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Rinuncia Al Ricorso

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3355 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Licenziamento collettivo: l’azienda cede e il lavoratore vince
Un'azienda ha impugnato la sentenza d'appello che dichiarava illegittimo il licenziamento individuale di un dipendente. I giudici di secondo grado avevano stabilito che l'azienda avrebbe dovuto avviare una procedura di licenziamento collettivo anziché procedere con un licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo. Successivamente, l'azienda ha presentato formale rinuncia al ricorso in Cassazione, e il lavoratore ha accettato tale rinuncia chiedendo la compensazione delle spese. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'accordo tra le parti e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando di fatto la decisione precedente favorevole al lavoratore.
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Licenziamento ritorsivo: dall’aula all’accordo transattivo
Una dirigente viene licenziata dall'azienda. La Corte d'Appello dichiara nullo il licenziamento ritorsivo, ordinando la reintegra e il risarcimento del danno. L'azienda propone ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, le parti raggiungono un accordo transattivo. L'azienda presenta formale rinuncia al ricorso e la lavoratrice vi aderisce. La Corte di Cassazione dichiara quindi l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese di lite, confermando l'efficacia dell'accordo conciliativo raggiunto tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: il creditore perde e paga le spese
Una società creditrice ha proposto un regolamento di competenza contro il socio unico di una società estinta, dopo che il Tribunale di Parma aveva dichiarato la propria incompetenza revocando un decreto ingiuntivo. Successivamente, la società creditrice ha presentato formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa decisione e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Poiché il socio unico non ha aderito alla rinuncia, la Corte ha condannato la società creditrice al pagamento delle spese processuali in favore della controparte.
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Azione revocatoria ordinaria: vendita a parenti annullata
Una acquirente ha impugnato la sentenza d'appello che confermava l'inefficacia della compravendita di un immobile, disposta su richiesta della curatela fallimentare tramite azione revocatoria ordinaria. I giudici di merito avevano accertato il danno per i creditori e la complicità della donna, parente stretta degli amministratori della società fallita. Prima della decisione della Corte di Cassazione, l'acquirente ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, senza liquidazione delle spese di lite.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: si chiude senza tasse doppie
Un'azienda contribuente ha impugnato gli avvisi di accertamento per le tasse sui rifiuti emessi da una società di riscossione per conto di un Comune. Dopo aver presentato ricorso in Cassazione, l'azienda ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla controparte con accordo per compensare le spese. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio e la cessazione della materia del contendere. I giudici hanno chiarito che, in caso di rinuncia accettata, non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa sanzione colpisce solo chi vede respinto il proprio ricorso, mentre la rinuncia estingue il processo senza una decisione di rigetto. Ciascuna parte sostiene le proprie spese legali.
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Estinzione del processo tributario: intesa tra Comune e aeroporto
Una società di gestione aeroportuale ha impugnato l'avviso di accertamento ICI emesso da un Comune per un albergo situato nell'area aeroportuale, concesso in sub-concessione a un terzo. La CTR ha ritenuto legittimo l'accertamento, individuando nella società concessionaria il soggetto passivo d'imposta. La società ha proposto ricorso per Cassazione. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo globale sulla fiscalità locale. Di conseguenza, la società ha rinunciato formalmente al ricorso e il Comune ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'accordo e ha dichiarato l'estinzione del processo tributario con compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Estinzione del giudizio tributario: il Fisco rinuncia alla lite
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro un contribuente. Nel corso del giudizio, è emersa la necessità di dichiarare l'estinzione del giudizio tributario. La Suprema Corte, preso atto della rinuncia o della definizione della controversia, ha dichiarato estinto il processo. Questa decisione comporta la chiusura definitiva della lite senza che i giudici entrino nel merito della pretesa fiscale originaria, con la conseguente cessazione della materia del contendere e la regolazione delle spese di lite secondo le norme vigenti.
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Estinzione del giudizio: risarcimento negato e rinuncia finale
I Congiunti di una donna deceduta hanno promosso una causa di risarcimento danni contro Il Convenuto. Dopo il rigetto in primo grado e la dichiarazione di inammissibilità in appello per un vizio della procura rilasciata all'estero, i familiari hanno proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, i ricorrenti hanno depositato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte con richiesta comune di compensazione delle spese. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza una decisione sul merito e disponendo che ognuno paghi le proprie spese legali.
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Insinuazione tardiva allo stato passivo: accordo chiude la lite
Un ex dirigente ha proposto un'insinuazione tardiva allo stato passivo di una banca in liquidazione coatta amministrativa per ottenere il pagamento di un bonus una tantum di 75.000 euro. Dopo il rigetto in primo grado, la Corte d'Appello ha accolto la domanda del lavoratore. La banca ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Il dirigente ha formulato una proposta di transazione accettata dalla banca, che prevede la rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, preso atto dell'accordo, ha rinviato la causa concedendo alle parti sessanta giorni per formalizzare l'atto di rinuncia.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo che azzera le tasse
Una complessa lite sulla servitù di passaggio di tubi del gas tra due proprietarie terriere giunge in Cassazione per contestazioni sulla ripartizione delle spese legali. Prima della decisione della Suprema Corte, la ricorrente presenta una formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla controparte con accordo di compensazione delle spese. La Corte dichiara l'estinzione del giudizio e la compensazione delle spese, confermando che la rinuncia esclude l'obbligo di versare il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: stop della Cassazione per verifiche
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riduceva le imposte dovute da un contribuente a seguito di accertamento induttivo. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha presentato rinuncia dichiarando di aver aderito alla definizione agevolata per sanare le cartelle esattoriali. La Suprema Corte ha rilevato la necessità di verificare se la cartella pagata corrisponda effettivamente all'avviso di accertamento contestato. Per questo motivo, i giudici hanno rinviato la causa a nuovo ruolo, ordinando alle parti di fornire chiarimenti precisi sul collegamento tra i due atti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: nessun raddoppio delle tasse
Un Comune ha proposto ricorso per cassazione contro una Società, ma in seguito ha deciso di rinunciare formalmente all'azione giudiziaria. La Società ha accettato la rinuncia, portando all'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dovuto stabilire se, in caso di rinuncia al ricorso per cassazione, il ricorrente debba comunque pagare il doppio contributo unificato, previsto come sanzione per chi perde la causa. I giudici hanno chiarito che questa misura eccezionale si applica solo nei casi espressamente previsti dalla legge, come il rigetto o l'inammissibilità del ricorso. Di conseguenza, la rinuncia esclude l'obbligo del pagamento aggiuntivo e le spese di giudizio sono state interamente compensate tra le parti, come da loro accordo.
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Rinuncia al ricorso tributario: il Fisco si arrende all’Azienda
L'Azienda, attiva nel settore industriale, beneficiava di un'esenzione sulle accise per l'energia elettrica. L'Agenzia delle Dogane contestava l'esenzione poiché l'Azienda cedeva energia a terzi locatari, emettendo avvisi di recupero. Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate emetteva accertamenti IVA. Dopo che la Cassazione ha annullato i presupposti recuperi delle accise, l'Amministrazione finanziaria ha annullato in autotutela gli accertamenti IVA. L'Agenzia delle Entrate ha quindi presentato formale rinuncia al ricorso tributario, accettata dall'Azienda. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese di lite.
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Custodia cautelare in carcere: no ai domiciliari per mafia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro l'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere per un indagato accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. L'indagato aveva avanzato una rinuncia al ricorso, risultata priva di idonea procura speciale. I giudici hanno confermato la sussistenza delle esigenze cautelari, evidenziando che la presunzione di adeguatezza della custodia cautelare in carcere per reati di stampo mafioso può essere superata solo provando la rescissione dei legami con l'associazione criminale. Nel caso di specie, i risalenti e consolidati legami con la criminalità organizzata e i gravi precedenti penali escludono l'applicazione di misure meno afflittive, rendendo irrilevanti anche le esigenze familiari prospettate dalla difesa.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla sanzione pecuniaria
Un imputato, condannato in appello al risarcimento dei danni per truffa aggravata nonostante la prescrizione del reato, ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, dopo aver raggiunto un accordo transattivo con le parti civili, il suo difensore ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, munito di idonea procura speciale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso a causa della rinuncia, condannando il ricorrente al solo pagamento delle spese processuali ed escludendo la sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende poiché la rinuncia impedisce la valutazione del merito dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite sul mutuo
Una società proprietaria di immobili gravati da ipoteca ha impugnato per revocazione una precedente decisione della Cassazione riguardante la validità di un contratto di mutuo. Successivamente, la stessa società ha deciso di presentare formale rinuncia al ricorso per cassazione. La controparte ha accettato la rinuncia firmando l'atto di assenso. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo tra le parti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha disposto la compensazione delle spese di lite. Di conseguenza, la controversia si chiude definitivamente senza ulteriori aggravi economici per le parti.
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Dal carcere alla dimora: rinuncia al ricorso per cassazione
Il Tribunale di Bari confermava la custodia in carcere per L'Imputato, accusato di tentato omicidio. L'Imputato proponeva ricorso per cassazione. Successivamente, la misura cautelare veniva sostituita con l'obbligo di dimora grazie a una qualificazione giuridica più lieve del fatto. Di conseguenza, il difensore dell'Imputato presentava formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, senza applicare sanzioni pecuniarie o spese di giustizia, determinando la chiusura definitiva del procedimento cautelare in corso.
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Niente raddoppio del contributo unificato in caso di accordo
Una società contribuente ha impugnato un avviso di pagamento relativo alla tassa sui rifiuti. Dopo le fasi di merito, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo conciliativo e la società ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dal Comune. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha escluso l'obbligo di versare il raddoppio del contributo unificato. I giudici hanno chiarito che questa sanzione si applica solo nei casi espressi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione. Trattandosi di una norma eccezionale e punitiva, essa non può essere estesa per analogia alla rinuncia al ricorso derivante da conciliazione. Le spese di giudizio sono state interamente compensate tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al raddoppio delle tasse
Una società proprietaria di un impianto eolico ha impugnato gli avvisi di accertamento ICI per gli anni 2008 e 2009. Dopo aver proposto ricorso in Cassazione, la contribuente ha pagato le somme richieste dal Fisco e ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. L'Amministrazione Finanziaria e il Comune coinvolto hanno accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese tra le parti. I giudici hanno inoltre chiarito che, in caso di estinzione per rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una misura eccezionale e sanzionatoria non estensibile analogicamente.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: lite da 65mila euro si spegne
Una privata otteneva un decreto ingiuntivo contro una società per il rimborso di somme anticipate per estinguere un'ipoteca. La Corte d'Appello qualificava il rapporto come mutuo, confermando il debito della società. Quest'ultima proponeva ricorso in Cassazione, mentre la privata presentava ricorso incidentale. Prima dell'udienza, entrambe le parti firmavano un atto di rinuncia ai rispettivi ricorsi, accettato reciprocamente. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza condanna alle spese, poiché la reciproca accettazione della rinuncia al ricorso in Cassazione esclude la necessità di regolare le spese di lite.
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