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Rinunzia All'Impugnazione

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Atto formale con cui una parte dichiara volontariamente di non voler più proseguire con un mezzo di impugnazione (come un appello o un ricorso) che aveva precedentemente presentato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rinuncia all’Impugnazione Penale: Ricorso Inammissibile e Costi
Un individuo, già condannato per calunnia (art. 368 c.p.) ma con reato dichiarato prescritto, ha presentato un ricorso per cassazione. Intendeva ottenere un'assoluzione nel merito. Tuttavia, il suo avvocato ha successivamente comunicato la rinuncia all'impugnazione penale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha condannato l'individuo al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro a favore della cassa delle ammende, a causa della rinuncia all'impugnazione penale.
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Rinunzia all’impugnazione: inammissibilità e condanna
L'Imputato, riconosciuto colpevole di un reato di lieve entità legato agli stupefacenti, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della sospensione condizionale della pena. Prima della decisione della Suprema Corte, tuttavia, è giunta in cancelleria la formale rinunzia all'impugnazione presentata dalla difesa. La Corte di Cassazione ha di conseguenza dichiarato il ricorso inammissibile a causa del ripensamento del ricorrente. Non sussistendo motivi per escludere la colpa dell'imputato nella causazione dell'inammissibilità, i giudici hanno applicato l'articolo 616 del codice di procedura penale. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese del processo e al versamento di una sanzione pecuniaria di cinquecento euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Revoca della misura e rinunzia all’impugnazione: niente sanzioni
Un indagato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari proponeva ricorso per cassazione contro la decisione del Tribunale del Riesame. Nelle more del giudizio di legittimità, il Giudice per le indagini preliminari disponeva la revoca della misura restrittiva. Di conseguenza, l'indagato depositava formale atto di rinunzia all'impugnazione per sopravvenuta carenza di interesse. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ma ha stabilito che la perdita di interesse non costituisce soccombenza. Per questa ragione, i giudici non hanno applicato la consueta condanna al pagamento delle spese di giudizio né la sanzione in favore della cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per Cassazione: stop al giudizio e spese
Due persone ristrette in differenti istituti penitenziari avevano richiesto l'autorizzazione a svolgere colloqui a distanza tramite collegamento audiovisivo. A seguito del diniego emesso dal Giudice per le indagini preliminari, i soggetti hanno proposto impugnazione di legittimità. Successivamente alla fase iniziale del procedimento, le parti hanno formalizzato un atto di rinunzia mediante dichiarazione del difensore e attestazione personale trasmessa dalla direzione carceraria. I giudici hanno preso atto dell'abbandono dell'azione, dichiarando l'inammissibilità formale dell'istanza. La rinuncia al ricorso per Cassazione ha comportato per i proponenti la condanna al pagamento delle spese di giustizia e il versamento di cinquecento euro alla Cassa delle ammende.
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Rinunzia all’impugnazione e costi processuali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza emessa dal GIP. La decisione scaturisce dalla presenza di vizi originari dell'atto e dalla successiva rinunzia all'impugnazione depositata dalla difesa. Nonostante la rinunzia, la Corte ha confermato l'obbligo per il ricorrente di sostenere le spese del procedimento e di versare una sanzione pecuniaria alla Cassa delle Ammende.
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Rinuncia ricorso Cassazione: conseguenze e costi
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce che la rinuncia al ricorso in Cassazione, sebbene tempestiva, non esonera il ricorrente dal pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. A seguito della rinuncia, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e conseguenze
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un soggetto agli arresti domiciliari per corruzione, a seguito della sua formale rinuncia al ricorso. La sentenza chiarisce che tale rinuncia preclude l'esame nel merito dell'impugnazione, ma in questo caso specifico, data la giustificazione della rinuncia, non sono state applicate le ulteriori pronunce sanzionatorie previste in altri casi di inammissibilità.
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Rinunzia al ricorso: quando viene dichiarato inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso avverso una misura cautelare a seguito della rinunzia al ricorso presentata dall'imputato. La sentenza chiarisce che tale atto processuale, in assenza di nuove circostanze di fatto, impone la chiusura del procedimento con una declaratoria di inammissibilità.
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Rinuncia appello: Cassazione e spese processuali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della formale rinuncia all'appello presentata dal difensore. L'imputata, precedentemente condannata per appropriazione indebita, viene di conseguenza condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende. La sentenza sottolinea come la rinuncia sia un atto che porta automaticamente a una declaratoria di inammissibilità.
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