LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione

Pagina 2 di 34

677 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Piattaforme e ICI: rinuncia al ricorso per cassazione
Un Ente Locale richiedeva a una Società energetica il pagamento dell'ICI per l'anno 2006 su due piattaforme petrolifere situate in mare. I giudici di merito annullavano l'atto impositivo, ritenendo le piattaforme non assimilabili ai fabbricati soggetti a imposta. L'Ente Locale impugnava la decisione davanti ai giudici di legittimità. Nelle more del giudizio, le parti raggiungevano un accordo transattivo per comporre la vertenza in via bonaria. L'Ente Locale depositava quindi formale rinuncia all'impugnazione, regolarmente accettata dalla Società. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del procedimento. Ha inoltre chiarito che la rinuncia al ricorso per cassazione non comporta il raddoppio del contributo unificato a carico del ricorrente, trattandosi di sanzione prevista solo per rigetto, inammissibilità o improcedibilità.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al processo e spese
Un Ente pubblico ha promosso un giudizio contro un Professionista in merito a un contratto d'opera professionale. Dopo la decisione della Corte d'Appello, l'Ente ha impugnato la sentenza davanti alla Suprema Corte. Prima dell'udienza, l'Ente ha depositato formale rinuncia agli atti. Il Professionista ha resistito ma non ha espresso adesione espressa all'atto di rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo per via della rinuncia al ricorso per cassazione. I giudici hanno condannato l'Ente al pagamento delle spese legali a favore del Professionista per mancanza di accettazione congiunta, escludendo però il pagamento del doppio contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: gli effetti e le spese
Una società ha impugnato l'avviso di accertamento catastale relativo alla rettifica della rendita di quattro immobili. Dopo l'esito negativo nei gradi di merito, la società ha proposto impugnazione, ma in seguito ha formalizzato la Rinuncia al ricorso per cassazione. L'atto è stato regolari notificato all'Amministrazione Finanziaria. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del processo, disponendo la compensazione delle spese legali tra le parti. I giudici hanno inoltre precisato che non si applica il raddoppio del contributo unificato, in quanto la rinuncia volontaria non equivale al rigetto o all'inammissibilità dell'impugnazione.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione e chiusura lite
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una socia titolare del 30% delle quote di una società di capitali a ristretta base partecipativa. L'Amministrazione ha contestato un maggior reddito di partecipazione per l'anno 2007, scaturito dalla presunzione di distribuzione di utili societari non dichiarati, accertati in capo all'impresa tramite metodo analitico-induttivo e studi di settore. La socia ha impugnato l'atto fino alla Suprema Corte. Tuttavia, prima dell'udienza di discussione, la contribuente ha depositato una memoria formale contenente la rinuncia al ricorso per cassazione. I giudici di legittimità hanno preso atto della volontà di non proseguire la lite, dichiarando l'inammissibilità sopravvenuta dell'impugnazione e la cessazione della materia del contendere, senza applicazione di spese o doppio contributo unificato.
Continua »
Lite contrattuale e rinuncia al ricorso per cassazione
Una società commerciale stipulava con il proprietario di un terreno un patto di opzione e un contratto di locazione per realizzare un impianto di distribuzione di carburanti. Successivamente, il proprietario citava in giudizio la società lamentando inadempimenti contrattuali e chiedendo il risarcimento dei danni. La vertenza approdava in Corte di Cassazione dopo l'esito dei precedenti gradi di merito. Nelle more del procedimento di legittimità, le parti avviavano trattative dirette e raggiungevano un accordo transattivo definitivo. La società depositava quindi la formale rinuncia al ricorso per cassazione. I giudici supremi hanno dichiarato estinto il processo, escludendo il pagamento del raddoppio del contributo unificato e non addebitando ulteriori spese legali alla ricorrente.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop lite ma spese a carico
Un Ente pubblico ha impugnato una sentenza d'appello sfavorevole in materia di contratto d'opera professionale contro un Professionista. Prima dell'udienza, l'Ente ha depositato la rinuncia al ricorso per cassazione. Il Professionista non ha aderito formalmente alla rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo, chiarendo che l'atto produce effetti anche senza accettazione altrui. Poiché mancava l'accordo con il Professionista, i giudici hanno condannato l'Ente a pagare le spese legali avversarie, escludendo però il versamento del doppio contributo unificato riservato alle sole impugnazioni respinte o inammissibili.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop a spese e debiti
Alcuni creditori hanno avviato un'espropriazione forzata immobiliare contro due debitori per ottenere il pagamento di somme liquidate in sede giudiziale. I debitori hanno proposto opposizione all'esecuzione sostenendo l'estinzione del debito tramite pagamenti intervenuti in corso di causa. Dopo alterne vicende giudiziarie e una precedente decisione di rinvio, la causa è giunta nuovamente davanti alla Suprema Corte. Prima dell'adunanza camerale, i ricorrenti hanno formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione chiedendo la compensazione delle spese legali. I controricorrenti hanno notificato formale accettazione tramite difensore munito di procura specifica. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, escludendo la condanna alle spese processuali e il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: chi paga le spese
Un Ente pubblico ha impugnato una sentenza d'appello sfavorevole, ma prima dell'udienza ha depositato formale rinuncia al ricorso per cassazione chiedendo la compensazione delle spese legali. Il Cittadino controricorrente ha ricevuto la notifica dell'atto senza manifestare adesione o accettazione espressa. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione immediata del giudizio, ribadendo che l'abbandono dell'impugnazione produce effetti diretti e irrevocabili anche senza il consenso dell'avversario. I giudici hanno condannato l'Ente rinunciante a rimborsare integralmente le spese di difesa sostenute dal privato, escludendo tuttavia l'obbligo del raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite sui lavori
Una committente si opponeva a un decreto ingiuntivo richiesto dall'impresa appaltatrice per il pagamento del saldo dei lavori di ristrutturazione del proprio appartamento. Dopo l'esito sfavorevole nei gradi di merito, la proprietaria dell'immobile decideva di impugnare la decisione davanti ai giudici di legittimità. Nel corso del procedimento di ultimo grado, la ricorrente ha formalizzato una regolare rinuncia al ricorso per cassazione attraverso i propri difensori muniti di procura speciale. La ditta esecutrice dei lavori non ha svolto attività difensiva in sede di legittimità, rimanendo intimata. Constatata la piena validità formale dell'atto abdicativo, la Corte Suprema ha decretato l'estinzione definitiva della controversia, senza procedere ad alcuna liquidazione delle spese legali a favore della controparte assente.
Continua »
Accordo sul fondo: valida la rinuncia al ricorso per cassazione
I proprietari di un fondo agricolo hanno citato in giudizio l'affittuario per ottenere la risoluzione del contratto di affitto, il rilascio del terreno e il risarcimento dei danni per presunte opere non autorizzate. L'affittuario ha resistito chiedendo l'indennità per le migliorie apportate al fondo. Dopo le decisioni di merito, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo prima dell'adunanza di legittimità. I proprietari hanno depositato formale rinuncia al ricorso per cassazione e l'affittuario vi ha aderito chiedendo la compensazione delle spese. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, escludendo la condanna alle spese e l'obbligo del raddoppio del contributo unificato a carico dei ricorrenti.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: no al doppio contributo
La controversia dinanzi alla Corte Suprema si chiude anticipatamente. Il ricorrente ha formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione chiedendo la compensazione delle spese legali. La controparte costituita ha notificato e depositato regolare atto di accettazione. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo per intervenuta rinuncia bilaterale, disponendo il non luogo a provvedere sulle spese. I giudici hanno inoltre chiarito un principio fondamentale sulle tasse giudiziarie: la rinuncia concordata non comporta l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato. Tale sanzione economica eccezionale colpisce infatti solo i casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione, non l'abbandono concordato della lite.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: vince la lavoratrice
La Corte d'Appello condannava due società datrici di lavoro a risarcire una dipendente con dodici mensilità di retribuzione. Le aziende impugnavano la decisione davanti alla Corte di Cassazione, ma successivamente, dopo la messa in liquidazione, depositavano formale rinuncia agli atti del giudizio. La lavoratrice sceglieva di non accettare formalmente tale atto. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del procedimento, stabilendo che la rinuncia al ricorso per cassazione produce effetti immediati anche in assenza dell'accettazione della controparte, facendo passare in giudicato la sentenza favorevole alla dipendente. I giudici hanno posto le spese di lite a carico delle aziende rinuncianti, escludendo il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: niente contributo raddoppiato
Una società ha impugnato il diniego del rimborso relativo alla tassa di concessione governativa sui telefoni cellulari per diverse annualità. Durante il processo davanti alla Corte di Cassazione, la parte contabile e la difesa dell'amministrazione finanziaria hanno raggiunto un accordo. La società ha formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione, con l'adesione del fisco e la richiesta di compensare le spese processuali. I giudici hanno dichiarato l'estinzione del processo. La decisione precisa un principio fondamentale: in caso di rinuncia, il contribuente non deve versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato raddoppiato. Questa misura sanzionatoria si applica soltanto nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione, garantendo un'uscita dal processo senza sanzioni aggiuntive.
Continua »
Rinuncia al ricorso per Cassazione ed estinzione
Alcuni professionisti hanno contestato l'esito elettorale per il rinnovo del proprio ordine professionale dinanzi al Consiglio Nazionale Forense. Dopo la sospensione del procedimento per la rimessione di questioni di legittimità alla Corte Costituzionale, i ricorrenti hanno deciso di impugnare tale provvedimento davanti alla Suprema Corte. Tuttavia, prima della discussione in camera di consiglio, i medesimi soggetti hanno notificato un formale atto di rinuncia al ricorso per Cassazione. Le controparti regolarmente costituite hanno sottoscritto il visto di formale accettazione. I giudici di legittimità hanno preso atto dell'accordo estintivo e hanno dichiarato la cessazione immediata del processo per intervenuta rinuncia, chiudendo definitivamente ogni contesa pendente tra le parti.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: accordo e lite estinta
Una lavoratrice chiedeva la restituzione con prelazione privilegiata delle somme versate al fondo integrativo pensioni aziendale. L'istituto datore di lavoro, sottoposto a liquidazione coatta amministrativa, contestava la richiesta e proponeva ricorso in Cassazione contro la decisione favorevole alla dipendente. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo stragiudiziale per dirimere ogni reciproca pretesa. La società ha quindi formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione e la controparte ha accettato tale atto rinunciando a sua volta alle proprie difese. La Suprema Corte ha preso atto della concorde volontà espressa e ha dichiarato estinto il processo, compensando interamente le spese di lite tra i contendenti.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: chi paga le spese
Un Ente Pubblico ha depositato formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione chiedendo la compensazione delle spese legali. Il Cittadino controricorrente non ha prestato adesione all'atto. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ribadendo che la rinuncia al ricorso per cassazione produce effetti immediati anche senza l'accettazione della controparte. L'atto determina il definitivo passaggio in giudicato della sentenza precedente, ma lascia a carico del rinunciante l'onere delle spese processuali. I Giudici hanno perciò condannato l'Ente Pubblico al rimborso delle spese di difesa in favore del Cittadino, escludendo tuttavia il raddoppio del contributo unificato, misura riservata ai soli casi di rigetto o inammissibilità.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: accordo e lite chiusa
Una società cooperativa ha promosso un'azione legale contro una socia per ottenere il pagamento di somme tramite decreto ingiuntivo. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione di primo grado, revocando il decreto a favore della socia. La società ha quindi impugnato la decisione in Cassazione. Prima dell'udienza, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per chiudere la vertenza. La società ricorrente ha depositato formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione, controfirmato dalla socia anche per rinuncia all'azione. La Suprema Corte ha preso atto dell'accordo, dichiarando estinto il procedimento senza spese legali a carico delle parti ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: vertenza di lavoro estinta
Una lavoratrice ha avviato una causa per ottenere il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e le relative differenze retributive contro due società. Dopo una parziale vittoria in primo grado, i giudici di appello hanno ribaltato la decisione rigettando ogni richiesta. La lavoratrice ha quindi presentato impugnazione davanti ai giudici di legittimità. Durante il procedimento, la dipendente ha depositato formale rinuncia al ricorso per cassazione con l'accettazione espressa delle società avversarie. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio, stabilendo l'assenza di spese legali ulteriori ed esonerando la parte dal pagamento del raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso per Cassazione: lite chiusa ma spese a carico
Un Ente pubblico ha impugnato una sentenza sfavorevole davanti alla Corte di Cassazione contro un Professionista. Durante il procedimento, l'Ente ha depositato la rinuncia al ricorso per Cassazione regolarmente notificata. Il Professionista non ha espresso una formale adesione alla rinuncia. I giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio, ribadendo che la rinuncia produce effetti immediati anche senza l'accettazione della controparte. Tuttavia, l'assenza di adesione preventiva impone all'Ente rinunciante il pagamento delle spese legali a favore del Professionista. La Corte ha escluso il raddoppio del contributo unificato, applicabile solo nei casi di rigetto o inammissibilità.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione ed estinzione del giudizio
Un cittadino straniero ha impugnato davanti alla Suprema Corte il provvedimento che negava il riconoscimento della protezione internazionale. Durante la pendenza del giudizio, il ricorrente ha depositato formale atto di rinuncia. La Corte di Cassazione ha riscontrato un difetto formale nella procura speciale conferita al difensore, priva della specifica certificazione temporale richiesta dalla legge. Nonostante la presenza di una potenziale causa di inammissibilità dell'impugnazione originaria, i giudici hanno stabilito la prevalenza della volontà della parte. La rinuncia al ricorso per cassazione impone infatti la declaratoria di estinzione del giudizio con chiusura definitiva della controversia.
Continua »