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Rinuncia Al Ricorso — Anno 2022

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611 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso

Provvedimenti

Licenziamento collettivo: la rinuncia che conferma la vittoria
Una lavoratrice impugna il proprio licenziamento collettivo intimato da due società collegate del settore aereo. La Corte d'Appello accerta l'esistenza di un unico centro di imputazione tra le imprese, dichiara illegittimo il recesso e ordina la reintegrazione. Le società propongono ricorso in Cassazione ma, prima dell'udienza, depositano formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del processo e condanna le società al pagamento delle spese di giudizio. Applicando il principio della soccombenza virtuale, i giudici rilevano che il ricorso sarebbe stato comunque rigettato, confermando l'illegittimità del licenziamento collettivo e la correttezza della reintegrazione disposta nei precedenti gradi.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’azienda si arrende e paga
Un assistente di volo ottiene in appello la dichiarazione di illegittimità del proprio licenziamento e la reintegrazione nel posto di lavoro. Le società datrici di lavoro propongono ricorso in Cassazione per contestare la decisione. Successivamente, prima dell'udienza, le medesime società notificano la formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del processo per rinuncia. Nonostante la mancata accettazione della rinuncia da parte del lavoratore, la Corte condanna le società rinuncianti al pagamento delle spese di giudizio in favore del difensore del lavoratore, confermando che la rinuncia determina il passaggio in giudicato della sentenza di appello. Il lavoratore vince definitivamente, mantenendo il diritto alla reintegrazione e al risarcimento.
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Rinuncia al ricorso: il dietrofront costa caro in Cassazione
Il Legale Rappresentante di una società ha impugnato il sequestro preventivo di un immobile, sostenendo di averlo acquistato in buona fede. Successivamente, ha presentato una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile proprio a causa di tale rinuncia. Di conseguenza, applicando rigorosamente la legge, i giudici hanno condannato la società al pagamento delle spese processuali e al versamento di mille euro alla Cassa delle ammende. La sentenza chiarisce che la rinuncia al ricorso non esime la parte dalle sanzioni pecuniarie previste per l'inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: la libertà negata costa cara
Il Ricorrente ha presentato ricorso per cassazione contro il provvedimento del Tribunale di sorveglianza che negava le misure alternative alla detenzione. Successivamente, lo stesso soggetto ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proprio a causa di questa rinuncia volontaria. Di conseguenza, i giudici hanno condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria di cinquecento euro a favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: la condanna diventa definitiva
L'Imputato, condannato dal G.U.P. per bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale a seguito di patteggiamento, ha proposto ricorso per Cassazione contestando le pene accessorie e la confisca per equivalente. Successivamente, il difensore munito di procura speciale ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, ribadita con successiva memoria difensiva. La Corte di Cassazione ha preso atto della volontà abdicativa e ha dichiarato inammissibile il ricorso senza formalità di procedura. Di conseguenza, l'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma a favore della Cassa delle ammende, confermando l'efficacia della sentenza di patteggiamento originaria.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite ferroviaria
Una Società di Trasporti ha impugnato un lodo arbitrale relativo ai lavori di ammodernamento di una linea ferroviaria, contestando la decisione favorevole ottenuta da un Consorzio. Dopo il rigetto dell'impugnazione in secondo grado, la Società di Trasporti ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. Successivamente, la stessa società ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione, regolarmente accettata dal Consorzio. La Suprema Corte ha preso atto di questo accordo e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione integrale delle spese di lite tra le parti ed escludendo il pagamento del doppio contributo unificato.
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Licenziamento collettivo: l’azienda rinuncia ma paga le spese
Una compagnia aerea ha impugnato la sentenza d'appello che dichiarava illegittimo il licenziamento collettivo di una assistente di volo, disponendone la reintegrazione. Successivamente, l'azienda ha presentato formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando la definitività della decisione precedente a favore della lavoratrice. Nonostante la rinuncia, la Suprema Corte ha condannato la società al pagamento delle spese processuali in favore della dipendente, stabilendo che la rinuncia non cancella l'obbligo di rimborsare i costi legali sostenuti dalla controparte per difendersi.
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Licenziamento collettivo: l’azienda rinuncia ma paga le spese
Una lavoratrice ha impugnato il proprio licenziamento collettivo ritenendolo illegittimo. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, accertando che le due società datrici di lavoro costituivano un unico centro di imputazione aziendale, e ha ordinato la reintegrazione. Le società hanno proposto ricorso in Cassazione ma, prima della decisione, hanno depositato una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. Tuttavia, poiché la lavoratrice non ha accettato la compensazione delle spese legali, i giudici hanno applicato il principio della soccombenza virtuale. La Cassazione ha condannato le società al pagamento delle spese di giudizio, confermando che il loro ricorso sarebbe stato comunque respinto e che il licenziamento collettivo era illegittimo.
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Licenziamento collettivo: rinuncia al ricorso ma spese alle aziende
Un lavoratore, licenziato nell'ambito di una procedura di licenziamento collettivo avviata da due società collegate, ha ottenuto in appello la reintegrazione nel posto di lavoro. I giudici di secondo grado hanno infatti accertato l'esistenza di un unico centro di imputazione tra le imprese. Le società hanno proposto ricorso in Cassazione ma, prima della decisione, hanno presentato formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, confermando la vittoria del lavoratore. Applicando il principio della soccombenza virtuale, i giudici hanno condannato le aziende al pagamento delle spese legali, poiché il loro ricorso sarebbe stato comunque respinto in base ai precedenti orientamenti giurisprudenziali favorevoli al dipendente.
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Tassa rifiuti: la rinuncia al ricorso salva il contribuente
Un gestore di servizi ambientali ha impugnato la decisione che escludeva dalla tassa sui rifiuti (TIA) i magazzini di un'officina collegati alla produzione industriale. Tuttavia, prima della decisione della Corte di Cassazione, il gestore ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. I giudici di legittimità hanno chiarito che la rinuncia è un atto unilaterale non accettizio, che non richiede l'approvazione della controparte rimasta intimata. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Questa conclusione lascia ferma la decisione favorevole alla società contribuente, senza alcuna condanna alle spese o raddoppio del contributo unificato, poiché la rinuncia non equivale a un rigetto del ricorso.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: vittoria senza scontro
Un'azienda di servizi ambientali ha notificato a una carrozzeria alcuni avvisi di accertamento per la tariffa d'igiene ambientale (TIA). La carrozzeria ha contestato l'applicazione dell'IVA e delle sanzioni, ottenendo ragione in appello. L'azienda ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione ma, prima dell'udienza, ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla controparte. I giudici di legittimità hanno dichiarato l'inammissibilità del ricorso per l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, la sentenza d'appello favorevole alla carrozzeria è passata in giudicato, diventando definitiva. La Corte ha inoltre compensato le spese di giudizio ed escluso il pagamento del doppio contributo unificato, poiché l'inammissibilità è sopravvenuta e non originaria.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo spegne la lite
Una carrozzeria ha impugnato gli avvisi di accertamento per la tariffa d'igiene ambientale emessi da una società di servizi ambientali. Dopo diverse fasi processuali, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, la società contribuente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per carenza di interesse sopravvenuta, disponendo la compensazione delle spese. La decisione conferma che la rinuncia al ricorso per cassazione determina l'estinzione del giudizio e il passaggio in giudicato della sentenza d'appello impugnata.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: perdi i beni e paghi le spese
Durante un controllo presso un ufficio pubblico, le forze dell'ordine hanno sequestrato a un cittadino ottomila euro in contanti e uno smartphone. Il Tribunale del Riesame aveva inizialmente annullato il provvedimento, ma successivamente il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato un nuovo sequestro preventivo. L'interessato ha proposto impugnazione davanti alla Suprema Corte, lamentando violazioni del diritto di difesa e vizi di motivazione. Prima della decisione dei giudici di legittimità, tuttavia, l'indagato ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso per intervenuta rinuncia, condannando il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Ricusazione del giudice: rinuncia senza multa se lui si trasferisce
L'Imputato ha presentato una richiesta di ricusazione del giudice, ritenendolo non imparziale. La Corte d'Appello ha dichiarato la richiesta tardiva. L'Imputato ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, il difensore ha rinunciato al ricorso poiché il magistrato contestato stava per essere trasferito in un altro tribunale, facendo venire meno l'utilità della procedura. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per rinuncia, condannando l'imputato alle sole spese processuali. Tuttavia, i giudici hanno escluso la sanzione pecuniaria solitamente prevista, poiché la perdita di interesse è dipesa dal trasferimento del magistrato, un evento esterno e indipendente dalla volontà del ricorrente.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: resta il carcere con multa
Il Tribunale di Catanzaro aveva confermato la custodia cautelare in carcere per un soggetto accusato di associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di gasolio. L'indagato ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione per contestare la misura restrittiva. Tuttavia, prima dell'udienza, l'interessato e il suo difensore hanno presentato una formale dichiarazione di rinuncia. La Suprema Corte ha preso atto di questa decisione e ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per intervenuta rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, i giudici hanno condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria di cinquecento euro in favore della Cassa delle ammende.
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Sopravvenuta carenza di interesse: niente spese se la misura decade
Un indagato ha impugnato l'ordinanza del Tribunale che confermava la misura degli arresti domiciliari per presunti reati di corruzione e concussione. Successivamente, la misura cautelare è stata revocata dal giudice competente. Di conseguenza, il difensore dell'indagato ha presentato formale rinuncia al ricorso tramite posta elettronica certificata. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. Poiché la rinuncia è dipesa dalla revoca della misura, la Corte ha stabilito che non si applica la condanna al pagamento delle spese del procedimento penale.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop a spese e sanzioni
Una società di autoriparazioni ha impugnato gli avvisi di accertamento relativi alla tassa sui rifiuti emessi dall'ente gestore. La controversia riguardava la superficie tassabile e lo smaltimento di rifiuti speciali. Prima della decisione di merito, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per chiudere la lite. Di conseguenza, il contribuente ha presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha compensato interamente le spese di lite tra le parti, stabilendo inoltre che non è dovuto alcun raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo estingue la lite
Una società contribuente ha impugnato gli accertamenti relativi alla tariffa di igiene ambientale emessi da un gestore di servizi pubblici. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo conciliativo privato per risolvere la controversia. Di conseguenza, la società ha depositato formale atto di rinuncia, accettato dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso per cassazione, disponendo che non si faccia luogo alla condanna alle spese di lite.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo spegne la lite
Una società impugnava gli accertamenti della tariffa rifiuti emessi dall'ente gestore. Dopo una complessa vicenda giudiziaria, la controversia giungeva in Cassazione. Nelle more del giudizio, le parti raggiungevano un accordo transattivo per conciliare la lite. La società presentava quindi formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dall'ente. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che nulla è dovuto per le spese di lite.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alle spese extra
Un'azienda di servizi ambientali ha impugnato la decisione favorevole a una ditta contribuente in merito alla Tariffa Igiene Ambientale (TIA). Prima della decisione della Suprema Corte, il gestore ha presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio e la compensazione delle spese. I giudici hanno chiarito che l'estinzione per rinuncia esclude l'obbligo di versare il raddoppio del contributo unificato, data la natura eccezionale e sanzionatoria della norma.
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