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Rinuncia Al Ricorso — Anno 2026

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401 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso

Provvedimenti

Giurisdizione secondaria: l’azione di responsabilità
Un caso di responsabilità degli amministratori nell'ambito di una procedura d'insolvenza con profili internazionali. La questione centrale riguardava la giurisdizione secondaria del giudice italiano. Il procedimento si è concluso con l'estinzione per rinuncia al ricorso a seguito di un accordo transattivo tra le parti, lasciando irrisolta un'importante questione di diritto.
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Rinuncia al ricorso: quando diventa inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro probatorio. La decisione si basa sulla successiva e formale rinuncia al ricorso presentata dalla stessa Procura, un atto che preclude l'esame nel merito dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: niente spese se c’è carenza di interesse
Un soggetto, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una misura di custodia cautelare, vi rinuncia per sopravvenuta carenza di interesse. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile ma, accogliendo il principio, stabilisce che la rinuncia al ricorso per tale motivo non comporta la condanna al pagamento delle spese processuali né di ammende, in quanto non si configura una vera e propria soccombenza.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso in cui un soggetto privato aveva impugnato un decreto del Tribunale in una controversia contro una società in fallimento. La decisione si fonda sulla semplice dichiarazione di rinuncia al ricorso presentata dal ricorrente, atto che, per legge, determina la fine del processo senza un esame del merito.
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Rinuncia al ricorso: niente spese con l’accordo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente, accettata dalla controparte. La decisione chiarisce che, in caso di accordo tra le parti sulla rinuncia, il giudice non si pronuncia sulla condanna alle spese legali, applicando l'articolo 391 del codice di procedura civile.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e conseguenze
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso volto a far valere l'estinzione del reato per prescrizione, a causa della sopravvenuta rinuncia al ricorso da parte dell'imputato. La Corte ha stabilito che la rinuncia, presentata prima dell'udienza di discussione, impedisce l'esame nel merito del gravame, prevalendo su ogni altra questione processuale.
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Rinuncia al ricorso: le conseguenze economiche
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia presentata dall'appellante. Questa decisione, basata sulla volontarietà dell'atto, comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro. La Corte sottolinea che la rinuncia al ricorso è una causa di inammissibilità riconducibile alla colpa della parte, giustificando così le sanzioni economiche previste dalla legge.
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Compensazione pecuniaria: sì anche senza check-in
La Corte di Cassazione, pur dichiarando estinto un giudizio per rinuncia, ha colto l'occasione per ribadire un principio fondamentale: il diritto alla compensazione pecuniaria per un volo in ritardo spetta ai passeggeri anche se non si presentano in aeroporto per l'imbarco all'orario originariamente previsto. La causa riguardava la richiesta di rimborso di due passeggeri per un ritardo superiore alle tre ore. La compagnia aerea si era difesa sostenendo che i viaggiatori non si erano presentati al check-in e che il ritardo era dovuto a circostanze eccezionali non provate. Il Tribunale aveva dato ragione ai passeggeri e la compagnia aveva fatto ricorso in Cassazione, salvo poi rinunciarvi.
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Estinzione del processo per rinuncia: le conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo in una controversia tra un istituto bancario e una società di servizi sanitari. La decisione è scaturita dalla rinuncia al ricorso da parte della banca, regolarmente accettata dalla controparte. Di conseguenza, la sentenza della Corte d'Appello è divenuta definitiva e la Cassazione non si è pronunciata sulle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: spese compensate per incertezza
Una società agricola, dopo aver proposto ricorso in Cassazione per la tardività di un reclamo nello stato passivo di una liquidazione controllata, effettua una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio ma, contrariamente alla prassi, dispone la compensazione delle spese legali. La decisione si fonda sulla sopravvenuta incertezza normativa riguardo ai termini processuali, generata da una recente riforma del Codice della Crisi d'Impresa, che giustifica la scelta iniziale della parte di impugnare.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato a seguito della sua formale rinuncia. La decisione chiarisce che la rinuncia al ricorso comporta non solo l'improcedibilità, ma anche la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende, poiché l'esito del processo è attribuibile alla volontà della parte.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e sanzioni pecuniarie
Un soggetto in custodia cautelare in carcere propone ricorso in Cassazione contro il rigetto della sua istanza di arresti domiciliari. Prima dell'udienza, presenta una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione dichiara l'impugnazione inammissibile e, riscontrando un profilo di colpa nella rinuncia immotivata, condanna il ricorrente non solo al pagamento delle spese processuali, ma anche a una sanzione pecuniaria di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze processuali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia presentata dal difensore. Il caso analizza le conseguenze di tale atto, che comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma a titolo di ammenda, evidenziando come la rinuncia al ricorso chiuda definitivamente il procedimento.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia ferma il processo
Una società di gestione aveva impugnato una decisione della Corte d'Appello relativa a una complessa controversia su contratti di servizio e garanzie immobiliari. Tuttavia, prima della decisione finale, la parte ricorrente ha ritirato il proprio appello. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza entrare nel merito della questione. La Corte ha inoltre precisato un principio importante: in caso di rinuncia, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio di cassazione
Una lavoratrice ricorre in Cassazione per una questione legata a contributi previdenziali. Durante il processo, raggiunge un accordo con il datore di lavoro e presenta una formale rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara estinto il giudizio, chiarendo le implicazioni per le spese legali, anche nei confronti dell'ente previdenziale non parte dell'accordo, e l'inapplicabilità del raddoppio del contributo unificato in questi casi.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un dipendente pubblico, dopo una sanzione disciplinare e l'assoluzione penale, impugna la decisione d'appello. Tuttavia, la sua rinuncia al ricorso in Cassazione, accettata dall'amministrazione, porta la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio senza pronunciarsi nel merito e senza statuizioni sulle spese o sul contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: le conseguenze economiche
La Corte di Cassazione analizza un caso di rinuncia al ricorso presentato da un'imputata agli arresti domiciliari. La Corte dichiara il ricorso inammissibile e chiarisce che la rinuncia non esime dalla condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La sentenza sottolinea che l'articolo 616 del codice di procedura penale si applica a tutte le cause di inammissibilità, inclusa la rinuncia, comportando per la ricorrente il versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso: inammissibile e con condanna
Una donna, sottoposta a custodia cautelare in carcere con l'accusa di partecipazione a un'associazione di stampo mafioso, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, ha formalizzato la sua rinuncia al ricorso. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze sulle spese legali
Un gruppo di medici specialisti ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione. Poiché la controparte non ha accettato la rinuncia, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio ma ha condannato i ricorrenti a pagare due terzi delle spese legali, motivando che il ricorso sarebbe stato comunque inammissibile.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo in Cassazione
Due contribuenti, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole in materia di tributi locali (IMU e TASI), hanno raggiunto un accordo transattivo con la società di riscossione. Di conseguenza, hanno presentato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del procedimento, chiarendo che in questi casi non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, poiché la pronuncia è di estinzione e non di rigetto o inammissibilità.
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