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Art. 155 Codice Penale

73 provvedimenti

Remissione di querela ed evasione: condanna annullata
Due imputati hanno proposto ricorso contro una condanna penale pronunciata dalla Corte d'appello. Successivamente alla sentenza di secondo grado, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela per una delle accuse, accettata espressamente da entrambi gli indagati prima della scadenza dei termini di impugnazione. Parallelamente, per uno dei due imputati pendeva un'ulteriore contestazione per evasione risalente al 2014. La Corte di Cassazione ha accertato il valido ritiro della querela e il decorso del tempo massimo per la seconda accusa. I giudici supremi hanno quindi annullato la sentenza senza rinvio per entrambi gli imputati, dichiarando estinti i reati per intervenuta remissione e per intervenuta prescrizione.
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Condanna annullata: la remissione di querela estingue il reato
Due persone subiscono una condanna per il reato di lesioni personali in primo e secondo grado. Durante i termini per impugnare la decisione davanti alla Corte di Cassazione, la persona offesa revoca la denuncia. Le imputate accettano formalmente la rinuncia davanti alle autorità. I giudici di legittimità dichiarano pienamente efficace la remissione di querela intervenuta prima del passaggio in giudicato della sentenza. La Corte Suprema annulla la condanna senza rinvio per sopravvenuta estinzione del reato e pone le spese del procedimento a carico delle querelate in assenza di accordi diversi.
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Truffa per bene diverso: la remissione di querela cancella la pena
I giudici di merito hanno condannato un venditore per il reato di truffa perché ha consegnato all'acquirente un bene diverso da quello pattuito. L'imputato ha presentato ricorso per cassazione sostenendo l'assenza di inganni iniziali e qualificando la vicenda come un semplice inadempimento contrattuale. Nelle more del giudizio, la persona offesa ha ritirato formalmente la propria denuncia e l'imputato ha accettato il ritiro. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il reato per remissione di querela. Tale revoca prevale su qualsiasi profilo di inammissibilità e cancella la precedente condanna penale, ponendo a carico dell'imputato soltanto il pagamento delle spese di giudizio.
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Condanna annullata per remissione della querela successiva
Un cittadino subisce una condanna dinanzi al Giudice di Pace per il reato di lesioni personali colpose. Subito dopo la pronuncia della sentenza, ma prima della scadenza dei termini per impugnare la decisione, la persona offesa ritira formalmente le accuse tramite il proprio procuratore speciale. Il condannato accetta regolarmente questa decisione davanti alle autorità competenti. La difesa presenta quindi ricorso in Cassazione unicamente per fare accertare la sopravvenuta remissione della querela. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso e annulla la condanna senza rinvio, dichiarando l'estinzione del reato. Non essendovi accordi contrari tra le parti, i giudici pongono le spese del processo a carico della persona querelata.
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Diffamazione Aggravata: Remissione Querela non si estende senza concorso
Un imputato, condannato per diffamazione aggravata su un social network, ha presentato ricorso in Cassazione. Egli sosteneva che la remissione della querela, già concessa dalla persona offesa a una coimputata, dovesse estendersi anche a lui. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che l'effetto estensivo della remissione della querela si applica solo in caso di concorso di persone nello stesso reato. Nel caso specifico, le condotte diffamatorie dell'imputato e della coimputata erano considerate distinte e autonome, non configurando un concorso. Pertanto, la remissione della querela non ha prodotto effetti a favore dell'imputato.
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Violazione di Domicilio: Condanna Annullata per Remissione di Querela
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Imputato condannato per violazione di domicilio e minaccia. La sentenza di condanna era stata confermata in appello. Tuttavia, la Persona Offesa ha ritirato la querela nei confronti di un coimputato, e questo atto ha esteso i suoi effetti anche all'Imputato. La Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del reato per Remissione di querela, annullando la condanna. Le spese processuali sono state poste a carico della Persona Offesa che ha ritirato la querela.
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Remissione di querela: condanna annullata ma spese a carico
Un imputato riceveva una condanna per il delitto di appropriazione indebita nei gradi di merito. Successivamente, la persona offesa formalizzava la remissione di querela. L'imputato depositava l'atto in sede di legittimità chiedendo la cessazione del procedimento penale. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna senza rinvio per sopravvenuta estinzione del reato. La remissione di querela produce efficacia estintiva quando il querelato manifesta chiaramente la volontà di accettarla o non la ricusa. I giudici hanno posto le spese del procedimento a carico del soggetto imputato.
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Remissione di querela: condanna annullata ma spese a carico
Un cittadino subiva una condanna per il delitto di diffamazione aggravata ai danni di un'altra persona. Nelle more del ricorso per cassazione, la persona offesa decideva di ritirare l'accusa tramite verbale davanti ai Carabinieri. L'imputato accettava formalmente tale rinuncia e proponeva impugnazione proprio per far valere l'accordo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la remissione di querela intervenuta prima del termine per impugnare comporta l'annullamento della condanna senza rinvio per sopravvenuta estinzione del reato. In assenza di accordi diversi tra le parti, la legge pone le spese processuali a carico della persona querelata.
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Dalla condanna all’estinzione con la remissione di querela
Un uomo subiva una condanna per il reato di lesioni personali. Prima della scadenza dei termini per impugnare la sentenza di appello, la vittima rilasciava al proprio difensore una procura speciale per ritirare l'accusa. L'imputato accettava tale volontà e presentava ricorso per fare valere la remissione di querela. La Corte di Cassazione ha chiarito che il ricorso è pienamente ammissibile anche se mira unicamente a depositare il ritiro della denuncia. I giudici hanno quindi annullato la condanna senza rinvio, dichiarando l'estinzione del reato. In assenza di accordi diversi tra le parti, la legge pone le spese processuali a carico della persona querelata.
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Truffa online: il ritiro della querela cancella la condanna
L'imputata è stata accusata del reato di truffa online per aver venduto prodotti sul web senza consegnarli all'acquirente, sfruttando la distanza per nascondere la propria identità. Nel corso del processo penale, l'acquirente ha dichiarato di ritirare la querela. A seguito delle recenti riforme normative, la truffa commessa a distanza con strumenti telematici che ostacolano l'identificazione costituisce un'aggravante specifica, punibile soltanto a querela di parte. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'ostacolo all'identificazione derivava esclusivamente dall'uso del mezzo informatico. Di conseguenza, il ritiro della querela ha determinato l'estinzione del reato. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza di condanna senza rinvio, ponendo le sole spese processuali a carico dell'imputata.
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Remissione di querela: reato estinto ma spese a carico
In seguito a una condanna penale, l'imputato ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la persona offesa ha presentato l'atto di remissione di querela e l'imputato ha sottoscritto la relativa accettazione. La Suprema Corte ha preso atto dell'accordo tra le parti e ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio. La remissione di querela ha determinato l'estinzione del reato, imponendo tuttavia all'imputato il pagamento delle spese processuali sostenute dallo Stato per la gestione del giudizio.
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Remissione di querela: annullata la condanna per il cittadino
Un cittadino, accusato inizialmente di appropriazione indebita, ha ottenuto la riqualificazione del fatto nel reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Questo illecito è perseguibile soltanto su richiesta della parte offesa. Prima che venissero meno i termini per presentare il ricorso in Cassazione, la società danneggiata ha ritirato la propria denuncia. La remissione di querela è stata tempestivamente accettata dal cittadino. La Corte di Cassazione ha riconosciuto la piena validità dell'accordo estintivo e ha annullato la condanna precedente senza rinvio. La Suprema Corte ha posto le spese del procedimento a carico del cittadino.
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Remissione di querela: reato estinto ma spese a carico
Un cittadino imputato in un procedimento penale ha ottenuto l'estinzione del reato a seguito della remissione di querela presentata dalla persona offesa. L'imputato ha accettato formalmente la rinuncia prima della decisione finale. La Corte di Cassazione ha preso atto della volontà condivisa delle parti e ha annullato senza rinvio la precedente sentenza di condanna. Nonostante la cancellazione di ogni addebito penale, la Corte ha posto le spese del procedimento a carico dell'imputato, come previsto dalla normativa vigente.
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Remissione della querela: condanna annullata ma spese a carico
L'Imputato era stato condannato nei precedenti gradi di giudizio per un reato perseguibile a querela di parte. Prima della decisione della Cassazione, la persona offesa ha presentato la formale remissione della querela. L'Imputato ha accettato espressamente il ritiro dell'accusa. La Corte di Cassazione ha riscontrato il rispetto dei requisiti di legge e ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio. La remissione della querela ha determinato l'estinzione del reato, ponendo comunque a carico dell'Imputato il pagamento delle spese processuali del giudizio.
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Remissione di querela: reato estinto ma spese agli imputati
Gli imputati avevano presentato ricorso in Cassazione contro la decisione della Corte di Appello. Prima dell'inizio della discussione, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela. Gli imputati hanno regolarmente accettato tale revoca. La Corte di Cassazione ha preso atto del ritiro dell'accusa e ha dichiarato l'estinzione del reato. La sentenza precedente è stata annullata senza rinvio. La Corte ha posto le spese del procedimento a carico degli imputati, come previsto dalla legge penale in caso di remissione concordata.
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Remissione di querela: reato estinto ma spese a carico
Nel corso del giudizio penale a carico di un cittadino imputato per un reato perseguibile a querela di parte, la persona offesa ha formalmente ritirato la propria denuncia prima dell'esame del merito. L'imputato ha espresso la propria accettazione della rinuncia all'azione penale. La Corte di Cassazione ha accertato la validità dell'accordo tra le parti. La remissione di querela ha causato la chiusura immediata della causa penale. I giudici supremi hanno quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna emessa in precedenza dalla Corte d'Appello. L'estinzione dell'illecito ha fatto decadere ogni sanzione penale, ponendo a carico dell'imputato soltanto le spese del procedimento giudiziario.
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Remissione di querela: lite reciproca e condanna annullata
Due cittadini si sono scontrati fisicamente provocandosi lesioni personali reciproche. Il giudice di primo grado ha condannato il primo contendente a sette giorni di permanenza domiciliare e il secondo a una pena pecuniaria. La corte d'appello ha confermato le sanzioni per entrambi i soggetti. Successivamente alla sentenza di secondo grado, le parti hanno formalizzato una reciproca remissione di querela per chiudere ogni lite pendente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del primo soggetto. I giudici di legittimità hanno dichiarato estinto il reato per intervenuta revoca dell'atto di accusa, annullando senza rinvio la condanna e ponendo le spese del processo a carico del soggetto querelato.
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Condanna penale azzerata grazie alla remissione di querela
La Corte d'appello confermava la condanna nei confronti di una cittadina per il reato di deturpamento e imbrattamento di cose altrui, applicando una multa. L'imputata ricorreva dinanzi alla Corte di Cassazione segnalando un accordo intervenuto con la persona offesa. Gli atti dimostravano il formale ritiro della denuncia e la contestuale accettazione da parte dell'accusata. I giudici di legittimità hanno accertato la tempestiva remissione di querela, dichiarando l'estinzione del reato e annullando la condanna senza rinvio. La decisione ha inoltre cancellato ogni statuizione civile risarcitoria, lasciando le spese compensate in virtù dell'intesa privata.
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Remissione della querela: rifiuto valido anche senza procura
Il Giudice di pace dichiarava estinto il reato di minaccia a carico de L'Imputato per remissione della querela, ritenendo che la sua mancata comparizione in udienza costituisse un'accettazione tacita. Il difensore di fiducia si era opposto alla remissione, ma il giudice considerava l'opposizione inefficace per mancanza di procura speciale. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso de L'Imputato, stabilendo che la mancata comparizione non equivale ad accettazione se vi sono elementi contrari, come la dichiarazione del difensore. Inoltre, l'articolo 155 del codice penale richiede la procura speciale per accettare la remissione della querela, ma non per rifiutarla. La sentenza viene annullata con rinvio.
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Remissione di querela: basta una spunta per chiudere il processo
Un uomo viene accusato di lesioni personali colpose per aver fatto cadere una porta addosso alla vittima. Successivamente, la persona offesa decide di ritirare la denuncia. Il Giudice di Pace dichiara estinto il reato compilando un modulo prestampato e sbarrando la casella relativa alla remissione di querela. Il Procuratore Generale impugna la decisione, ritenendo la motivazione insufficiente perché redatta su un prestampato. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso. I giudici chiariscono che la remissione di querela è un atto unilaterale che non richiede una formale accettazione, ma solo la mancata opposizione dell'imputato. Di conseguenza, la compilazione del modulo prestampato con la semplice spunta è pienamente valida e sufficiente a motivare la decisione.
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