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Rimessione Di Querela

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'atto con cui la persona che ha sporto una querela decide di ritirarla, rinunciando così a chiedere la punizione del colpevole. Ha effetto solo per i reati non procedibili d'ufficio.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Liquidazione compenso avvocato: udienze e parti
Un avvocato ha assistito due imputati ammessi al gratuito patrocinio in un processo penale concluso per rimessione di querela. Il professionista ha contestato l'importo liquidato, chiedendo compensi aggiuntivi per tre udienze distinte e per la difesa di due persone diverse. I giudici hanno respinto la richiesta. Due delle udienze riguardavano solo il ritiro e l'accettazione della querela, configurando una fase decisoria unitaria. Inoltre, le posizioni dei due assistiti risultavano identiche e prive di complessità autonome. La Cassazione ha confermato il rigetto, stabilendo che la liquidazione compenso avvocato valuta l'attività per fasi complessive e che l'aumento per la difesa di più parti resta una facoltà discrezionale del magistrato.
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Estorsione contro esercizio arbitrario delle proprie ragioni
Il caso riguarda un uomo condannato per estorsione e violenza privata. L'imputato pretendeva il pagamento di un debito minacciando un parente del debitore, soggetto del tutto estraneo al rapporto originario. La difesa chiedeva di riqualificare il fatto come esercizio arbitrario delle proprie ragioni. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, confermando che l'uso di violenza o minaccia contro un terzo estraneo configura sempre il reato di estorsione, poiché la pretesa non è legalmente azionabile nei suoi confronti. Tuttavia, i giudici hanno dichiarato estinto il reato di violenza privata a seguito della rimessione della querela da parte della vittima, riducendo la pena finale a un anno e sei mesi di reclusione e trecento euro di multa.
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Truffa contrattuale: finto agente condannato in Cassazione
Un uomo è stato condannato per il reato di truffa contrattuale per aver acquistato della merce fingendosi rappresentante di una ditta inesistente, offrendo come garanzia un conto corrente fittizio e pagando con un assegno rimasto insoluto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, confermando la condanna inflitta nei gradi precedenti. I giudici hanno chiarito che l'inganno su elementi accessori del contratto, idoneo a carpire il consenso della vittima, configura pienamente il reato. Inoltre, la presenza della recidiva specifica rende il reato procedibile d'ufficio, rendendo del tutto irrilevante la successiva rimessione della querela da parte della persona offesa. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rimessione di querela: estinzione del reato
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una condanna per appropriazione indebita a seguito della intervenuta Rimessione di querela. Nonostante la condanna nei gradi precedenti, la volontà della persona offesa di non procedere, accettata dall'imputato durante il ricorso, ha determinato l'estinzione del reato. La Corte ha chiarito che tale causa estintiva prevale su eventuali inammissibilità del ricorso, purché lo stesso sia tempestivo, comportando anche la revoca delle statuizioni civili.
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Rimessione di querela: reato estinto in Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per appropriazione indebita a seguito di una rimessione di querela intervenuta durante il giudizio di legittimità. La sentenza chiarisce che l'estinzione del reato, causata dall'accordo tra le parti, prevale su eventuali altre questioni processuali, portando all'annullamento definitivo della sentenza impugnata. L'imputato è stato condannato al solo pagamento delle spese processuali.
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Rimessione di querela: annullamento senza rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per il reato di appropriazione indebita. Durante il processo di cassazione, è intervenuta la remissione di querela da parte della persona offesa, ritualmente accettata dall'imputato. La Suprema Corte ha stabilito che la remissione di querela, quale causa di estinzione del reato, prevale su eventuali cause di inammissibilità del ricorso e determina l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, con condanna dell'imputato al pagamento delle spese processuali.
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Minaccia grave: quando è procedibile d’ufficio?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per minaccia grave. L'imputato sosteneva che la remissione di querela avrebbe dovuto estinguere il reato. La Corte ha ribadito che, quando la minaccia è aggravata dall'uso di un'arma (in questo caso un coltello), il reato diventa procedibile d'ufficio, rendendo irrilevante la volontà della parte offesa.
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