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Riesame — Anno 2023

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722 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Riesame

Provvedimenti

Trasporto di ricambi usati: è reato ambientale?
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro di un autocarro che trasportava ricambi usati non documentati, qualificandoli come rifiuti. La decisione si basa sulla mancanza di autorizzazioni per il trasporto di ricambi usati e sulle modalità di stoccaggio, che non indicavano una destinazione alla vendita ma uno smaltimento illecito.
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Ricettazione denaro contante: sequestro legittimo
La Corte di Cassazione, con la sentenza 47651/2023, ha confermato il sequestro preventivo di 119.000 euro in contanti, ritenendo configurabile il reato di ricettazione di denaro contante. La mancanza di una giustificazione plausibile sulla provenienza della somma, unita alle modalità di occultamento e ai precedenti dell'indagato, è sufficiente a integrare il 'fumus commissi delicti' necessario per la misura cautelare, anche senza l'accertamento giudiziale del reato presupposto.
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Sequestro preventivo terzo: tutela dell’acquirente
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di un sequestro preventivo sui documenti di un'auto acquistata da un terzo in buona fede. La società venditrice aveva evaso l'IVA sull'importazione con false dichiarazioni. La Corte ha stabilito che la confisca dei documenti, considerati prodotto del reato, non si applica all'acquirente incolpevole, in quanto la sua posizione è tutelata dalla legge, distinguendo tra confisca facoltativa e obbligatoria. Il caso in esame rientra nel sequestro preventivo al terzo, che gode di ampia protezione.
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Sequestro preventivo: onere della prova per terzi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una terza persona non indagata avverso un'ordinanza di inammissibilità di un'istanza di riesame per un sequestro preventivo di 85.000 euro. La Corte ha confermato che il terzo che rivendica la proprietà di beni sequestrati deve fornire prove specifiche e concrete del suo diritto, non essendo sufficiente una generica affermazione di titolarità. Nel caso di specie, la ricorrente non ha dimostrato l'origine lecita del denaro.
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Sequestro preventivo: onere della prova del terzo
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un sequestro preventivo di 85.000 euro in contanti. Un terzo, parente dell'indagato, ha richiesto la restituzione della somma sostenendo fosse di sua proprietà e frutto di donazioni. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il terzo ha l'onere di fornire prove specifiche e concrete del suo diritto alla restituzione, non essendo sufficiente una generica dichiarazione di titolarità per superare il vincolo cautelare.
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Associazione a delinquere: quando il corriere non è socio
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di custodia cautelare, stabilendo che l'attività di corriere della droga, anche se ripetuta, non è sufficiente a dimostrare la partecipazione a un'associazione a delinquere. È necessaria la prova della consapevole adesione al patto criminale stabile, non bastando presunzioni basate sulla quantità di droga trasportata.
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Sequestro preventivo crediti fiscali: Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo crediti fiscali derivanti da bonus edilizi, ritenuti fittizi. Il ricorso degli indagati, basato sulla presunta buona fede nell'acquisto dei crediti, è stato respinto. La Corte ha stabilito che la valutazione approfondita dell'elemento soggettivo del reato è materia del giudizio di merito e non della fase cautelare del riesame, a meno che l'assenza di dolo non sia evidente *ictu oculi*. Il Tribunale del riesame aveva correttamente motivato sulla base del *fumus commissi delicti*.
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Ricorso inammissibile: i limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso un'ordinanza di sequestro preventivo per reati tributari. La decisione si fonda su due principi cardine: il mancato rispetto delle forme per la richiesta di rinvio dell'udienza e, soprattutto, l'impossibilità di sollevare per la prima volta in sede di legittimità motivi di fatto non proposti nel precedente giudizio di riesame.
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Corruzione in atti giudiziari: la Cassazione decide
Un imprenditore, accusato di corruzione in atti giudiziari per aver ottenuto favori da un pubblico ufficiale in cambio di ospitalità, ricorre in Cassazione. La Corte conferma i gravi indizi di colpevolezza ma annulla l'ordinanza per motivazione insufficiente sulle esigenze cautelari, rinviando al Tribunale.
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Custodia cautelare: rischio recidiva e premeditazione
La Corte di Cassazione conferma la custodia cautelare in carcere per un uomo accusato di fabbricazione di armi e resistenza. Durante uno sfratto, l'uomo ha tentato di usare delle bombe molotov già pronte. La Corte ha ritenuto che la premeditazione dell'atto e l'inaffidabilità del soggetto giustificassero la massima misura cautelare, respingendo la tesi della difesa di un'azione estemporanea.
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Sequestro preventivo: onere della prova senza traduzione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per tentato riciclaggio. L'indagato era stato trovato in possesso di oltre 200.000 euro in contanti. La Corte ha stabilito che, nel procedimento di riesame, è onere della difesa fornire la traduzione dei documenti in lingua straniera prodotti a sostegno della liceità dei fondi. Inoltre, ha confermato che elementi logici e circostanziali, come l'ingente somma e le anomale modalità di trasporto, sono sufficienti a configurare il 'fumus commissi delicti' del reato di riciclaggio, giustificando il sequestro preventivo.
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Sequestro probatorio: i requisiti di motivazione
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un legale rappresentante contro un'ordinanza di sequestro probatorio per reati fiscali. La Corte chiarisce che, sebbene la motivazione del decreto di sequestro debba essere specifica, è sufficiente che indichi il reato ipotizzato, la pertinenza dei beni sequestrati e la finalità probatoria, anche se la condotta è descritta in modo ancora fluido nella fase delle indagini preliminari. In questo caso, la specificazione dei costi ritenuti fittizi e delle annualità d'imposta è stata giudicata adeguata.
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Pericolo di recidiva: Cassazione annulla misura
La Corte di Cassazione ha annullato una misura cautelare interdittiva a carico di un funzionario pubblico, stabilendo che la valutazione del pericolo di recidiva non può essere astratta o congetturale. La decisione sottolinea l'importanza di analizzare elementi concreti come il tempo trascorso dai fatti, il cambiamento di mansioni e la personalità dell'indagato, criticando la motivazione del Tribunale del riesame che aveva ripristinato la sospensione basandosi su presunzioni generiche.
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Esigenze cautelari: annullata custodia per vizio logico
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava la custodia in carcere per un imputato di associazione mafiosa. La decisione si fonda sul vizio di motivazione del tribunale del riesame, che non ha valutato adeguatamente i nuovi elementi presentati dalla difesa e ha fornito una spiegazione illogica sulla persistenza delle esigenze cautelari, nonostante il trasferimento dell'imputato in un'altra città.
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Morte del ricorrente: cosa succede al ricorso cautelare
La Corte di Cassazione dichiara improcedibile il ricorso contro un'ordinanza di riesame di una misura cautelare a causa della sopravvenuta morte del ricorrente. La sentenza chiarisce che, nel procedimento incidentale, il decesso dell'indagato non porta all'estinzione del reato (di competenza del giudice del merito) ma determina l'improcedibilità del gravame, venendo meno uno dei soggetti del rapporto processuale.
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Motivazione carente: annullata misura cautelare
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che applicava una misura cautelare a un imprenditore del settore ittico per illecita concorrenza ed estorsione. La decisione si fonda sul principio della motivazione carente, poiché il Tribunale del Riesame non ha adeguatamente considerato né confutato le argomentazioni difensive, che fornivano una spiegazione alternativa e plausibile dei fatti. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Esigenze cautelari detenuto: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46036/2023, ha rigettato il ricorso di un uomo in custodia cautelare per aver introdotto sostanze stupefacenti in carcere. La Corte ha confermato la sussistenza delle esigenze cautelari per il detenuto, sottolineando che lo stato di detenzione preesistente non esclude il pericolo di reiterazione del reato, soprattutto in caso di abusi dei benefici premiali.
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Legittimazione socio sequestro: il diritto del socio
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile il ricorso di una socia contro il sequestro delle sue quote in una S.r.l. La Corte ha stabilito il principio della legittimazione del socio al sequestro, affermando che la quota sociale è un bene autonomo di proprietà del socio, non della società. Pertanto, il socio ha un interesse diretto e concreto a impugnare il provvedimento che vincola il suo patrimonio personale, indipendentemente dalla legittimazione del rappresentante legale della società a difendere i beni aziendali.
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Esigenze cautelari: inammissibile ricorso del PM
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro l'annullamento di una misura di custodia in carcere. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione delle concrete e attuali esigenze cautelari, un onere che incombe sull'accusa quando non operano presunzioni di legge.
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Periculum in mora: sequestro e onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un sequestro preventivo per reati tributari. La difesa lamentava l'assenza di motivazione sul periculum in mora, ma la Corte ha ritenuto che la sproporzione tra il debito e il patrimonio liquido, unita alla cessione di un'autovettura al figlio, fossero elementi sufficienti a giustificare il timore di dispersione dei beni, validando così la decisione del Tribunale del Riesame.
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