipante richiedeva l'usucapione di un immobile. Il Tribunale rigettava la richiesta con sentenza non definitiva, decisione poi confermata in appello e impugnata in Cassazione. Successivamente, veniva impugnata anche la sentenza definitiva dello stesso giudizio. La Corte di Cassazione, rilevando la pendenza di due ricorsi distinti ma relativi alla stessa vicenda, ha disposto la riunione dei ricorsi in Cassazione per garantire una decisione unitaria, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire la trattazione congiunta.
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Cancellazione dall’albo dei cassazionisti: difesa salva
Un cittadino si oppone al preavviso di iscrizione ipotecaria notificato da un ente pubblico per il recupero di un credito risarcitorio. Dopo il rigetto nei primi gradi, il ricorrente propone ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, emerge la cancellazione dall'albo dei cassazionisti del suo unico difensore. La Corte di Cassazione, per garantire l'effettività del diritto di difesa, dispone il rinvio a nuovo ruolo della causa. Questa decisione consente al ricorrente di ricevere personalmente la notifica del rinvio e di nominare un nuovo avvocato abilitato, evitando l'interruzione automatica del processo ma tutelando il diritto a una difesa tecnica attiva.
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Definizione agevolata delle controversie: stop alla Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole all'Azienda riguardante un provvedimento di sanzioni tributarie. Le sanzioni derivavano dalla riqualificazione di un contratto da cessione di ramo d'azienda a prestazioni di servizi. Purtuttavia, nelle more del giudizio di Cassazione, l'Azienda ha presentato formale richiesta per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, avvalendosi della tregua fiscale introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. Verificata la sussistenza di tutti i requisiti di legge, la Corte di Cassazione ha accolto l'istanza. Di conseguenza, i giudici hanno disposto la sospensione del processo fino al 10 ottobre 2023, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite sospesa
Una società di gestione interportuale ha impugnato un avviso di accertamento per omesso versamento di ritenute alla fonte su indennità di esproprio. Durante il giudizio in Cassazione, la società ha richiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto dell'istanza presentata dalla contribuente, ha disposto la sospensione del giudizio ai sensi dell'articolo 1, comma 197, della citata legge, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop della Cassazione
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato la sentenza favorevole a una Società agricola e ai suoi Soci riguardante accertamenti per IRAP, IVA e IRPEF. Nel corso del giudizio, sia la Società sia i Soci hanno richiesto la definizione agevolata delle liti pendenti, effettuando i relativi pagamenti per gli anni d'imposta contestati. Poiché non risulta del tutto chiaro se i pagamenti effettuati coprano l'intera pretesa fiscale per tutte le annualità e per tutti i soggetti coinvolti, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Con questo provvedimento, i giudici hanno rinviato la causa a nuovo ruolo, concedendo all'Amministrazione Finanziaria sessanta giorni per presentare chiarimenti scritti e verificare se la controversia possa ritenersi definitivamente estinta per tutti gli atti impugnati.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop al Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una società in merito a due avvisi di accertamento IRAP. La società contribuente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza della contribuente, disponendo la sospensione del giudizio fino al 10 ottobre 2023. Entro tale data, la società dovrà depositare la domanda di sanatoria e la prova del pagamento degli importi dovuti per estinguere definitivamente la lite con il Fisco.
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Definizione agevolata: stop al processo tra fisco e contribuente
Una società ha impugnato il diniego dell'Amministrazione Finanziaria relativo a una sanatoria fiscale. Durante la pendenza del giudizio davanti alla Corte di Cassazione, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, impegnandosi a rinunciare al contenzioso e chiedendo la sospensione del processo. La Suprema Corte, verificata la sussistenza di tutti i requisiti di legge, ha accolto l'istanza e ha disposto la sospensione del giudizio tributario, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie ferma i dazi
L'Agenzia delle Dogane ha richiesto il recupero di dazi antidumping a una Società Importatrice e al suo Rappresentante, ritenendo che alcuni elementi di fissaggio in acciaio dichiarati come filippini provenissero in realtà da Taiwan. Dopo che i giudici di merito hanno annullato gli accertamenti per carenza di prove, l'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, le società hanno richiesto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata: quando la sanatoria blocca la Cassazione
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso contro la decisione che riduceva le imposte dovute dal Contribuente a seguito di un accertamento induttivo. Nel corso del giudizio, il Contribuente ha presentato rinuncia al ricorso dichiarando di aver aderito alla definizione agevolata (la cosiddetta rottamazione delle cartelle). La Corte di Cassazione ha respinto l'eccezione del Contribuente sulla presunta mancanza di procura dell'Avvocatura dello Stato, confermando che i difensori pubblici non necessitano di mandato formale. Tuttavia, a causa della richiesta di definizione agevolata, i giudici hanno rinviato la causa a nuovo ruolo per verificare se la sanatoria riguardi effettivamente l'atto impugnato.
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Definizione agevolata: stop alla lite IMU in Cassazione
Il Contribuente ha impugnato quattro avvisi di accertamento IMU emessi dal Comune. Dopo le decisioni sfavorevoli dei giudici di merito, il Contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il Contribuente ha richiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. Il Comune ha approvato il relativo regolamento comunale. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e della sussistenza dei presupposti di legge, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop liti
L'Agenzia delle Dogane ha emesso un atto impositivo contro un Ente gestore di magazzini generali per il pagamento di accise su prodotti alcolici. L'Ente, in qualità di depositario autorizzato, ha impugnato l'atto. Durante il giudizio di Cassazione, l'Ente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie prevista dalla legge di bilancio. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo in attesa del perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata: scontro tra Comune e contribuente
Il Comune ha richiesto al Contribuente il pagamento dell'ICI per l'anno 2009 su alcuni immobili. Il Contribuente ha sostenuto la natura rurale dei beni. Durante il giudizio in Cassazione, il Contribuente ha richiesto la definizione agevolata della lite ai sensi della legge n. 130/2022. Il Comune ha rifiutato la richiesta poiché non aveva adottato il regolamento necessario per applicare la sanatoria ai tributi locali. Il Contribuente ha annunciato l'intenzione di impugnare questo rifiuto. La Corte di Cassazione ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo per consentire la trattazione congiunta del ricorso principale e dell'impugnazione contro il diniego della definizione agevolata.
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Credito d’imposta inesistente: la Cassazione rinvia il verdetto
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato a una società cooperativa un atto di recupero per un credito d'imposta utilizzato in compensazione negli anni 2005-2007. Secondo il fisco, i lavori agevolati non erano stati eseguiti, configurando l'ipotesi di credito d'imposta inesistente. Di conseguenza, l'ufficio ha applicato il termine di accertamento lungo di otto anni. La società ha impugnato l'atto contestando la qualificazione del credito e la tempestività del recupero. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale pendente davanti alle Sezioni Unite sulla distinzione tra crediti inesistenti e non spettanti ai fini del termine di decadenza, ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo in attesa della pronuncia risolutiva.
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