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Rinuncia Ricorso Cassazione

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60 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinuncia ricorso cassazione: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte dell'Agenzia delle Entrate. La controversia riguardava la riqualificazione di un'operazione societaria ai fini dell'imposta di registro. La decisione si fonda sull'accordo tra le parti per la compensazione delle spese legali e chiarisce che la rinuncia non comporta il pagamento del doppio del contributo unificato.
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Rinuncia ricorso cassazione e spese legali compensate
Un dirigente pubblico ha presentato ricorso in Cassazione per una questione legata alla retribuzione di anzianità. Prima dell'udienza, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, accogliendo la rinuncia, ha dichiarato estinto il giudizio. In via eccezionale, ha disposto la compensazione integrale delle spese legali tra le parti, motivando la decisione sulla base della novità della questione giuridica, già riconosciuta in un precedente caso analogo.
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Rinuncia ricorso cassazione: le conseguenze legali
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui un imputato, dopo aver presentato appello contro la revoca della pena sospesa, ha deciso di ritirarlo. La sentenza chiarisce che la rinuncia al ricorso in Cassazione comporta la sua automatica inammissibilità e la condanna del rinunciante al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia ricorso Cassazione: estinzione e spese
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia ricorso Cassazione presentata dalla parte appellante. L'ordinanza chiarisce che, in presenza di un accordo tra le parti per la compensazione delle spese legali, la Corte non emette alcuna condanna al pagamento delle stesse. Il caso evidenzia come la rinuncia accettata dalla controparte ponga fine al processo, rendendo definitiva la sentenza impugnata.
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Rinuncia ricorso cassazione: le conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso l'esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo a seguito della rinuncia ricorso cassazione da parte dell'interessato. La decisione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro, in applicazione dell'art. 616 cod. proc. pen., che non distingue tra le varie cause di inammissibilità.
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Rinuncia ricorso cassazione: le conseguenze economiche
Un ricorrente, il cui reato di lesioni colpose era stato dichiarato prescritto, ha presentato ricorso in Cassazione per ottenere un'assoluzione piena. Successivamente, ha presentato una rinuncia al ricorso in cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della rinuncia, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 500 euro, poiché l'esito era direttamente attribuibile alla sua volontà.
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Rinuncia ricorso Cassazione: conseguenze e spese
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. A seguito della rinuncia da parte di un imputato, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro alla cassa delle ammende. La decisione sottolinea che la rinuncia al ricorso in Cassazione non è priva di conseguenze economiche per chi la effettua.
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Rinuncia ricorso cassazione: no contributo unificato
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti in una causa immobiliare. Il punto chiave della decisione è che la rinuncia al ricorso in Cassazione non comporta l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, poiché tale misura sanzionatoria si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità e non può essere estesa per analogia.
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Rinuncia ricorso Cassazione: no contributo unificato
Una società aveva impugnato una decisione della Commissione Tributaria Regionale. Successivamente, ha presentato una rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha dichiarato estinto il processo, chiarendo un punto fondamentale: in caso di rinuncia, il ricorrente non è tenuto a versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato (il cosiddetto 'raddoppio'). Questa sanzione, spiega la Corte, si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso, e non può essere estesa per analogia alla rinuncia.
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Rinuncia ricorso Cassazione: conseguenze e requisiti
Due soggetti, precedentemente condannati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, avevano proposto ricorso per Cassazione. Successivamente, hanno presentato una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, accertata la validità della rinuncia, ha dichiarato i ricorsi inammissibili, senza entrare nel merito delle questioni sollevate. La decisione si fonda sul principio consolidato che la rinuncia ricorso Cassazione è un atto abdicativo e irrevocabile che determina l'immediata inammissibilità dell'impugnazione, con conseguente condanna dei rinuncianti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia ricorso Cassazione: niente raddoppio contributo
Una società in amministrazione straordinaria presenta ricorso in Cassazione, ma successivamente deposita un'istanza di rinuncia a seguito di una transazione con la controparte. La Corte di Cassazione dichiara estinto il giudizio e chiarisce che la rinuncia al ricorso non comporta il raddoppio del contributo unificato. Questa sanzione, infatti, è prevista solo per i casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità e non può essere estesa per analogia.
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Rinuncia ricorso Cassazione: niente doppio contributo
Una società di fornitura idrica, dopo aver presentato ricorso in Cassazione, ha deciso di ritirarlo. La Corte Suprema ha dichiarato estinto il procedimento. La decisione chiarisce un punto fondamentale: in caso di rinuncia ricorso Cassazione, il ricorrente non è tenuto a pagare il doppio del contributo unificato. Questa sanzione, spiega la Corte, si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'appello, essendo una misura eccezionale non estendibile per analogia.
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Rinuncia ricorso Cassazione: effetti sull’incidentale
Una società di gestione idrica rinuncia al proprio ricorso principale in Cassazione in una causa relativa a rimborsi per il servizio di depurazione. La Corte Suprema dichiara estinto il ricorso principale ma procede all'analisi del ricorso incidentale presentato da un'altra società, rigettandolo. La decisione chiarisce che la rinuncia al ricorso in Cassazione non annulla l'efficacia di un ricorso incidentale, il quale deve essere comunque esaminato nel merito.
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Rinuncia ricorso cassazione: no al doppio contributo
Un ricorrente, dopo aver impugnato in Cassazione il rigetto della sua istanza di ammissione al passivo fallimentare, rinunciava al ricorso. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio, chiarendo un importante principio: in caso di rinuncia al ricorso per cassazione, il ricorrente non è tenuto al versamento del doppio contributo unificato, in quanto tale sanzione si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia ricorso cassazione: le conseguenze
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5487/2024, dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia formale da parte dell'imputato. La decisione chiarisce che la rinuncia ricorso cassazione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, in quanto causa di inammissibilità colpevole.
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Rinuncia ricorso cassazione: conseguenze e spese
Un soggetto, dopo aver impugnato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che gli aveva concesso la detenzione domiciliare negandogli l'affidamento in prova, ha formalmente ritirato il proprio appello. La Corte di Cassazione, a seguito della rinuncia al ricorso per cassazione, ha dichiarato l'impugnazione inammissibile per carenza di interesse, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia ricorso Cassazione: inammissibilità e spese
Con l'ordinanza n. 5221/2024, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto avverso una decisione del Tribunale di Sorveglianza. La causa dell'inammissibilità è stata la formale rinuncia ricorso Cassazione presentata dal ricorrente. Di conseguenza, la Corte lo ha condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di cinquecento euro in favore della Cassa delle ammende, come previsto dal codice di procedura penale in questi casi.
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Rinuncia ricorso Cassazione: effetti e spese legali
Una lavoratrice del settore sanitario, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza d'appello sfavorevole in materia di differenze retributive, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che la rinuncia al ricorso in Cassazione non necessita di accettazione per essere efficace, e ha condannato la parte rinunciante al pagamento delle spese processuali.
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Rinuncia Ricorso Cassazione: Niente Doppio Contributo
Una società aveva impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole in materia di ICI. Successivamente, ha presentato una rinuncia al ricorso, accettata dal Comune. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo un principio importante: in caso di rinuncia al ricorso in cassazione, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, poiché questa è prevista solo per i casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia ricorso Cassazione: conseguenze e costi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia presentata dal ricorrente, condannato in appello per violazione di domicilio. La decisione conferma che la rinuncia al ricorso in Cassazione è un diritto potestativo che determina l'immediata estinzione del processo, il passaggio in giudicato della sentenza e la condanna del rinunciante al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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