LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Rinuncia Al Ricorso — Anno 2022

Pagina 17 di 31

611 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso

Provvedimenti

Definizione agevolata a rate: perché il processo non si estingue
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento per maggiori ricavi nei confronti di una società di capitali a ristretta base partecipativa e dei suoi soci. Durante il processo in Cassazione, la società ha richiesto la definizione agevolata delle pendenze tributarie, avviando un piano di rateizzazione in diciotto rate. Al momento dell'udienza, la contribuente aveva pagato solo undici rate. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in mancanza del pagamento integrale di tutte le rate e in assenza di una formale rinuncia al ricorso, il processo non può essere dichiarato estinto. Di conseguenza, la Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa, in attesa del completamento dei pagamenti, estendendo il rinvio anche al giudizio riguardante i singoli soci per ragioni di economia processuale.
Continua »
Sospensione condizionale della pena: no alla revoca automatica
Il Tribunale di Pisa aveva revocato la sospensione condizionale della pena a un cittadino a causa di una nuova condanna per guida in stato di ebbrezza. Il Condannato ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando vizi di notifica al proprio difensore di fiducia e contestando la revoca automatica, poiché il nuovo reato non era della stessa indole dei precedenti. Nel frattempo, la Corte d'Appello ha annullato l'ordinanza di revoca. Di conseguenza, il Condannato ha rinunciato al ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per rinuncia, escludendo la condanna alle spese processuali.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite senza spese
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per tasse non pagate. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, il Contribuente ha presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. L'Amministrazione Finanziaria ha accettato questa rinuncia, concordando di dividere le spese legali. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio. Grazie a questo accordo, le parti non hanno dovuto pagare ulteriori sanzioni o tasse giudiziarie aggiuntive.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: accordo salva-spese col Fisco
Un contribuente impugnava un avviso di accertamento per imposte dirette. Dopo alterne vicende giudiziarie, il contribuente proponeva formale rinuncia al ricorso per cassazione. L'Amministrazione Finanziaria accettava tale rinuncia, concordando sulla compensazione delle spese di lite. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, escludendo la condanna alle spese e il pagamento del raddoppio del contributo unificato, non essendoci stata una pronuncia sul merito della controversia.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla causa con lo Stato
Un cittadino straniero ha proposto ricorso in Cassazione contro il Ministero dell'Interno avverso una sentenza della Corte d'Appello. Successivamente, lo stesso ricorrente ha depositato un atto formale con cui ha dichiarato la propria rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte, preso atto della volontà della parte e verificata la regolarità dell'atto, ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia, ponendo fine alla controversia senza esaminare il merito della vicenda e rendendo definitiva la decisione precedente.
Continua »
Licenziamento collettivo: rinuncia in Cassazione e reintegra
Una società di navigazione aerea intima un licenziamento collettivo a un proprio dipendente. I giudici di merito dichiarano illegittimo il recesso, accertando l'esistenza di un unico complesso aziendale tra le società coinvolte, e ordinano la reintegrazione e il risarcimento del lavoratore. Le società impugnano la sentenza dinanzi alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, i liquidatori delle imprese rinunciano formalmente al ricorso. La Suprema Corte prende atto della rinuncia e dichiara estinto il giudizio. I giudici chiariscono inoltre che la rinuncia all'impugnazione non comporta l'obbligo di versare il doppio contributo unificato, poiché tale misura sanzionatoria si applica soltanto nei casi tipici di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: sanzione e inammissibilità
L'Imputata, accusata del reato di furto in abitazione, aveva concordato la pena in secondo grado rinunciando ai motivi di appello. In seguito, la difesa proponeva ricorso alla Suprema Corte per presunti vizi di motivazione sulle cause di non punibilità. Prima della decisione, il difensore munito di procura speciale ha presentato la formale rinuncia al ricorso in Cassazione. I giudici di legittimità hanno preso atto della volontà dell'Imputata e hanno dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione senza formalità di procedura. La decisione ha comportato la condanna dell'Imputata al pagamento delle spese del processo e al versamento di una sanzione pecuniaria di cinquecento euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Rinuncia al ricorso e fine del processo senza spese
Un gruppo di eredi ha impugnato in Cassazione una sentenza emessa dalla Corte d'Appello. Prima dello svolgimento dell'udienza, la parte ricorsale ha deciso di depositare un atto di rinuncia al ricorso per abbandonare la lite. Le parti controinteressate, pur avendo ricevuto la notifica degli atti, sono rimaste intimate e non hanno svolto alcuna attività di difesa. Il Pubblico Ministero ha richiesto l'estinzione del procedimento. La Corte di Cassazione ha verificato la regolarità formale dell'atto di rinuncia e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Poiché le parti intimate non hanno sostenuto spese difensive, i giudici non hanno applicato alcuna condanna per i costi di causa.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: effetti su spese e giudizio
Due amministratori di un istituto bancario hanno subito sanzioni pecuniarie dall'Autorità di Vigilanza per presunte irregolarità nella gestione del credito e nei controlli interni. Dopo la conferma dei provvedimenti in secondo grado, gli amministratori hanno proposto impugnazione davanti alla Suprema Corte. Nel corso del giudizio, i ricorrenti hanno notificato un atto formale di Rinuncia al ricorso in Cassazione, regolarmente accettato dalla controparte. La Corte ha constatato il rispetto dei requisiti di legge e ha dichiarato l'estinzione del processo. Contestualmente, i giudici hanno liquidato le spese di lite secondo gli accordi intervenuti tra le parti ed hanno escluso il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una misura applicabile solo nei casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
Continua »
Licenziamento per giusta causa: la rinuncia chiude il giudizio
Un lavoratore ha impugnato il licenziamento per giusta causa intimato dalla società datrice di lavoro. Dopo la conferma della legittimità della sanzione da parte della Corte d'Appello, il dipendente ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, il difensore del lavoratore ha depositato formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha preso atto della scelta, rilevando il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile e disposto la totale compensazione delle spese di lite tra le parti.
Continua »
Correzione errore materiale: la rinuncia estingue la causa
Un condomino ha presentato un ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione chiedendo la correzione errore materiale di un'ordinanza emessa in precedenza. Nel corso della procedura, il legale rappresentante della parte ricorrente, espressamente autorizzato tramite un apposito mandato speciale, ha depositato l'atto formale di rinuncia al ricorso. Il condominio e le altre parti intime non hanno svolto alcuna attività difensiva e non si sono costituiti nel giudizio. La Corte di Cassazione ha rilevato la regolare rinuncia agli atti processuali. I giudici supremi hanno dichiarato l'estinzione del procedimento e hanno deciso di non liquidare le spese di lite, considerata la mancata costituzione delle controparti.
Continua »
Omessa custodia di animali: dalla prima assoluzione alla condanna
Il caso nasce dalle lesioni subite da una passante a causa dell'omessa custodia di animali da parte della proprietaria di un cane, che non aveva vigilato adeguatamente sull'animale. Dopo una prima assoluzione, il Tribunale ha condannato la proprietaria al risarcimento dei danni. Quest'ultima ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando vizi nella quantificazione del danno e la mancata considerazione di un risarcimento assicurativo già avvenuto. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, la proprietaria ha presentato una formale rinuncia al ricorso. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna e sanzionando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende.
Continua »
Definizione agevolata: stop ai debiti previdenziali senza spese
Un datore di lavoro agricolo ha impugnato gli avvisi di addebito dell'ente previdenziale relativi a differenze contributive per lavoratori a tempo determinato. Durante il giudizio di Cassazione, il ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per aver aderito alla definizione agevolata dei debiti previdenziali. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. I giudici hanno stabilito che, in caso di definizione agevolata, le spese di giudizio devono essere compensate tra le parti, derogando alla regola generale che addebita le spese a chi rinuncia. Di conseguenza, il ricorrente non deve pagare le spese legali dell'ente previdenziale né il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: nessun raddoppio delle tasse
Un cittadino straniero impugna il diniego della protezione internazionale. Successivamente, a causa di un vizio della procura alle liti, il ricorrente presenta formale rinuncia al ricorso per cassazione, sottoscritta anche dal difensore. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio. Il nodo centrale riguarda l'applicazione del raddoppio del contributo unificato, la tassa dovuta per i ricorsi respinti. La Suprema Corte stabilisce che la rinuncia al ricorso per cassazione non comporta l'obbligo di versare il doppio contributo. Questa misura ha infatti natura eccezionale e sanzionatoria, applicandosi solo nei casi tipici di rigetto, inammissibilità o improcedibilità, senza possibilità di estensione analogica.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo chiude la lite
Un'impresa edile ristruttura un immobile violando di sessanta centimetri la servitù di non sopraelevare a favore di un condominio vicino. Il Tribunale e la Corte d'Appello condannano l'impresa alla rimessione in pristino dei luoghi. L'impresa propone ricorso in Cassazione. Prima della decisione, le parti raggiungono un accordo transattivo davanti a un notaio per risolvere la controversia. Di conseguenza, l'impresa presenta una formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dal condominio. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del processo per intervenuto accordo, stabilendo che non si applica il raddoppio del contributo unificato e non vi è alcuna condanna alle spese di giudizio, poiché la rinuncia accettata preclude la compensazione giudiziale delle spese.
Continua »
Definizione agevolata delle liti tributarie: pace senza vinti
Un imprenditore edile impugnava un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA basato sui valori OMI. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente decideva di aderire alla definizione agevolata delle liti tributarie per chiudere la pendenza con il fisco. Di conseguenza, presentava formale rinuncia al ricorso. L'Agenzia delle Entrate accettava tale rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia accettata, disponendo la compensazione delle spese di giudizio tra le parti ed escludendo il pagamento del doppio contributo unificato. Il contenzioso si chiude così definitivamente senza vincitori né vinti sul merito, ma con il perfezionamento della pace fiscale.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: l’Amministrazione perde e paga
Una docente ha ottenuto in appello il riconoscimento del servizio preruolo e degli scatti biennali negati dall'Amministrazione Pubblica. Quest'ultima ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, ma ha notificato l'atto oltre i termini di legge. Rilevato l'errore, l'ente pubblico ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Applicando il principio della soccombenza virtuale, i giudici hanno condannato l'Amministrazione Pubblica al pagamento delle spese legali in favore del difensore della lavoratrice, confermando la vittoria di quest'ultima e la definitività della sentenza d'appello.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al giudizio e multa
L'Indagata, sottoposta alla misura cautelare dell'obbligo di dimora per il reato di associazione per delinquere, ha proposto ricorso contro la decisione del Tribunale del Riesame. Successivamente, l'Indagata ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile proprio a causa di tale rinuncia, applicando l'articolo 591 del codice di procedura penale. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una sanzione pecuniaria di cinquecento euro a favore della Cassa delle Ammende, non essendoci elementi per escludere la sua colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: liberi senza spese
L'Indagato, accusato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, ha proposto ricorso contro l'ordinanza del Tribunale del riesame che confermava la sua custodia cautelare. Successivamente, un altro provvedimento dello stesso Tribunale ha disposto la scarcerazione dell'indagato. Di conseguenza, il difensore ha depositato una formale dichiarazione di rinuncia al ricorso per cassazione per sopravvenuta carenza di interesse. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso a causa della rinuncia. Poiché la scarcerazione è derivata da un provvedimento autonomo, la Corte ha stabilito che non si applica la condanna al pagamento delle spese processuali, solitamente prevista in caso di inammissibilità.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alle feste in piscina
Un condomino impugna la delibera condominiale che autorizza eventi musicali in piscina. La Corte d'Appello dichiara nulla la delibera. Il Condominio propone ricorso in Cassazione, ma prima dell'udienza deposita formale rinuncia al ricorso in Cassazione, accettata dal condomino con accordo sulle spese. La Suprema Corte dichiara estinto il giudizio per intervenuta rinuncia. Di conseguenza, non si applica il raddoppio del contributo unificato, previsto solo per i casi di rigetto o inammissibilità. Vince il condomino, in quanto la sentenza d'appello che dichiarava nulla la delibera diventa definitiva.
Continua »