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Riliquidazione Del Trattamento Pensionistico

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Riliquidazione del trattamento pensionistico: ricorso respinto
Alcuni ex dipendenti pubblici in pensione hanno richiesto la riliquidazione del trattamento pensionistico per includere una specifica indennità operativa percepita durante il servizio. Dopo il rigetto della domanda da parte della magistratura contabile, i pensionati hanno proposto ricorso per revocazione allegando una circolare amministrativa, ma la richiesta è stata respinta. I pensionati si sono quindi rivolti alla Corte di Cassazione a Sezioni Unite sostenendo per la prima volta che la controversia spettasse alla giurisdizione del giudice amministrativo o del lavoro. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: chi contesta l'esito di una revocazione non può rimettere in discussione retroattivamente la giurisdizione del giudice precedente, ormai coperta da giudicato implicito.
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Riliquidazione del trattamento pensionistico: no al ricorso tardivo
Alcuni ex dipendenti pubblici hanno agito dinanzi alla Corte dei Conti chiedendo la riliquidazione del trattamento pensionistico con il computo di una specifica indennità di funzione. Dopo il rigetto della domanda nei gradi di merito e la successiva bocciatura del ricorso per revocazione, i pensionati hanno adito la Corte di Cassazione. Con tale atto, i ricorrenti hanno contestato tardivamente la giurisdizione contabile, sostenendo la competenza del giudice amministrativo o del lavoro. Le Sezioni Unite hanno dichiarato inammissibile il ricorso, evidenziando che l'impugnazione contro una pronuncia di revocazione può riguardare unicamente i limiti del potere revocatorio del giudice, senza poter rimettere in discussione la giurisdizione sul merito già coperta da giudicato implicito.
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Riliquidazione del trattamento pensionistico: stop agli errori
Gli eredi di un dirigente d'azienda hanno chiesto la riliquidazione del trattamento pensionistico del congiunto, includendo contributi previdenziali del fondo ex-INPDAI. In primo grado il tribunale ha accolto la domanda, ma la Corte d'appello ha ridotto la somma spettante a causa di errori di calcolo emersi tramite una nuova perizia tecnica d'ufficio. Gli eredi hanno proposto ricorso in Cassazione, lamentando l'inutilità di una quarta perizia e contestando la riduzione dell'importo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della decisione d'appello. I giudici hanno stabilito che il magistrato ha il potere di disporre nuove indagini tecniche per correggere errori materiali e determinare correttamente la media retributiva degli ultimi cinque anni di lavoro. Di conseguenza, gli eredi perdono la causa e sono condannati a pagare le spese processuali.
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Riliquidazione del trattamento pensionistico: salvi gli arretrati
Un pensionato ha chiesto all'INPS la ricostituzione della propria pensione di anzianità per escludere dal calcolo alcune settimane di mobilità svantaggiose. La Corte d'Appello ha respinto la domanda ritenendo prescritto l'intero diritto per decorso del termine triennale. La Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato, stabilendo che la decadenza prevista dalla legge non estingue il diritto alla riliquidazione del trattamento pensionistico in sé. Al contrario, essa opera come decadenza mobile, limitando la perdita economica esclusivamente ai ratei maturati oltre i tre anni precedenti la domanda giudiziale. Di conseguenza, il pensionato conserva il diritto al ricalcolo della pensione per il futuro e al recupero delle differenze relative all'ultimo triennio.
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Riliquidazione del trattamento pensionistico: arretrati salvi
Un pensionato ha chiesto all'INPS la riliquidazione del trattamento pensionistico per escludere dal calcolo alcune settimane di mobilità svantaggiose. La Corte d'appello ha respinto la domanda, ritenendo che il pensionato fosse decaduto dal diritto per aver superato il termine di tre anni previsto dalla legge. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato. I giudici hanno stabilito che il decorso del termine di tre anni non cancella del tutto il diritto a ricalcolare la pensione. La decadenza colpisce unicamente le singole rate mensili scadute prima del triennio precedente alla causa. Il pensionato conserva quindi il diritto a ottenere l'adeguamento della pensione per il futuro e a recuperare gli arretrati degli ultimi tre anni. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio.
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