LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Rilievi Fotodattiloscopici

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'insieme delle procedure di identificazione di una persona svolte dalla polizia, che includono la raccolta delle impronte digitali e lo scatto di fotografie segnaletiche.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Verifica dell’identità personale: impronte contro incertezze
Lo Straniero è stato condannato dal Giudice di Pace alla pena di 5.000 euro di ammenda per il reato di ingresso e soggiorno illegale nello Stato. Lo Straniero ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando una presunta incertezza sulla propria identità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la verifica dell'identità personale è avvenuta in modo corretto e congruo attraverso i rilievi fotodattiloscopici e la precedente attribuzione del codice identificativo C.U.I. Di conseguenza, la Suprema Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
False generalità: condannato l’evaso che mente sul nome
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero condannato per aver fornito false generalità ai Carabinieri. L'uomo, fermato durante un intervento per rapina e trovato in possesso di sostanze stupefacenti, era in realtà ricercato per evasione. La sua vera identità è emersa solo a seguito dei rilievi fotodattiloscopici. La Suprema Corte ha confermato la legittimità della pena superiore al minimo edittale e il diniego delle attenuanti generiche. I giudici hanno ritenuto inverosimile la giustificazione dell'imputato, il quale sosteneva di non sapere che mentire sul proprio nome fosse reato, evidenziando la sua natura di pluripregiudicato e la totale assenza di pentimento. L'imputato perde il ricorso e viene condannato alle spese.
Continua »
Intercettazioni telefoniche: i codici non evitano la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero condannato a dodici anni e sei mesi di reclusione per associazione finalizzata al narcotraffico. L'imputato contestava la propria identificazione e l'interpretazione dei dialoghi registrati. I giudici hanno confermato la condanna basandosi sulle impronte digitali rilevate al momento dell'arresto e sul possesso del telefono utilizzato per i traffici. La Suprema Corte ha ribadito che l'interpretazione del linguaggio utilizzato nelle intercettazioni telefoniche spetta al giudice di merito. L'uso di termini apparentemente innocui come "scarpe" o "cotone", inseriti in contesti incongrui, costituisce una prova logica del commercio di droga. Di conseguenza, il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.
Continua »
Decreto di espulsione dello straniero: valido senza passaporto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero detenuto contro il decreto di espulsione dello straniero emesso come misura alternativa alla detenzione. Il ricorrente contestava la validità del provvedimento a causa dell'uso di diverse generalità e della mancanza di un passaporto. La Suprema Corte ha chiarito che l'identificazione fisica è certa grazie ai rilievi delle impronte digitali associati a un Codice Unico Identificativo (C.U.I.), rendendo irrilevanti i falsi nomi. Inoltre, la mancanza del passaporto non impedisce l'emissione del decreto di espulsione dello straniero detenuto, ma ne sospende solo l'effettiva esecuzione, durante la quale il soggetto rimane in carcere. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese.
Continua »
Identificazione dell’indagato: l’annotazione di polizia
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo accusato di traffico d'armi, confermando la validità della sua identificazione dell'indagato. La Corte ha stabilito che l'annotazione di servizio della polizia, che attesta l'avvenuto rilievo delle impronte digitali, è un atto fidefaciente sufficiente a provare l'identità, anche in assenza del verbale specifico nei fascicoli del riesame.
Continua »