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Riduzione Del Cuneo Fiscale

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Riduzione del cuneo fiscale: il Fisco perde contro i trasporti
Una società di trasporti pubblici ha chiesto il rimborso dell'IRAP versata tra il 2009 e il 2011, invocando la riduzione del cuneo fiscale per i dipendenti a tempo indeterminato. L'Agenzia delle Entrate ha rifiutato il rimborso, sostenendo che l'azienda operasse in regime di concessione tariffaria protetta, categoria esclusa dall'agevolazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Fisco. I giudici hanno chiarito che, per negare il beneficio, l'amministrazione deve dimostrare il trasferimento effettivo del rischio di gestione all'operatore. Senza questa prova, il rapporto si configura come appalto di servizi, rendendo legittima la riduzione del cuneo fiscale. Vince la società di trasporti, che ottiene il rimborso e la condanna del Fisco alle spese.
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Riduzione del cuneo fiscale: stop al rimborso per i trasporti
Un'Azienda di trasporti ha richiesto il rimborso della maggiore IRAP versata nel 2009, invocando la riduzione del cuneo fiscale. L'Agenzia delle Entrate ha rifiutato il rimborso, sostenendo che l'Azienda operasse in regime di concessione a tariffa, condizione che esclude l'agevolazione per le imprese di servizi pubblici. I giudici di merito avevano dato ragione all'Azienda, ritenendo che il rapporto con la Regione fosse regolato da un semplice contratto di servizio con corrispettivo. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che il giudice di merito deve analizzare attentamente le clausole contrattuali per verificare se si tratti di un appalto o di una concessione.
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Riduzione del cuneo fiscale: stop al rimborso IRAP automatico
Un'azienda di trasporti ha chiesto il rimborso dell'IRAP versata in eccedenza, invocando l'agevolazione per la riduzione del cuneo fiscale. L'Amministrazione finanziaria ha rifiutato il rimborso, sostenendo che l'attività si svolgesse in regime di concessione a tariffa, condizione che esclude il beneficio. La Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione all'azienda, ritenendo che il servizio non costituisse una vera concessione. L'Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Ufficio, stabilendo che il giudice d'appello non ha analizzato correttamente il contratto relativo alla gestione di una funicolare. La Cassazione ha quindi annullato la sentenza, rinviando la causa per un nuovo esame volto a verificare se il rapporto sia un appalto o una concessione con tariffa remunerativa.
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Riduzione del cuneo fiscale: fisco battuto sui trasporti in perdita
L'Azienda di Trasporti ha richiesto il rimborso della maggiore IRAP versata per il 2009, invocando la riduzione del cuneo fiscale. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che l'azienda operasse in regime di concessione e a tariffa, circostanza che esclude l'agevolazione per le imprese di servizi pubblici. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco. I giudici hanno chiarito che l'esclusione dal beneficio si applica solo se la tariffa è "remunerativa", ossia capace di generare profitto. Nel caso specifico, i bilanci dell'Azienda di Trasporti evidenziavano perdite strutturali, con ricavi tariffari ampiamente inferiori ai costi di gestione. Di conseguenza, non essendoci alcun rischio di sovracompensazione, l'azienda ha pieno diritto all'agevolazione fiscale e al relativo rimborso delle imposte versate in eccedenza.
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Riduzione del cuneo fiscale: tra benefici e tregua fiscale
Un'associazione sanitaria senza scopo di lucro ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'anno 2007. L'Agenzia delle Entrate contestava l'indebita riduzione del cuneo fiscale ai fini IRAP e l'indeducibilità di costi IRES per un viaggio religioso del personale. Secondo il fisco, l'ente operava come public utility in regime di concessione e tariffa, requisiti ostativi al beneficio fiscale. Dopo le sconfitte nei primi due gradi di giudizio, l'associazione, nel frattempo fallita, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, la procedura è stata sospesa poiché il fallimento ha dichiarato di voler aderire alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte ha quindi rinviato la causa per permettere il perfezionamento della tregua fiscale.
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